Lo speaker della Camera Usa McCarthy a Roma: incontra Meloni, il Papa e Mattarella
di Anna LombardiAlla guida di una delegazione bipartisan formata da 17 membri del Congresso il presidente della Camera statunitense Kevin McCarthy, esponente di primo piano del partito repubblicano - conservatore ma più moderato dei trumpiani di ferro che infatti a gennaio ne ostacolarono a più riprese la nomina - ha trascorso un lungo pomeriggio romano nel corso del quale è stato ricevuto in Vaticano da Papa Francesco, a Montecitorio dall’omologo Lorenzo Fontana – ricevendo anche l’applauso dell’assemblea dopo essersi affacciato dalla tribuna per seguirne brevemente i lavori - e al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma soprattutto ha incontrato, insieme agli altri deputati al suo seguito, la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.
Alla guida di una delegazione bipartisan formata da 17 membri del Congresso il presidente della Camera statunitense Kevin McCarthy, esponente di primo piano del partito repubblicano - conservatore ma più moderato dei trumpiani di ferro che infatti a gennaio ne ostacolarono a più riprese la nomina - ha trascorso un lungo pomeriggio romano nel corso del quale è stato ricevuto in Vaticano da Papa Francesco, a Montecitorio dall’omologo Lorenzo Fontana – ricevendo anche l’applauso dell’assemblea dopo essersi affacciato dalla tribuna per seguirne brevemente i lavori - e al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma soprattutto ha incontrato, insieme agli altri deputati al suo seguito, la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.
Una scelta, quella di fermarsi in Italia dopo aver visitato paesi di grande importanza strategica come Israele, Giordania ed Egitto - unica tappa europea del suo primo viaggio ufficiale all’estero da quando è stato eletto Speaker 4 mesi fa - valutata in maniera particolarmente positiva dagli ambienti di centrodestra. Segno della rinnovata attenzione che il partito dell’Elefante ha nei confronti del governo italiano proprio mentre pure il presidente americano Joe Biden torna a occuparsi del nostro paese con la nomina, dopo oltre due anni di sede vacante, di un nuovo ambasciatore: l’attuale rappresentante Usa all’Osce Jack Markell, figura di rilievo e, a 62 anni, all’apice della carriera. particolarmente vicino alla Casa Bianca per essere l’ex governatore di quel Delaware di cui Biden è stato senatore per oltre trent’anni.
E infatti il colloquio con Meloni – un’ora complessiva, 30 minuti di faccia a faccia - è stato cordiale, con riferimenti pure alle origini italiane dello speaker (i nonni materni, Guido Palladino e Alisa Malerba erano molisani). Si sono affrontate le tensioni in Nord Africa e la questione strettamente correlata dei migranti, tanto più che poche ore prima la premier aveva discusso di questi stessi temi con il generale libico Khalifa Haftar, anche lui a Roma. Si è parlato naturalmente del contributo italiano alla guerra in Ucraina, paese nei confronti del quale McCarthy ha ribadito l’impegno del suo partito che fino a poco tempo fa non tutti davano per scontato. E si è parlato anche di quella Cina che, ci conferma uno dei presenti, “è ormai sempre in agenda”.
Tanto più ora: con la scadenza in arrivo del memorandum sulla Nuova Via della Seta firmato dal governo di Giuseppe Conte nel 2019 . Si rinnoverà automaticamente a marzo 2024 per altri cinque anni, a meno di prese di posizione nette e comunicazioni ufficiali entro la fine di questo anno. Sulla questione democratici e repubblicani a Washington hanno d’altronde posizioni molto simili, entrambi impegnati da tempo a frenare l’espansionismo del Dragone. Già si sussurra che la nomina dell’ambasciatore Usa in Italia con due anni di ritardo (quasi certamente perché Biden aveva promesso la sede di Villa Taverna a Nancy Pelosi che dopo il violento attacco al marito Paul nella loro casa di San Francisco ha cambiato idea) sia finalmente arrivata per migliorare le relazioni bilaterali, certo, ma anche per aumentare le pressioni e scongiurarne il rinnovo di quello che già in passato Meloni aveva definito “un grosso errore”.
E pure McCarthy non ha certo posizioni più tenere nei confronti di Pechino. Ha già apertamente sfidato il Dragone incontrando la presidentessa di Taiwan Tsai Ing-wen un mese fa in California. E in qualità di Speaker ha pure istituito una Commissione Speciale sulla Cina. E pazienza se mancano ancora 7 mesi al momento in cui non si potrà più tornare indietro: «Su entrambe le sponde dell’Atlantico ci si aspetta che Meloni prenda una delle decisioni potenzialmente più costose del suo mandato entro il G7 di Hiroshima fra poco più di due settimane dove ci sarà anche Joe Biden», ha scritto a tal proposito Politico pochi giorni fa, ricordando che l’Italia è l’unico Paese del G7 ad essersi legato in un tal accordo.Di sicuro la visita di McCarthy è il segnale di un riconoscimento politico fra affini, ma anche di relazioni con gli Stati Uniti sempre più solide. Con la premier che potrebbe volare a Washington già intorno al prossimo 20 giugno.