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Strage di Belgrado, parla Andy, l'amico del killer bambino: "Nella nuova classe lo chiamavano sfigato"

(reuters)
"Era un tipo calmo, un po’ introverso. Non avrei mai pensato che potesse fare una follia simile", racconta il compagno di scuola
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Belgrado - Andy c'era sempre. Era al parco giochi quando urlavano "sei un nerd!" al suo amico Kosta. Andava con lui alle partite di calcio e Kosta gli confidava quanto si stava divertendo a sparare al poligono. Era alla festa di compleanno lunedì scorso, quando Kosta ha detto al festeggiato che il regalo gliel'avrebbe portato in classe mercoledì. Proprio quel mercoledì, il 3 maggio, giorno prescelto dal tredicenne Kosta Kecmanovic per portare a termine il progetto di morte. Con la pistola di suo padre, il killer bambino ha ucciso otto studenti coetanei e il guardiano dell'istituto primario "Vladislav Ribnikar" dove l'alta borghesia di Belgrado iscrive i propri figli. Andy, 13 anni come Kosta, era anche lì, nella classe accanto. Ha visto e sentito tutto. Adesso depone una calla davanti al portone d'ingresso della scuola, diventata in una manciata di minuti la scena del crimine più efferato e inaspettato.

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Belgrado - Andy c'era sempre. Era al parco giochi quando urlavano "sei un nerd!" al suo amico Kosta. Andava con lui alle partite di calcio e Kosta gli confidava quanto si stava divertendo a sparare al poligono. Era alla festa di compleanno lunedì scorso, quando Kosta ha detto al festeggiato che il regalo gliel'avrebbe portato in classe mercoledì. Proprio quel mercoledì, il 3 maggio, giorno prescelto dal tredicenne Kosta Kecmanovic per portare a termine il progetto di morte. Con la pistola di suo padre, il killer bambino ha ucciso otto studenti coetanei e il guardiano dell'istituto primario "Vladislav Ribnikar" dove l'alta borghesia di Belgrado iscrive i propri figli. Andy, 13 anni come Kosta, era anche lì, nella classe accanto. Ha visto e sentito tutto. Adesso depone una calla davanti al portone d'ingresso della scuola, diventata in una manciata di minuti la scena del crimine più efferato e inaspettato.

Cosa è successo lì dentro, Andy?
"Eravamo alla fine della prima ora, le 8.35. Abbiamo sentito degli scoppi, ma sulle prime pensavamo che fossero caduti dei tavolini perché era un rumore più forte dei petardi. È accaduto in fretta, abbiamo realizzato solo quando uno dei nostri professori è piombato in classe urlando "stanno sparando, scappate scappate!". Ci ha portato in salvo il nostro insegnante. Mentre uscivo ho guardato fuori dalla finestra e ho visto Kosta nel cortile. In quel momento non avevo capito che era lui il killer, l'ho saputo dopo".

Eravate spaventati?
"A essere sincero all'inizio no perché non riuscivamo a comprendere, i colpi si susseguivano rapidamente, era come se nel corridoio qualcosa si stesse accartocciando. Un attimo dopo ero terrorizzato".

Che rapporto c'è con Kosta?
"Siamo amici da tanto e ci vediamo anche fuori dalla scuola. Passiamo le ore ai videogame, soprattutto a Fortnite (un gioco "sparatutto", ndr), facciamo le partite a calcio al parco Tasmajdan".

Che tipo è?
"Calmo, educato, un po' introverso. Uno che rimane sulle sue, insomma. Anche per farlo giocare a pallone bisogna insistere, se ne sta in disparte. Ha pochissimi amici, e gli altri lo bullizzano. Lo chiamano nerd perché è uno studente modello che prende sempre il massimo dei voti".

Come reagiva?
"Non l'ho mai sentito lamentarsi. Però una volta eravamo al parco e gli altri lo hanno circondato per urlargli che è un nerd, un secchione sfigato. Gli hanno affibbiato altri nomignoli. A quanto ne so non è stato mai picchiato. Qualche tempo fa ha chiesto di cambiare classe proprio per evitare i bulli, ma nella classe nuova gli episodi sono continuati. Una delle bambine che appare nella sua lista dei 15 quelli da uccidere, e a cui ha sparato in testa, era il suo incubo, lo tartassava tutti i giorni".

Le autorità serbe hanno parlato di un brutto voto preso al test di Storia che può aver fatto scattare in lui qualcosa. È così?
"No, non è vero. Kosta non prendeva mai brutti voti".

Cosa pensate adesso di lui?
"Sono scioccato, ancora non ci credo. Ho la sensazione di essere dentro un film. Kosta era l'ultima persona che pensavo potesse fare una follia simile. Ne stiamo parlando nel gruppo, nessuno sa darsi una spiegazione. È diventato il nostro incubo peggiore".

Vi aveva detto che si allenava al poligono?
"Sì. So che suo padre Vladimir è un cacciatore appassionato di armi e Kosta mi ha raccontato di essere andato con lui diverse volte al poligono. Non sapevo che fosse così bravo a sparare".

Cosa dicono gli alunni feriti?
"Ho incontrato due della sua classe, a cui ha sparato alle gambe. Quando Kosta è entrato, uno di loro si è finto morto. L'altro, che si chiama Vlad (nome di fantasia, ndr), è scampato scavalcando la finestra. Era il suo migliore amico eppure Kosta l'ha inserito nella lista di quelli da uccidere. E al suo compleanno, lunedì scorso, ha detto quella cosa strana...".

Cosa ha detto?
"Vlad festeggiava i quattordici anni. Kosta è arrivato e si è scusato per non avergli portato niente. Poi ha aggiunto una frase che lì per lì ci è sembrata normale...".

Che frase?
"Ha detto: troverai il regalo mercoledì in classe".

(ha collaborato Draga Polovina)