Brasile, blitz della polizia a casa di Bolsonaro: "Ha falsificato il certificato della vaccinazione anti-Covid per entrare negli Usa"
di Daniele Mastrogiacomo(reuters)
Jair Bolsonaro ha truccato il suo certificato anti Covid facendo manomettere i registri sanitari del ministero della Salute? Ne sono certi la Polizia Federale e il consigliere del Tribunale Superiore Federale Alexandre de Moraes che ha spedito una decina di agenti a casa dell’ex presidente a Brasilia per una perquisizione che ha portato al sequestro di numerosi documenti e dei cellulari del leader dell’estrema destra e della moglie Michelle. Il blitz ha scosso gli ambienti dei fedelissimi e dei più stretti collaboratori dell’ex capitano che a vario titolo hanno concorso nella frode.
I complici arrestati
Non si tratta di un’ipotesi. Alexandre de Moraes, vera bestia nera del vecchio inquilino dell’Alvorada, ha ricostruito ora per ora tutti i passaggi compiuti dai protagonisti di questa truffa. Si chiamano Mauro Cid, tenente colonello e consigliere di fiducia di Bolsonaro e Marcelo Câmara, altro ex assistente. Con la c…
Jair Bolsonaro ha truccato il suo certificato anti Covid facendo manomettere i registri sanitari del ministero della Salute? Ne sono certi la Polizia Federale e il consigliere del Tribunale Superiore Federale Alexandre de Moraes che ha spedito una decina di agenti a casa dell’ex presidente a Brasilia per una perquisizione che ha portato al sequestro di numerosi documenti e dei cellulari del leader dell’estrema destra e della moglie Michelle. Il blitz ha scosso gli ambienti dei fedelissimi e dei più stretti collaboratori dell’ex capitano che a vario titolo hanno concorso nella frode.
I complici arrestati
Non si tratta di un’ipotesi. Alexandre de Moraes, vera bestia nera del vecchio inquilino dell’Alvorada, ha ricostruito ora per ora tutti i passaggi compiuti dai protagonisti di questa truffa. Si chiamano Mauro Cid, tenente colonello e consigliere di fiducia di Bolsonaro e Marcelo Câmara, altro ex assistente. Con la complicità di João Brecha, segretario di governo di Duque de Caixas, vicino a Rio de Janeiro, hanno inserito i dati dell’ex presidente, di sua moglie Michelle e della figlia dodicenne Laura, nel sistema del ministero della Salute, ConnectSus. Sono stati tutti arrestati. Ne avrebbero usufruito lo stesso Cid, sua moglie e la loro figlia.
La vigilia delle fuga
L’operazione sarebbe stata effettuata tra il 22 e i 27 dicembre dal palazzo presidenziale di Planalto. Jair, con i familiari, risultavano vaccinati con tre dosi, di cui due Pfizer, che avrebbero consentito loro di entrare negli Usa il 30 dicembre, alla vigilia dell’insediamento di Lula come presidente e una settimana prima dell’assalto ai Tre Poteri da parte di migliaia di sostenitori l’8 gennaio 2023. Senza quel certificato sarebbe stato difficile se non impossibile varcare i confini degli Stati Uniti e restare per 91 giorni in Florida.
L’ingresso negli Usa
Le autorità statunitensi non hanno mai indicato quale tipo di visto avessero concesso all’ex presidente e ai suoi familiari. Si sa però che lo stesso Bolsonaro ha più volte negato di essersi vaccinato contro il Covid. Ha difeso con forza la sua posizione NoVax con una campagna che negava il Covid e invitava la gente persino a rifiutare l’uso della mascherina provocando l’ondata di vittime (640 mila) che i brasiliani hanno dovuto subire in tre anni di incubo. “Una famigerata presa di posizione pubblica”, sottolinea il consigliere de Moraes, “oggetto della Commissione Parlamentare di Indagine e dell’inchiesta della Suprema Corte”.
Mai fatto un vaccino
Anche ieri, poche ore dopo il blitz, il leader dell’estrema destra ha ribadito ai giornalisti e ai suoi sostenitori accorsi sotto casa di non essersi mai vaccinato. Ha respinto le gravi accuse del Tribunale Superiore. Ha solo detto: “Sono entrato negli Usa e mai, nessuno, mi ha chiesto nulla”. Quindi, ha aggiunto: “Non ho preso il vaccino ed è stata una mia decisione”. Bisogna fidarsi della sua parola, perché si è sempre rifiutato di rendere pubblico il suo certificato sanitario. Ha opposto motivi di privacy sostenendo che contengono dati sensibili. Nel 2021, il suo governo ha varato un decreto che mette al riparo per 100 anni il documento.
Le tracce della frode
La Procura Generale, retta da un uomo di fiducia di Bolsonaro, difende la tesi dell’ex presidente. Ma è costretta ad ammettere l’esistenza di prove che dimostrano l’inserimento fraudolento dei dati nel sistema sanitario nazionale. “La linea investigativa sulla possibilità che Bolsonaro, in modo velato e attraverso l’inserimento di dati falsi nei sistemi SUS2”, soggiunge De Moraes nel suo decreto di perquisizione, “è plausibile, logica e robusta. Lo scopo era ricercare per sé e per terzi eventuali vantaggi derivanti da immunizzazione efficace, soprattutto considerando il fatto di non essere stato rieletto alle elezioni generali del 2022”.
Senza immunità
Privato della sua immunità, senza più neanche l’ombrello protettivo da senatore, Jair ha deciso di prendere il largo poco prima che si insediasse il suo grande nemico. Ma per farlo aveva bisogno del certificato anti - Covid. Ha messo al lavoro i suoi ex collaboratori che lo hanno informato passo passo di quanto stavano facendo. Fino al via libera, rimasto impresso nelle mail, con i dati che apparivano anche sull’applicazione scaricata sul suo cellulare e quello della moglie.