Putin torna al Cremlino dopo l'attacco coi droni e ostenta normalità. I falchi: “Ci vendicheremo”
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Obiettivo: normalizzare. All'indomani del simbolico attacco al Cremlino con due droni che hanno lambito il tricolore che svetta sulla sede della presidenza russa, il mantra è kak obychno, "come al solito".
Vladimir Putin? Lavora al Cremlino, come al solito. Il 9 maggio, Giorno della Vittoria, terrà il discorso in Piazza Rossa, come al solito. "Rimane calmo, raccolto e lucido nelle sue valutazioni e nei comandi che impartisce", come al solito "in situazioni così difficili, estreme".
"Non è successo nulla di nuovo in questo senso", assicura il suo portavoce Dmitrij Peskov, accusando gli Stati Uniti di essere i veri architetti dell'attacco. "Tali decisioni non vengono prese a Kiev, ma a Washington", insiste.
MOSCA - Obiettivo: normalizzare. All'indomani del simbolico attacco al Cremlino con due droni che hanno lambito il tricolore che svetta sulla sede della presidenza russa, il mantra è kak obychno, "come al solito".
Vladimir Putin? Lavora al Cremlino, come al solito. Il 9 maggio, Giorno della Vittoria, terrà il discorso in Piazza Rossa, come al solito. "Rimane calmo, raccolto e lucido nelle sue valutazioni e nei comandi che impartisce", come al solito "in situazioni così difficili, estreme".
"Non è successo nulla di nuovo in questo senso", assicura il suo portavoce Dmitrij Peskov, accusando gli Stati Uniti di essere i veri architetti dell'attacco. "Tali decisioni non vengono prese a Kiev, ma a Washington", insiste.
Poco dopo il presidente russo si mostra nel suo ufficio davanti alle telecamere delle tv di Stato insieme al ministro dello Sviluppo economico Maksim Reshetnikov. Parla di bilancio e di Pil. Nessun accenno all'inedito sfregio alla sede del potere russo.
Anche i giornali governativi e filo-governativi, gli unici rimasti, tengono un profilo basso. Relegano la notizia a poche decine di righe nelle pagine interne. Soltanto il tabloid Moskovskij Komsomolets strilla l'accaduto in prima pagina. Scrive che "Kiev ha superato una linea rossa" e che si tratta del "primo attacco aereo al Cremlino dal 1942, dalla Grande Guerra Patriottica". In prima pubblica anche la foto del drone che prende fuoco sulla cupola del Palazzo del Senato, la sede della presidenza russa. È l'unico a farlo.
L'immagine rimbalza sui canali Telegram, ma non viene rilanciata dai tg delle tv di Stato dove dell'attacco si parla 3, 4 minuti al massimo, il tempo di citare dettagliatamente, ma asetticamente, il comunicato del Cremlino e mandare in onda immagini di repertorio della Piazza Rossa.
Ma mentre autorità ostentano normalità, a Mosca vengono "rafforzate" le misure di sicurezza in vista delle celebrazioni del 9 maggio e viene disturbato il Gps in tutto il centro, mentre salgono a 21 le città che non terranno parate militari.
Ci sono due realtà parallele: i media di Stato che minimizzano l'episodio e i canali Telegram dei falchi che invocano l'uccisione del presidente ucraino. Qualcuno, come il consulente politico Evgenij Minchenko, ricorda che Putin ha promesso di non attentare alla vita di Volodymyr Zelensky all'ex premier israeliano Naftali Bennett, ma sostiene anche che la nuova linea rossa superata annulli la promessa.
L'unica voce fuori dal coro è quella del capo di Wagner Evgenij Prigozhin: "L'uso di armi nucleari in risposta a un drone è ovviamente fuori discussione. Sembriamo dei pagliacci".
Putin, del resto, già lanciato raid a tappeto contro l'Ucraina dopo l'esplosione sul ponte di Crimea, l'attacco alla base di Makiivka e il raid dei Corpi dei volontari a Brjansk.
Non gli restano molte opzioni, come osserva il politologo Sergej Markov, per anni suo stretto consigliere: "Attaccare la residenza di Zelensky a Kiev? Non sta lì. Colpire il centro di Kiev? È una città russa. Colpire lo Stato maggiore ucraino? Lo controlla il Pentagono. Colpire il Pentagono? Sarebbe la Terza Guerra Mondiale. Un attacco con le armi tattiche? Non avrebbe un grande impatto militare e porterebbe al vero isolamento politico nel mondo".
La risposta della Russia potrebbe essere "molto varia", si limita a dire Peskov. Come scrive Moskovskij Komsomolets, "è inutile indovinare. Si può solo aspettare". E pure parecchio, a giudicare dai precedenti. Le volte passate, calcola il media indipendente Agentsvo, Mosca ha impiegato fino a otto giorni per reagire.