La Casa Bianca a Mosca dopo l'attacco con i droni: “Noi non c’entriamo, Peskov è un bugiardo”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - La Casa Bianca rigetta le accuse di aver organizzato il presunto attacco contro il Cremlino, definendo il portavoce di Putin "un bugiardo". Però pure la Cina mette le mani avanti, sollecitando tutte le parti a non "intraprendere qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente la situazione", come fa il responsabile della politica estera Ue Borrell. E anche se Pechino smentisce di aver cambiato posizione sulla guerra in Ucraina, dopo la recente approvazione della risoluzione Onu che la condannava, il segretario di Stato Blinken le strizza l'occhio dichiarando che potrebbe svolgere un ruolo costruttivo per finire il conflitto. In altre parole se Putin sperava di usare l'attacco, vero o fasullo che fosse, allo scopo di giustificare un'escalation ulteriore, magari con le armi nucleari, la comunità internazionale sembra compatta nel tentativo di dissuaderlo.
NEW YORK - La Casa Bianca rigetta le accuse di aver organizzato il presunto attacco contro il Cremlino, definendo il portavoce di Putin "un bugiardo". Però pure la Cina mette le mani avanti, sollecitando tutte le parti a non "intraprendere qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente la situazione", come fa il responsabile della politica estera Ue Borrell. E anche se Pechino smentisce di aver cambiato posizione sulla guerra in Ucraina, dopo la recente approvazione della risoluzione Onu che la condannava, il segretario di Stato Blinken le strizza l'occhio dichiarando che potrebbe svolgere un ruolo costruttivo per finire il conflitto. In altre parole se Putin sperava di usare l'attacco, vero o fasullo che fosse, allo scopo di giustificare un'escalation ulteriore, magari con le armi nucleari, la comunità internazionale sembra compatta nel tentativo di dissuaderlo.
Il suo portavoce Peskov ha accusato gli Usa di aver guidato i droni, perché Washington manovra Kiev, ma la controparte della Casa Bianca Kirby gli ha risposto che sono "menzogne. Gli Stati Uniti non incoraggiano, non sostengono e non forniscono supporto ad attacchi contro singoli leader". Kirby ha detto che l'intelligence e il Pentagono non hanno ancora appurato cosa sia accaduto, ma stanno indagando, e non ha escluso una "false flag", ossia un'operazione organizzata dai russi. Non ha commentato l'ipotesi di una risposta atomica, ma ha aggiunto che "Putin già ammazza i civili ogni giorno, come ieri bombardando i clienti di un supermercato, e quindi l'escalation è in corso".
Le motivazioni politiche invece sono presumibili: "Mosca vuole dipingere l'invasione come una guerra tra Usa, Nato, Occidente e la Russia. Ma non è così, si tratta di un'aggressione in cui gli ucraini combattono per sopravvivere". Forse il Cremlino cerca di sabotare la prossima controffensiva di Kiev, ma anche su questo Kirby non si sbilancia: "Non so se o quando inizierà, è una decisione che può prendere solo il presidente Zelensky. Però so che gli abbiamo dato tutte le forniture che chiedeva per essere pronto".
La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha detto che la posizione del suo govenro "sulla crisi ucraina è coerente e chiara: tutte le parti dovrebbero evitare di intraprendere qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente la situazione". Quindi se Putin ha organizzato il falso attacco per giustificare un'escalation, nucleare o no, deve fermarsi. Pechino sottolinea che la sua linea non è cambiata, dopo l'approvazione della risoluzione all'Onu, perché si è astenuta sul paragrafo che denunciava l'aggressione russa. Però il segretario di Stato Blinken ha detto al Washington Post che nel piano in 12 punti annunciato a febbraio da Xi ci sono elementi positivi: "In linea di principio non c'è niente di sbagliato se abbiamo un Paese, la Cina o altri con un'influenza significativa, disposto a perseguire una pace giusta e duratura.
Ne saremmo lieti, ed è certamente possibile che la Cina abbia un ruolo da svolgere in questo sforzo. Ciò potrebbe essere molto vantaggioso". Non ancora una svolta, ma segnali della possibile costruzione di una convergenza sul comune interesse a chiudere l'invasione. A cui si è aggiunta la voce di Borrell, quando ha avvertito: "Chiediamo alla Russia di non usare questo presunto attacco come scusa per continuare l'escalation della guerra".