Bardella (Rassemblement National): "Darmanin irresponsabile, sui migranti ha più colpe lui che l'Italia"
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - “Le parole di Darmanin sono irresponsabili, Macron e il suo governo isolano la Francia in Europa” dice Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ora in trasferta a Budapest. Il nuovo caso diplomatico tra Francia e Italia nasce da una risposta che il ministro dell'Interno ha dato a proposito della vista di Bardella alla frontiera tra Mentone e Ventimiglia. Il braccio destro di Marine Le Pen e attuale presidente del Rassemblement National è andato a vedere i rinforzi mandati dal governo qualche settimana fa per respingere i migranti in arrivo. Uno sforzo giudicato “insufficiente e irrisorio” dal presidente del Rn che ha ribattezzato Darmanin “ministro dell'immigrazione di massa”. "Chi sta prendendo in giro Bardella? - ha replicato il titolare dell’Interno - C'è un afflusso di migranti a Mentone perché Meloni, e il suo governo di estrema destra scelto dagli amici di Le Pen, è inc…
PARIGI - “Le parole di Darmanin sono irresponsabili, Macron e il suo governo isolano la Francia in Europa” dice Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ora in trasferta a Budapest. Il nuovo caso diplomatico tra Francia e Italia nasce da una risposta che il ministro dell'Interno ha dato a proposito della vista di Bardella alla frontiera tra Mentone e Ventimiglia. Il braccio destro di Marine Le Pen e attuale presidente del Rassemblement National è andato a vedere i rinforzi mandati dal governo qualche settimana fa per respingere i migranti in arrivo. Uno sforzo giudicato “insufficiente e irrisorio” dal presidente del Rn che ha ribattezzato Darmanin “ministro dell'immigrazione di massa”. "Chi sta prendendo in giro Bardella? - ha replicato il titolare dell’Interno - C'è un afflusso di migranti a Mentone perché Meloni, e il suo governo di estrema destra scelto dagli amici di Le Pen, è incapace di risolvere i problemi migratori per i quali è stata eletta".
Ha visto cosa le ha risposto Darmanin?
“Penso che le parole del ministro siano irresponsabili. Dal 2017 Emmanuel Macron e il suo governo isolano la Francia sulla scena europea, moltiplicando gli incidenti diplomatici con diversi partner europei. Non è la prima volta che il governo francese provoca uno scontro diplomatico con l'Italia. La realtà è che Meloni ha preso coscienza di un fenomeno migratorio massiccio che il governo francese, e in primo luogo Darmanin, rifiuta di vedere”.
Quando il ministro dice che l'attuale governo italiano non ha risolto la questione migratoria, come ha visto anche lei andando a Mentone, non sta fotografando una realtà?
“La questione migratoria è europea. Piuttosto che fare bassa politica, come Darmanin, dovremmo porci il problema del ruolo di Frontex e dell'Unione europea. Meloni ha posizioni legittime che meritano di essere sostenute e non attaccate come fa Darmanin. Perché i migranti che entrano a Lampedusa, o in Sicilia, sono i migranti che domani saranno a Mentone, a Nizza, e poi a Parigi o Calais”.
Come giudica l'operato di Meloni sul fronte dell'immigrazione?
“E' troppo presto per trarre conclusioni. Non è un segreto che sostengo il governo di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Bisogna dare loro ancora tempo, non si risolvono questioni così complesse in pochi mesi. L'Italia ha bisogno di una doppia frontiera, che è innanzitutto una frontiera europea”.
La difesa delle frontiere esterne dell’Ue è una priorità anche dell'attuale governo francese.
“A parole, ma nei fatti non è così. L'ex capo di Frontex, Fabrice Leggeri, è stato cacciato, nel silenzio-assenso di Macron, perché aveva cominciato a fare respingimenti di migranti al confine tra Grecia e Turchia”.
Sono i vostri amici sovranisti come Orbàn a bloccare la riforma del Patto Asilo e Immigrazione.
“Chi vuole riscrivere quel Patto non vede l'immigrazione come un problema, ma come un progetto. La nostra visione è radicalmente diversa. Penso inoltre che anche le leggi nazionali debbano essere cambiate, sia in Francia che in Italia. Quando Salvini, da ministro dell’Interno, aveva ridotto gli arrivi di barconi, è stato indagato e portato in tribunale. Per questo noi del Rassemblement National proponiamo, quando saremo al potere, di indire un referendum che ci permetta di avere tutti gli strumenti necessari per proteggere il popolo francese in materia di immigrazione senza essere frenati dai magistrati”.
Una ripresa del dialogo tra Macron e Meloni sarebbe nell'interesse anche della Francia?
“E' il governo di Macron ad avere la responsabilità di questa nuova crisi diplomatica. E vedendo i risultati catastrofici di Darmanin sulla lotta all'insicurezza e all'immigrazione sarebbe necessaria un po' di umilità”.
Il vostro alleato a Roma è Salvini, mentre con Meloni continua una certa distanza.
“È risaputo che abbiamo un'amicizia e un'alleanza di lunga data con Salvini, con il quale condividiamo anche il gruppo al parlamento europeo. Detto questo, se arriveremo ai vertici dello Stato sarò molto felice di dialogare e collaborare con il governo di Meloni e Salvini”.
E' già partita la campagna per le europee?
“La questione dell'immigrazione sarà assolutamente centrale in queste elezioni. Faccio appello a tutti i cittadini, francesi o italiani, affinché i sovranisti e i patrioti abbiano da questo voto il massimo della forza all'europarlamento. Quindici giorni fa abbiamo fatto adottare il finanziamento pubblico per la costruzione di muri alle frontiere dell'Ue. Quindi i progressi sono possibili”.
Cosa è andato a fare a Budapest?
“Sono qui per incontrare patrioti e sovranisti europei e non solo. E' anche un'occasione per scambiare con il governo ungherese, in particolare sulla questione dell'immigrazione. L'Ungheria, attraverso una politica molto rigida, riesce a proteggere i suoi confini e quindi anche l'identità del suo popolo”.