Gli amori, i divorzi, la passione per l'ambiente: chi è Carlo III, il nuovo re inglese
di Enrico FranceschiniLONDRA. L'uomo che sabato 6 maggio viene incoronato re del Regno Unito era presente anche all'incoronazione di sua madre Elisabetta, il 2 giugno 1953, quasi esattamente sette decenni or sono: aveva appena quattro anni, ma conserva qualche ricordo di un evento che dovette fare un'impressione enorme in un bambino. Di certo qualcuno, nella famiglia reale o a corte, in quella occasione gli avrà detto: fai attenzione, perché un giorno quella stessa corona verrà posata sulla tua testa. Ebbene, dopo un'attesa che gli sarà parsa interminabile, il giorno è venuto.
In realtà Carlo è diventato re già l'8 settembre scorso, nel momento in cui è spirata la regina Elisabetta, al castello di Balmoral, in Scozia, dove era accorso al suo capezzale; e ha poi avuto una prima proclamazione formale, una settimana più tardi, a Londra. Ma l'incoronazione è l'atto solenne, il sigillo ufficiale, in t…
LONDRA. L'uomo che sabato 6 maggio viene incoronato re del Regno Unito era presente anche all'incoronazione di sua madre Elisabetta, il 2 giugno 1953, quasi esattamente sette decenni or sono: aveva appena quattro anni, ma conserva qualche ricordo di un evento che dovette fare un'impressione enorme in un bambino. Di certo qualcuno, nella famiglia reale o a corte, in quella occasione gli avrà detto: fai attenzione, perché un giorno quella stessa corona verrà posata sulla tua testa. Ebbene, dopo un'attesa che gli sarà parsa interminabile, il giorno è venuto.
In realtà Carlo è diventato re già l'8 settembre scorso, nel momento in cui è spirata la regina Elisabetta, al castello di Balmoral, in Scozia, dove era accorso al suo capezzale; e ha poi avuto una prima proclamazione formale, una settimana più tardi, a Londra. Ma l'incoronazione è l'atto solenne, il sigillo ufficiale, in tempi antichi considerato quasi l'atto divino, visto che il sovrano viene unto con olio sacro. Si può scommettere che gli provocherà grande emozione, se non addirittura commozione. Nello spazio di poche ore, dentro all'abbazia di Westminster, impegnato in un rito millenario, è probabile che tutta la vita gli scorrerà davanti. Come un film.
L'infanzia a corte
Charles Philip Arthur George nasce a Buckingham Palace il 14 novembre 1948: a quell'epoca i membri della royal family non partorivano in ospedale. Sul trono c'è suo nonno materno, Giorgio VI, che sarebbe morto prematuramente quattro anni dopo, dando inizio al lungo regno di Elisabetta II e facendo immediatamente di lui l'erede, inizialmente con il titolo di duca di Cornovaglia, alla maggiore età con quello di principe di Galles. Come vuole la tradizione, Carlo vede poco i genitori: è affidato alle nanny, talvolta per mesi di seguito, come quando sua madre decide di raggiungere Flippo a Malta, dove il marito è assegnato come ufficiale di Marina. Una così lunga lontananza dal figlio, dall'unico figlio perché gli altri tre, i suoi fratelli Anna, Andrea e Edoardo, sarebbero arrivati in seguito, a noi oggi sembra crudele: ma per i Windsor era normale.
Gli studi
È il primo futuro re ad andare a scuola, invece che ricevere un'istruzione a palazzo reale dai precettori di corte: Filippo insiste a mandarlo nel suo stesso liceo, in Scozia, dove Carlo viene crudelmente bullizzato dai compagni di scuola. Sopporta, resiste, si iscrive all'università, anche questo un fatto senza precedenti per un erede al trono, laureandosi in archeologia e antropologia a Cambridge: il voto finale è 2.2, poco più del minimo per ottenere la laurea, segno che fatica anche lì. Quindi, sempre per seguire le orme paterne oltre che la tradizione, parte per il servizio militare, prima nella Royal Air Force, che abbandona dopo un incidente aereo in cui per poco non rischia la pelle, poi nella Royal Navy, dove trascorre il tempo a vomitare in un secchio: a differenza di Filippo, soffre il mal di mare.
Gli amori
Non c'è da meravigliarsi se, in un'autobiografia autorizzata, si lamenterà di avere avuto rapporti freddi e distaccati con i genitori. Il padre, in particolare, non apprezza il suo carattere dolce e sensibile: "Io sono un pragmatico", sbotterà Filippo molti anni dopo, "Carlo un romantico", che per lui equivale chiaramente a un difetto. Ma il romanticismo, per un giovane che ha avuto carenze affettive, non sembra avere molto in comune con i versi di Byron e Shelly. Dopo svariati flirt con fanciulle dell'aristocrazia, in cui viene dipinto come "lo scapolo più desiderato del mondo" ma ai tabloid appare come un rampollo viziato che gira in decapottabile, incontra la contessina Diana Spencer, di 13 anni più giovane: sotto pressione perché l'erede al trono deve sposarsi e creare a sua volta degli eredi, decide su due piedi di sposarla. In realtà il suo vero amore è un'altra, Camilla Parker, la prima con cui fa sesso, in un fienile secondo alcuni, l'unica che lo diverte e da cui si sente capito, oltre che amato: ma la regina e Filippo, non giudicandola appropriata, per ragioni di età (ha un anno di più) e per altre (non era vergine prima di andare a letto con lui), tramano con successo per separarli e lei finisce per sposare un altro.
I figli
In verità c'è almeno un'altra persona con cui Carlo si diverte e da cui si sente capito: lord Mountbatten, il suo prozio, ultimo viceré britannico in India. Viene assassinato dall'Ira (Irish Republican Army), l'esercito clandestino indipendentista nord-irlandese, privando l'erede al trono di un affetto che aveva in qualche modo rimpiazzato quello (mancante) paterno e materno. L'affetto, a quel punto, dovrebbe darglielo la moglie. Un intervistatore della Bbc chiede alla coppia se i due sono innamorati. "Bah, qualunque cosa sia l'amore", risponde Carlo, gelido. "Oh, naturalmente sì", dice Diana, arrossendo. Il rapporto sembra già in crisi all'inizio, anche se nascono due figli, William e Harry, "an heir and a spare", un erede e un pezzo di ricambio, come dice la formula che ora ha dato il titolo all'autobiografia del suo secondogenito ribelle, "Spare" per l'appunto.
Il divorzio
Nemmeno la prole allieta il "matrimonio del secolo", come vengono soprannominate le loro nozze alla cattedrale di St. Paul nel 1981. Carlo riprende ben presto la relazione con Camilla, non esitando a farsi vedere in pubblico con lei, perfino a baciarla davanti a suo marito. Quando arriva il divorzio, nel '96, Diana lava i panni sporchi in tivù con dichiarazioni clamorose: "Siamo in tre in questo matrimonio, è piuttosto affollato". E mentre tutti, da quando i due si lasciano, impazziscono per lei, che fa campagne contro le mine e incanta con i suoi sorrisi, Carlo viene visto come il responsabile della fallita unione.
Anche lady D naturalmente va a letto con altri, una guardia del corpo, un medico, un maggiore dell'esercito, James Hewitt, che per qualche tempo è il suo maestro di equitazione: notando l'incredibile rassomiglianza con Harry, molti diranno che l'ufficiale è il vero padre, sebbene l'interessato neghi. Poi, nel 1997, Diana muore in un incidente d'auto a Parigi insieme al suo ultimo boyfriend, il miliardario egiziano Dodi al Fayed. Carlo apprende la notizia a Balmoral, dove è in vacanza con la regina e con i figli: "Adesso daranno tutti la colpa a me!" si dispera con Camilla. È quello che puntualmente succede. I teorici delle cospirazioni sostengono addirittura che lui o la famiglia reale nel suo complesso siano i mandanti di un assassinio abilmente camuffato da sciagura stradale: tesi ridicola, perché se Diana avesse allacciato la cintura, come il suo bodyguard, sarebbe sopravvissuta, e nessun complotto poteva prevedere che non l'avrebbe fatto. Ma anche i più pragmatici attribuiscono a Carlo una sorta di responsabilità morale della tragica fine della "principessa del popolo".
Le seconde nozze
Insomma, non gliene va bene una: a dispetto degli immensi previlegi di cui gode, i suoi primi cinquant'anni sono una specie di inferno. A questo punto, gradualmente, la situazione migliora. La regina accetta Camilla, dando il benestare al secondo matrimonio: che Carlo sposa in seconde nozze, nella cappella di Windsor, con solo un pugno di invitati e rito civile, nel 2005, realizzando il sogno di gioventù. Con lei al fianco, appare più sicuro. Ma viene criticato per gaffes e uscite improvvide: come le interferenze con i politici, che sommerge di lettere, brutto segno per l'imparzialità del suo ruolo presente e futuro, o battute infelici, come quando definisce "un orrendo foruncolo" il progetto per ampliare la National Gallery.
La nomea di erede viziato non lo abbandona: si farebbe spalmare il dentifricio sullo spazzolino da un valletto, pretende di viaggiare con il suo materasso personale, annulla impegni con atteggiamento altezzoso anche all'ultimo minuto. Stringe la mano al dittatore africano Robert Mugabe e a Gerry Adams, ritenuto uno dei leader di quell'Ira che ha assassinato il suo prozio, ma oggettivamente in entrambi i casi non aveva scelta. Un piccolo episodio rivelatore del carattere è la stizza con cui, re da pochi giorni, reagisce a stilografiche ingombranti o che non scrivono quando firma la sua proclamazione a sovrano: "Capitano tutte a me!" si lascia sfuggire di bocca, confortato dalla solita Camilla.
L'ambientalismo
Qualcuno scrive che è un re di sinistra, per l'ambientalismo, le aperture alle altre religioni, la difesa dei diritti umani. Di certo è un re che ama l'Italia, come mi disse in un fugace dialogo a Buckingham Palace, in occasione del banchetto dato da sua madre in onore del presidente Ciampi: parlando bene di Carlo Petrini, del movimento Slow Food, delle nostre "incantevoli città" toscane. Però anche quella volta parlò con eccessiva disinvoltura, osservando che, a causa del conflitto d'interessi, "uno come Berlusconi non potrebbe mai diventare premier in Gran Bretagna". Bisogna dire che all'epoca non aveva ancora visto a Downing Street tipi come Boris Johnson e Liz Truss: quando ha ricevuto lei a palazzo reale, nella sua prima settimana da monarca, non è riuscito a trattenere l'equivalente di un "poveri noi".
La rottura con Harry
Infine, come se fosse il fantasma di Diana reincarnato, Harry se n'è andato in California con moglie e figlio, accusando la famiglia di varie nefandezze e prendendosela esplicitamente anche con il padre. Se lo ritroverà anche a Westminster Abbey per l'incoronazione, sia pure senza Meghan e non in prima fila: come a ricordargli che i suoi tormenti non sono finiti. Va ricordato, a sua discolpa, che non è l'unico padre a non andare d'accordo con un figlio.
La sfida da re
Ha atteso il trono più a lungo di chiunque, ci è arrivato sopra all'età più avanzata nella storia dei sovrani inglesi e britannici, a 73 anni, che sono nel frattempo diventati 74 per l'incoronazione: certamente conosce bene la parte e sicuramente si sta impegnando a farla bene. Qualcuno avrebbe voluto che abdicasse per fare posto al primogenito Wlliam: chissà se lo farà più avanti, prendendo tutti di sorpresa. Breve o lungo, il suo regno non sarà una vacanza: deve modernizzare una monarchia in calo di consensi, fra i più giovani e non solo. Intanto si gode il posto che ha atteso di occupare per settant'anni. Il film che gli scorre davanti all'abbazia di Westminster, in conclusione, è stato spesso triste, talvolta drammatico, in almeno un caso tragico: ma almeno adesso ha un lieto fine. Almeno in questo momento, in questa giornata londinese, con la corona in testa e la regina Camilla a tenerlo per mano, Carlo III deve essere felice.