✕

Libia, Haftar a Roma vede Meloni e Tajani: confronto su flussi migratori in crescita verso l'Italia

Khalifa Haftar (ansa)
L'uomo forte della Cirenaica a colloquio per due ore con la premier a Palazzo Chigi. Preoccupazione per la situazione in Sudan
1 minuti di lettura

Il generale libico Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, è a Roma per incontri discreti con il governo italiano. Ieri sera ha visto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e oggi a mezzogiorno ha incontrato per due ore la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Tra gli argomenti trattati c’era “la crescita senza precedenti del fenomeno migratorio verso l’Italia”, secondo la nota ufficiale diffusa subito dopo dal governo italiano. La costa libica è da sempre uno scalo importante per l’immigrazione – anche se quest’anno meno della Tunisia –  e negli ultimi sei mesi c’è da segnalare un aumento delle partenze dal settore di mare controllato dalle forze di Haftar. 

Un altro argomento trattato con il coma…

Il generale libico Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, è a Roma per incontri discreti con il governo italiano. Ieri sera ha visto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e oggi a mezzogiorno ha incontrato per due ore la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Tra gli argomenti trattati c’era “la crescita senza precedenti del fenomeno migratorio verso l’Italia”, secondo la nota ufficiale diffusa subito dopo dal governo italiano. La costa libica è da sempre uno scalo importante per l’immigrazione – anche se quest’anno meno della Tunisia –  e negli ultimi sei mesi c’è da segnalare un aumento delle partenze dal settore di mare controllato dalle forze di Haftar. 

Un altro argomento trattato con il comandante libico è la situazione in Sudan, dove da quasi tre settimane è in corso una guerra civile. Il generale Haftar gode dell’appoggio della Russia, ospita in Cirenaica un contingente ridotto di mercenari del gruppo Wagner ed è possibile che in questo periodo stia appoggiando assieme ai russi i miliziani sudanesi delle cosiddette Forze di supporto rapido del generale Mohammed Dagalo, detto “Hemeti”. 

Il governo italiano ha anche confermato a Haftar l’appoggio al piano delle Nazioni Unite che punta alla ripartenza di un processo politico in Libia e che in teoria potrebbe portare a elezioni presidenziali e parlamentari entro la fine di quest’anno. 

Meloni era volata a Tripoli in Libia il 28 gennaio dove aveva incontrato il Primo Ministro Abdul Hamid Dbeibeh e di solito in questi viaggi c’è sempre una tappa a Bengasi per parlare anche con Haftar, ma il generale aveva problemi di salute e si era deciso di comune accordo che la missione italiana saltasse l’incontro – che poi è stato recuperato ieri e oggi. 

Haftar nel 2019 ha tentato di conquistare con le armi Tripoli e ha dato il via a una breve guerra civile, aiutato da Emirati Arabi Uniti, Egitto e Russia. Dopo il fallimento della sua campagna militare si è ritirato in Cirenaica, ma è ancora un interlocutore indispensabile, almeno fino a quando in Libia non ci saranno davvero nuove elezioni su tutto il territorio nazionale.