L'Europa approva il piano sulle munizioni per Kiev: acquisti congiunti e produzione "made in Ue". Mobilitati anche i fondi Pnrr
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - L'Europa sblocca l'acquisto di munizioni e armi a favore dell'Ucraina per circa un miliardo e contestualmente lancia un programma di aiuti per le aziende europee del settore per garantire proprio la produzione di tutti questi rifornimenti.
Il Coreper, il Comitato dei 27 ambasciatori, ha infatti dato il via libera alla decisione presa ormai da tempo di aiutare Kiev con un milione di munizioni. La misura era stata fermata ripetutamente dalla Francia che voleva l'assicurazione che questo sforzo dovesse essere compiuto solo da aziende europee senza avvantaggiare la concorrenza straniera. Parigi, del resto, è sempre stata attenta a tutelare questo settore e in particolare le società francesi. Una condizione che fino a pochi giorni fa non appariva praticabile. E che oggi si è sbloccata con un regolamento che stanzia 500 milioni di euro proprio per accelerare la capacità produttiva del "made in Ue". Senza contare che &egr…
BRUXELLES - L'Europa sblocca l'acquisto di munizioni e armi a favore dell'Ucraina per circa un miliardo e contestualmente lancia un programma di aiuti per le aziende europee del settore per garantire proprio la produzione di tutti questi rifornimenti.
Il Coreper, il Comitato dei 27 ambasciatori, ha infatti dato il via libera alla decisione presa ormai da tempo di aiutare Kiev con un milione di munizioni. La misura era stata fermata ripetutamente dalla Francia che voleva l'assicurazione che questo sforzo dovesse essere compiuto solo da aziende europee senza avvantaggiare la concorrenza straniera. Parigi, del resto, è sempre stata attenta a tutelare questo settore e in particolare le società francesi. Una condizione che fino a pochi giorni fa non appariva praticabile. E che oggi si è sbloccata con un regolamento che stanzia 500 milioni di euro proprio per accelerare la capacità produttiva del "made in Ue". Senza contare che è stata autorizzata anche il ricorso ai fondi del Pnrr per aiutare il settore. Decisione che in Italia ha suscitato le ire del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: "Non lo permetteremo mai. Questo treno, che non è guidato da noi, porta all'escalation, rischiamo l'incidente nucleare". Gli Stati davvero coinvolti in questo processo sono sostanzialmente undici (tra cui anche l'Italia) e una quindicina di società.
In più viene precisata la possibilità di utilizzare i fondi del NextGenerationEu per la produzione delle armi. Il Recovery fund, ha ricordato il Commissario francese per il Mercato Interno, Thierry Breton, "è stato specificatamente costruito per tre principali azioni: la transizione verde, la transizione digitale e la resilienza. Intervenire puntualmente per sostenere progetti di industriali che vanno verso la resilienza, compresa la difesa, fa parte di questo terzo pilastro". Secondo Breton, "l'Europa dispone di una capacità di produzione di difesa sostanziale e diversificata. Oggi non ha le dimensioni per soddisfare le esigenze di sicurezza dell'Ucraina e dei nostri Stati membri, ma ha certamente il potenziale per farlo. Sono fiducioso che entro 12 mesi saremo in grado di aumentare la nostra capacità produttiva a 1 milione di munizioni all'anno per l'Ucraina". E il provvedimento comunitario potrebbe rappresentare una spinta per raggiungere la quota del 2 per cento di pil nella spesa per la difesa richiesto dalla Nato.