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La mossa di Prigozhin: vuole davvero andarsene da Bakhmut?

(afp)
Il leader della Wagner diffonde un terribile video girato accanto a una fila di cadaveri dei suoi soldati e lancia durissime accuse a Shojgu e Gerasimov per non aver ricevuto sufficienti munizioni. "Ci ritireremo il 10 maggio"
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ODESSA - Il leader della Wagner, Evgenij Prigozhin, ha annunciato stamattina in un video terribile - girato tra decine di cadaveri dei suoi uomini - che lascerà Bakhmut il 10 maggio: non riceve abbastanza munizioni e così è un massacro, sostiene con un linguaggio più che colorito mandando a quel Paese il ministro della Difesa Shojgu, il potente generale Gerasimov e le élite russe: "Voi feccia - urla mostrando dietro di sé file di cadaveri "morti oggi, il loro sangue è ancora fresco" - sedete lì nei vostri club costosi. I vostri figli si stanno tutti divertendo, registrando i loro piccoli video su YouTube. Se consegnaste la quota di munizioni richiesta, ci sarebbe un quinto dei morti. Questi uomini sono venuti qui come volontari e stanno morendo perché tu possa ingrassare nei tuoi uffici di mogano pregiato. Anche questi sono padri di qualcuno. Sono figli di qualcuno. E quella feccia che non ci sta dando …

ODESSA - Il leader della Wagner, Evgenij Prigozhin, ha annunciato stamattina in un video terribile - girato tra decine di cadaveri dei suoi uomini - che lascerà Bakhmut il 10 maggio: non riceve abbastanza munizioni e così è un massacro, sostiene con un linguaggio più che colorito mandando a quel Paese il ministro della Difesa Shojgu, il potente generale Gerasimov e le élite russe: "Voi feccia - urla mostrando dietro di sé file di cadaveri "morti oggi, il loro sangue è ancora fresco" - sedete lì nei vostri club costosi. I vostri figli si stanno tutti divertendo, registrando i loro piccoli video su YouTube. Se consegnaste la quota di munizioni richiesta, ci sarebbe un quinto dei morti. Questi uomini sono venuti qui come volontari e stanno morendo perché tu possa ingrassare nei tuoi uffici di mogano pregiato. Anche questi sono padri di qualcuno. Sono figli di qualcuno. E quella feccia che non ci sta dando le munizioni si mangerà le budella all'inferno. Siamo a corto di munizioni per il 70%. Shoigu, Gerasimov, dove sono le munizioni? Guardateli, c...".

In un secondo video lo stesso Prigozhin spiega con toni meno esasperati che "il 10 maggio saremo costretti a trasferire posizioni nell'insediamento di Bakhmut alle unità del Ministero della Difesa e a ritirare il resto del contingente Wagner PMC negli accampamenti arretrati a leccarsi le ferite. In assenza di munizioni, sono condannati a una morte insensata". Se fosse vero, Vladimir Putin avrebbe qualche grattacapo in più di un paio droni con qualche chilo di esplosivo planati sul Cremlino. Negli ultimi giorni, al gruppo Wagner si sarebbe anche unito, con il grado di vice comandante, anche l'ex viceministro della Difesa Mikhail Mizintsev, conosciuto come il "macellaio" di Mariupol, che era stato destituito dal suo incarico di governo a fine aprile.

La credibilità di Prigozhin è quella di ogni abile giocatore di poker: non saprai mai se abbia in mano un bluff o una scala reale. Davvero vuole andarsene? Davvero i suoi uomini sono in difficoltà? Sono davvero disarmati e praticamente in rotta, come sostiene, di fronte a "forze nemiche numericamente molto superiori"? Un passo avanti per scoprirlo può essere letale.

Tra gli ucraini e gli occidentali è iniziata la partita della decifrazione. Cosa significa davvero questa ennesima mossa a sorpresa di Prigozhin? Ma è una domanda che si pongono anche i russi, nel mondo dei blogger e dei commentatori: "Dalla prima linea - dicono alcuni dei più informati come PolitNavigator - riferiscono che gli uomini della Wagner hanno una situazione migliore con le munizioni rispetto a molti altri. Allora vuol dire che per loro è anche peggio? E come combattono, dunque? E perché tacciono?". Altri, sullo stesso media, dicono che "Prigozhin ha altri piani, oltre all'Operazione militare speciale: quindi vuole mantenere intatta la spina dorsale delle sue unità usando il pretesto della fame di proiettili per ritirare le sue unità prima dell'inizio del contrattacco". E a Kiev? Secondo indiscrezioni in via Bankova, nella cittadella del potere, sono ben felici delle tensioni pubbliche tra i russi alla vigilia della loro controffensiva, ma lo Stato maggiore delle forze armate ucraine è più che scettico sull'addio della Wagner a Bakhmut.
 
(afp)
 
Non è la prima volta che il colorito "chef di Putin", diventato ricco tra ristoranti di lusso e catering per i grandi eventi, spara a zero sui vertici militari e politici russi accusandoli di lasciarlo a secco di munizioni, ma stavolta lo fa con una veemenza mai vista. Una settimana fa aveva addirittura annunciato che "presto la Wagner potrebbe non esistere più. Diventeremo storia. Non è nulla di cui preoccuparsi. Sono cose che capitano". Ma stavolta il suo annuncio della ritirata del 10 maggio per consegnare le chiavi di Bakhmut al ministero della Difesa russo potrebbe non essere solo una sparata polemica. 
 
Il Cremlino è a conoscenza dell'imminente uscita della Wagner da Bakhmut, ma non può commentare in merito poiché la questione riguarda il corso dell'Operazione militare speciale, dice il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov. Il passaggio di consegne avverrebbe cioè dopo il 9 maggio, la giornata russa della Vittoria e della parata militare sulla Piazza Rossa, la giornata dell'orgoglio di un popolo che sogna la pace come tutti i popoli del mondo ma che crede di doverla raggiungere con il suo esercito, seguendo la linea dettata dal suo leader che vorrebbe almeno questo successo, la bandiera issata a Bahkmut "liberata dai nazisti di Kiev", cioè occupata dalle sue truppe, per poter provare a dire che hanno avuto un senso la carneficina e la guerra, i ragazzi che tornano in una bara e quelli che non tornano affatto.

Forse i russi sono ancora convinti di prendere il cento per cento di Bakhmut prima del 9 maggio. Prigozhin probabilmente sta al gioco, ma lo fa battendo i piedi e ringhiando contro quei vertici della Difesa che accusa di lassismo e incapacità, che gli lesinano le munizioni e provano a lasciargli il cerino in mano. C'è chi dice che abbia ambizioni politiche, ma è una speculazione senza possibili conferme. Certo il suo potere personale è evidente, se può permettersi affronti che a chiunque altro costerebbero immensamente caro. Nei giorni scorsi, per esempio, ha sbertucciato i falchi da talk show che avrebbero voluto un armageddon nucleare per vendicare lo sfregio dei droni sul Cremlino: "Facciamo la figura dei clown che minacciano una bomba nucleare in risposta a un drone da bambini".

Ma il suo messaggio ora non è soltanto in quel video angosciante in cui, dietro la maschera infuriata di Prigozhin, c'è tutto il dramma della guerra, con tre file di giovani esseri umani stesi sull'erba nel loro sangue. Un dramma usato con efficacia - ma con modi assai diversi - su entrambi i fronti del confine dalle opposte propagande: i morti servono a chiedere altre munizioni con cui vincere, facendo così finire la guerra e dunque fermando il conto dei caduti. Ma se si alza lo sguardo oltre quell'orrore e quella propaganda, il documento allegato dallo stesso Prigozhin è decisamente interessante. Sono venti punti, in forma di appello ai vertici e allo stesso Putin, che annunciano la fine di una missione combattuta a suo dire senza l'appoggio necessario, e raccontano la storia della Wagner in Ucraina.

Il documento

“Appello di Evgenij Prigozhin, il comando e i combattenti del Wagner PMC al capo di Stato maggiore, al ministro della Difesa, al comandante supremo e al popolo russo”.

1. Il 16 marzo 2022 ci è stato chiesto di difendere immediatamente la nostra Patria

2. Il 19 marzo 2022 sono arrivate tutte le unità dall'Africa e siamo entrati nella prima battaglia

3. Abbiamo scelto autonomamente la direzione della nostra offensiva: l'area fortificata più preparata delle forze armate ucraine

4. Il 9 maggio 2022 abbiamo preso l’insediamento di Popasna, dando la prima vittoria significativa nel Donbass

5. Dopo una serie di fallimenti del Ministero della Difesa della Federazione Russa in vari settori del fronte, l’8 Ottobre 2022 insieme al generale dell’esercito Surovikin si è deciso di condurre l'operazione “Tritacarne Bakhmut”

6. L'operazione "tritacarne Bakhmut" ha mostrato la sua massima efficienza, ha deviato un'enorme quantità di forze nemiche e ha permesso all'esercito russo di prendere linee di difesa vantaggiose e continuare l'offensiva

7. Nel settembre-ottobre 2022, durante la ritirata di unità del ministero della Difesa russo da Krasny Liman, Izyum e Balakleya, unità della Wagner vicino a Kremennaya hanno frenato l’assalto del nemico, occupando una linea di difesa di 132 km, nonché un linea di secondo scaglione di 207 km

8. Dopo questi eventi, le unità della Wagner caddero in disgrazia con gli invidiosi burocrati pseudo militari. È iniziata una fame di munizioni. Si è tentato di creare una carenza artificiale di personale

9. Entro il 9 maggio 2023 avremmo dovuto prendere Bakhmut, ma sapendo questo, dal 1 maggio i burocrati pseudo militari ci hanno praticamente tagliato fuori da qualsiasi munizione di artiglieria;

10. Le unità del ministero della Difesa russo, progettate per coprire i nostri fianchi, hanno difficoltà a tenere le posizioni. Il numero indicato di truppe è molto diverso da quello reale: invece di decine di migliaia, sono decine e raramente centinaia di combattenti.

11. Le risorse offensive della Wagner sono terminate all'inizio di aprile, ma stiamo avanzando, nonostante il fatto che le forze nemiche siano cinque volte più numerose di noi.

12. A causa della mancanza di munizioni, le nostre perdite crescono esponenzialmente ogni giorno

13. Nonostante ciò, il consiglio dei comandanti della Wagner ha deciso di mantenere posizioni e continuare l'offensiva su Bakhmut fino al 10 maggio 2023, al fine di celebrare la festa sacra per i russi, il 9 maggio, Giorno della Vittoria, con lo splendore di Armi russe

14. Mi rivolgo formalmente al Capo di Stato Maggiore Generale, al Ministro della Difesa, al Comandante in Capo Supremo e al popolo della Russia. Dichiaro a nome dei combattenti Wagner, a nome del comando Wagner, che il 10 maggio 2023 siamo costretti a trasferire posizioni nell'insediamento di Bakhmut a unità del Ministero della Difesa e ritirare i resti della Wagner negli accampamenti arretrati a leccarsi le ferite. Ritiro le unità Wagner da Bakhmut perché, in assenza di munizioni, sono condannate a una morte insensata.

15. Faccio appello apertamente, poiché nessuna mia lettera è stata presa in considerazione: ho segnalato tutti i problemi dal 19 marzo 2022

16. Il ministro della Difesa ha detto questa settimana che ci sono munizioni più che sufficienti. La carenza di proiettili per la Wagner è del 90%

17. Chiedo al capo di Stato maggiore generale di firmare un ordine di combattimento alla Wagner per trasferire le posizioni dell'insediamento di Bakhmut alle suddivisioni del ministero della Difesa e indicare la data a partire dalla quale ci sostituiranno nelle posizioni;

18. Certo, prevedo le critiche. Dopo un po 'di tempo ci saranno persone intelligenti che diranno che era necessario rimanere a Bakhmut e oltre. Chiunque abbia commenti critici, venga a Bakhmut: benvenuto, stai con le armi in mano al posto dei nostri compagni uccisi

19. Voglio sottolineare ancora una volta: su 45 km quadrati di Bakhmut abbiamo lasciato solo 2,5 km. Non dandoci proiettili non stai privando noi della vittoria: stai privando il popolo russo della vittoria

20. Ci leccheremo le ferite e quando la Patria sarà in pericolo, di nuovo. Difendiamoci per lei. Il popolo russo può contare su di noi.

(Traduzione di Marianna Komissarova)