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Droni sul Cremlino, gli Usa frenano sulla versione russa. E c’è anche l’ipotesi "false flag"

La Casa Bianca: “Fin dall’inizio del conflitto abbiamo scoraggiato gli ucraini dal colpire oltre i loro confini” . Korb: “Mosca ha bisogno di rinsaldare il consenso alla guerra” 
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NEW YORK - Gli Stati Uniti non sono in grado di confermare la dinamica o le responsabilità dell'attacco contro il Cremlino, ma tutte le dichiarazioni fatte dalla Russia vanno prese "cum grano salis".

Il segretario di Stato Antony Blinken ha riassunto così lo scetticismo di Washington per il presunto attentato alla vita del presidente Vladimir Putin. Tra gli analisti però prevale l'ipotesi che l'operazione sia stata un atto dimostrativo, oppure organizzata dagli apparati di Mosca a scopo di propaganda, per consolidare il sostegno a favore della guerra in un momento molto difficile, o a scopo strategico, per avere la scusa di lanciare rappresaglie che potrebbero includere anche le armi nucleari.

La portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha ripetuto che gli Usa non sono in grado di confermare l'autenticità delle notizie venute dalla Russia, ma rispondendo alla domanda se Putin sia un obiettivo legittimo, ha sottolineat…

NEW YORK - Gli Stati Uniti non sono in grado di confermare la dinamica o le responsabilità dell'attacco contro il Cremlino, ma tutte le dichiarazioni fatte dalla Russia vanno prese "cum grano salis".

Il segretario di Stato Antony Blinken ha riassunto così lo scetticismo di Washington per il presunto attentato alla vita del presidente Vladimir Putin. Tra gli analisti però prevale l'ipotesi che l'operazione sia stata un atto dimostrativo, oppure organizzata dagli apparati di Mosca a scopo di propaganda, per consolidare il sostegno a favore della guerra in un momento molto difficile, o a scopo strategico, per avere la scusa di lanciare rappresaglie che potrebbero includere anche le armi nucleari.

La portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha ripetuto che gli Usa non sono in grado di confermare l'autenticità delle notizie venute dalla Russia, ma rispondendo alla domanda se Putin sia un obiettivo legittimo, ha sottolineato che "fin dall'inizio del conflitto abbiamo incoraggiato gli ucraini a non colpire oltre i loro confini". Quanto all'ipotesi che l'attacco sia stato fabbricato da Mosca "non voglio speculare, ma hanno una storia di operazioni 'false flag'". Jean-Pierre però ha escluso ripercussioni sul sostegno a Kiev: "Li stiamo aiutando a difendersi dall'invasione russa e non ci fermeremo". Il tono era simile al dipartimento di Stato, dove il portavoce Vedant Patel ha detto che altre forniture militari stanno partendo per l'Ucraina. Quindi ha preso atto della smentita del presidente Zelensky di voler prendere di mira Putin, anche se Cia e Pentagono indagano.

Lawrence Korb, ex assistente segretario alla Difesa, oggi consigliere del think tank democratico Center for American Progress, non ha dubbi sulla matrice dell'episodio: "Si tratta di una "false flag operation", un'azione organizzata dagli stessi russi sotto falsa bandiera per fare i propri interessi". Le accuse a Kiev non reggono, per motivi pratici e politici: "Come prima cosa, gli ucraini non hanno la capacità militare di lanciare un attacco sul Cremlino e uccidere Putin. Forse al massimo un'azione dimostrativa. Ma soprattutto non avrebbero alcuna convenienza a farlo, perché darebbero a Mosca la scusa per scatenare una rappresaglia e irriterebbero gli Stati Uniti, di cui hanno assolutamente bisogno per continuare a combattere".

È vero che i documenti di intelligence Usa pubblicati nei giorni scorsi rivelavano la preoccupazione per l'ipotesi che Zelensky cercasse di colpire il rivale, ma gli americani lo avevano dissuaso da questa idea e non c'erano stati seguiti, proprio per ragioni di convenienza politica, capacità militare e opportunità strategica. "Va considerata - aggiunge Korb - la possibilità che qualche dissidente russo interno abbia la volontà di eliminare il leader del Cremlino, ma non è facile che abbia la possibilità concreta di farlo, e certamente non nel modo in cui abbiamo visto dal video del presunto attacco dell'altra sera".

Le motivazioni per un'operazione di propaganda russa invece sono forti e spiegabili: "Come prima cosa, non c'è dubbio che le forze armate di Mosca siano in grande difficoltà e abbiano subito molte perdite. Inoltre tutti si aspettano l'inizio della controffensiva ucraina, che minaccia di liberare altre parti dei territori occupati illegalmente dopo l'invasione. In più andiamo verso le celebrazioni del 9 maggio, che sono il più grande appuntamento patriottico per il Paese. In queste condizioni, è logico supporre che Putin voglia galvanizzare la popolazione, consolidando il supporto per una guerra che gli sta sfuggendo di mano. Un attacco degli ucraini al Cremlino sarebbe l'evento perfetto da usare per recuperare il consenso perduto sulla guerra".

Non è detto però che gli obiettivi del governo russo siano limitati alla propaganda: "Oltre a questo elemento politico, c'è anche quello militare. Mosca forse cerca scuse per lanciare operazioni ancora più sanguinose di quelle condotte finora, magari proprio per anticipare la controffensiva ucraina o rispondere con la massima forza possibile". Korb spera ancora che questa follia non si spinga fino all'uso delle armi nucleari, ma non si sente in condizione di escluderlo: "Lo stesso Putin ha minacciato di farlo, e anche se finora non ci sono state indicazioni concrete sul terreno che si stia muovendo in questa direzione, non possiamo dare per scontato che non accada. Come ha già detto il Cremlino, la loro dottrina giustificherebbe l'impiego delle bombe atomiche, se la sopravvivenza del Paese fosse a rischio. Non è il caso di quanto sta accadendo in Ucraina, dove Kiev si limita a difendere il proprio territorio da un'invasione illegale e ingiustificata. Mosca però potrebbe usare questo episodio, creato apposta per avere la scusa di lanciare un'escalation nucleare".