Usa, nuova legge anti-aborto in North Carolina. Senza un divieto totale, l'attacco ai diritti delle donne diventa più insidioso
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - L’attacco all’aborto negli Stati Uniti continua, con la legge appena approvata in North Carolina per vietarlo dopo la dodicesima settimana di gravidanza. Questo però è un provvedimento più insidioso di quelli adottati finora negli altri stati conservatori del sud, perché non bandisce la pratica in maniera assoluta, ma punta a limitarla il più possibile, nella speranza di presentarsi poi come un modello da adottare a livello nazionale. Senza penalizzare troppo i Repubblicani sul piano elettorale.
La decisione della Corte Suprema che ha annullato la sentenza Roe vs. Wade ha cancellato la legalità delle interruzioni di gravidanza a livello federale, girando ai singoli Stati il diritto di regolare la materia. Alcune regioni più conservatrici del sud erano dal principio determinate a vietare completamente l’aborto, ma i Repubblicani si stanno rendendo conto che a livello nazionale questa posizione non è c…
New York - L’attacco all’aborto negli Stati Uniti continua, con la legge appena approvata in North Carolina per vietarlo dopo la dodicesima settimana di gravidanza. Questo però è un provvedimento più insidioso di quelli adottati finora negli altri stati conservatori del sud, perché non bandisce la pratica in maniera assoluta, ma punta a limitarla il più possibile, nella speranza di presentarsi poi come un modello da adottare a livello nazionale. Senza penalizzare troppo i Repubblicani sul piano elettorale.
La decisione della Corte Suprema che ha annullato la sentenza Roe vs. Wade ha cancellato la legalità delle interruzioni di gravidanza a livello federale, girando ai singoli Stati il diritto di regolare la materia. Alcune regioni più conservatrici del sud erano dal principio determinate a vietare completamente l’aborto, ma i Repubblicani si stanno rendendo conto che a livello nazionale questa posizione non è condivisa, e rischia di far perdere loro i voti decisivi dei moderati negli stati chiave per le presidenziali dell’anno prossimo. Da qui è nata la necessità di trovare una soluzione alternativa. Che potrebbe venire dalla North Carolina, diventata una delle destinazioni per le donne delle zone meridionali dove la pratica è bandita.
La legge approvata alla Camera e al Senato in sole 48 ore permette di abortire fino alla dodicesima settimana di gravidanza, consentendo eccezioni di 20 settimane per i casi di stupro e incesto, 24 per anomalie del feto, e senza limiti temporali per le situazioni in cui la vita della madre è a rischio. Il governatore Democratico dello stato, Roy Cooper, ha annunciato che si opporrà usando il potere di veto, ma siccome i repubblicani hanno nel Parlamento locale una maggioranza sufficiente a scavalcarlo, dovrà convincere qualche moderato del Gop a schierarsi contro la legge per bloccarla. La sfida si gioca sul filo, perché basterebbe cambiare un solo voto in ciascuna aula allo scopo di bloccare il testo.
Cooper ritiene di avere la possibilità di farcela, perché giudica estremista il provvedimento approvato. I Repubblicani invece lo vedono come una soluzione di compromesso, che consentirebbe loro da una parte di limitare il più possibile l’aborto, e dall’altra non alienarsi tutti i consensi degli elettori moderati che non appoggiano un bando totale. Il braccio di ferro dei prossimi giorni quindi non deciderà solo il futuro delle interruzioni di gravidanza in North Carolina, ma promette di avere un peso anche sulle presidenziali del prossimo anno.