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Belgrado, niente carcere per il killer bambino, forse sarà affidato ai nonni. "Ha sparato anche alla ragazzina di cui era innamorato"

Kosta Kecmanovic ha tredici anni, troppo pochi per essere considerato penalmente responsabile del massacro nella scuola elementare. L'avvocato della famiglia: "Non può essere incriminato. Stanno valutando la sua condizione mentale, se risulterà sano sarà rilasciato dalla clinica neuropsichiatrica e affidato a un tutore legale". Il padre invece rischia una condanna a 12 anni
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Il killer bambino non andrà in carcere. In nessun caso finirà in una cella. Neanche se la commissione di esperti psicologi e psichiatri al cui vaglio adesso è sottoposto dovesse stabilire che è sano di mente e che era pienamente in sé e cosciente quando, ieri mattina, è entrato nella sua scuola elementare (frequentata anche dalla sorella di dieci anni) nel centro di Belgrado e ha ucciso a colpi di pistola otto compagni di classe e il guardiano. Una strage che, secondo gli inquirenti, pianificava da almeno un mese. Nove vittime e sei feriti, due dei quali - una bambina colpita da un proiettile alla testa e la professoressa di Storia - in condizioni gravi.

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Il killer bambino non andrà in carcere. In nessun caso finirà in una cella. Neanche se la commissione di esperti psicologi e psichiatri al cui vaglio adesso è sottoposto dovesse stabilire che è sano di mente e che era pienamente in sé e cosciente quando, ieri mattina, è entrato nella sua scuola elementare (frequentata anche dalla sorella di dieci anni) nel centro di Belgrado e ha ucciso a colpi di pistola otto compagni di classe e il guardiano. Una strage che, secondo gli inquirenti, pianificava da almeno un mese. Nove vittime e sei feriti, due dei quali - una bambina colpita da un proiettile alla testa e la professoressa di Storia - in condizioni gravi.

Kosta Kecmanovic, infatti, ha tredici anni. Ne compie quattordici il 30 luglio, tra tre mesi, e ciò per l'ordinamento giuridico serbo lo rende penalmente non responsabile del massacro che ha compiuto. "Avere meno di quattordici anni non consente l'incriminazione", spiega a Repubblica Nikola Ristanovic, l'avvocato della famiglia Kecmanovic. "La sua condizione mentale è valutata in queste ore, se viene fuori che è sano sarà rilasciato subito dalla clinica neuropsichiatrica dove si trova e sarà affidato a un tutore legale, che potrebbe essere uno dei nonni. In questo caso sarà comunque seguito dai servizi sociali". Al contrario, se dovessero giudicarlo mentalmente instabile, "sarà portato in un ospedale psichiatrico e dovrà sottoporsi a terapie fino a quando non sarà considerato guarito". Comunque mai in carcere, nemmeno al minorile. Il fatto che abbia sparato ai suoi compagni di scuola, compresa una ragazzina di cui secondo i suoi vicini di casa Kosta era innamorato, non avrà conseguenze pesanti.

Chi invece rischia una pena a dodici anni è il padre, Vladimir Kecmanovic, famoso radiologo di Belgrado. È in stato di fermo per 48 ore e sotto indagine. "L'esito più probabile - spiega ancora l'avvocato Ristanovic - è che venga accusato per aver messo in pericolo la sicurezza pubblica, un reato che nel peggiore degli scenari porta a una detenzione per 12 anni". L'accusa si spiega con la mancata custodia delle armi, che possiede legalmente: le due pistole calibro nove usate da Kosta per la strage erano conservate in una cassaforte di cui il bambino, però, conosceva la combinazione. Gli investigatori della polizia, però, lo stanno interrogando anche per ricostruire cosa è avvenuto nell'ultimo mese, periodo durante il quale suo figlio ha pianificato le uccisioni, scrivendo su un foglio i quindici nomi dei compagni che dovevano morire e tracciando il percorso da fare nei due piani dell'istituto. Se si dovesse accertare che Vladimir Kecmanovic era venuto a conoscenza del progetto di Kosta e non ha fatto niente per fermarlo, il capo di imputazione diventerebbe omicidio plurimo.