✕

Autobomba contro Prilepin, grave lo scrittore nazionalista russo. Mosca accusa Washington e la Nato

(afp)
Veterano della guerra in Cecenia, è un personaggio politico di primio piano, copresidente del partito "Russia giusta - Per la verità" ed ex deputato della Duma. Tra il 2015 e il 2018 ha guidato un battaglione nel Donbass ed è sotto sanzioni occidentali. Un gruppo tataro di Crimea rivendica, ma dietro potrebbero esserci partigiani russi. Arrestato un uomo, che "confessa" di aver agito per conto dei servizi di Kiev
3 minuti di lettura

ODESSA - Nove mesi dopo il tentato omicidio del filosofo nazionalista e propagandista Aleksandr Dugin, costato la vita alla figlia Darya, qualcosa di molto analogo è accaduto stamattina a Nizhny Novgorod, 400 chilometri a Est di Mosca. Un ordigno piazzato sotto l'Audi Q7 su cui viaggiava il celebre scrittore nazionalista russo Zakhar Prilepin è esploso uccidendo il suo autista e ferendolo gravemente alle gambe. Anche questa volta, come era successo per Dugin, a bordo dell'auto insieme allo scrittore c’era la figlia, ma si è salvata perché era scesa poco prima. Nel caso di Dugin fu l'esatto contrario, fu lo scrittore a scendere poco prima che l’auto saltasse in aria. 

Le piste

Il movente è lo stesso. Fermare i “propagandisti” accusati di fomentare l’invasione russa con il loro convinto nazionalismo bellico. “Non si può liquidare Zakhar Prilepin come un propagandista. Come Daria D…

ODESSA - Nove mesi dopo il tentato omicidio del filosofo nazionalista e propagandista Aleksandr Dugin, costato la vita alla figlia Darya, qualcosa di molto analogo è accaduto stamattina a Nizhny Novgorod, 400 chilometri a Est di Mosca. Un ordigno piazzato sotto l'Audi Q7 su cui viaggiava il celebre scrittore nazionalista russo Zakhar Prilepin è esploso uccidendo il suo autista e ferendolo gravemente alle gambe. Anche questa volta, come era successo per Dugin, a bordo dell'auto insieme allo scrittore c’era la figlia, ma si è salvata perché era scesa poco prima. Nel caso di Dugin fu l'esatto contrario, fu lo scrittore a scendere poco prima che l’auto saltasse in aria. 

Le piste

Il movente è lo stesso. Fermare i “propagandisti” accusati di fomentare l’invasione russa con il loro convinto nazionalismo bellico. “Non si può liquidare Zakhar Prilepin come un propagandista. Come Daria Dugina o Vladen Tatarsky. Lui è anche un grande scrittore”, dice Daniela Di Sora, fondatrice di Voland, la casa editrice che ha pubblicato in Italia Patologie, Sankia, Il peccato e Il monastero. C'è un'altra differenza essenziale dai due precedenti: in questo caso l'attentato è stato immediatamente rivendicato da “Atesh”, un movimento partigiano militare nato pochi mesi fa nei territori occupati dell'Ucraina e in Russia. Un movimento formato da ucraini tatari di Crimea. Ma per il dissidente russo Ilya Ponomarov la verità sarebbe invece un’altra: “I tatari dicono che l’azione è accaduta su loro richiesta e può anche essere vero – sostiene in un colloquio con Repubblica – ma dietro questo attentato c’è un gruppo russo, e non ucraino, che conosco e che ci lavora da settembre”. 

Chi è Zakhar Prilepin

Prilepin, veterano della guerra in Cecenia, è un personaggio pubblico e un politico di primissimo piano in Russia. Scrittore, filologo e pubblicista, è copresidente del partito “Russia giusta - Per la verità” ed ex deputato della Duma. Tra il 2015 e il 2018 ha guidato un battaglione nel Donbass ed è sotto sanzioni occidentali. Repubblica lo aveva intervistato lo scorso anno mentre rientrava dai territori occupati del Donbass negando i crimini di guerra russi e dicendo di essere pronto a combattere nell’Operazione militare speciale. 

L'arresto

Il ministero degli interni della Federazione Russa ha annunciato di avere arrestato un uomo con precedenti penali in relazione all'attentato realizzato, stando ai primi rilievi, con almeno due chili di esplosivo. Secondo il Comitato investigativo russo, citato dalla Tass, l'uomo, Alexander Permyakov, ha confessato di avere provocato l'esplosione con una bomba azionata a distanza "su istruzione dei servizi segreti ucraini".  

Le immagini girate sul posto e pubblicate dal Comitato Investigativo della Federazione Russa sono impressionanti. L'auto è completamente distrutta. Prilepin è stato stabilizzato con la steccatura degli arti inferiori ed è stato poi trasportato in elicottero all'ospedale locale di Nizhny Novgorod. Era cosciente e comunicava autonomamente con i soccorritori. 

Il Ministero degli Esteri russo ha subito confermato l'attentato accusando “Washington e la Nato” di avere “alimentato un’altra cellula terroristica internazionale, il regime di Kiev. La responsabilità diretta è degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Preghiamo per Zachar”, ha scritto la portavoce Maria Zakharova. Non c’è dubbio che lo scrittore sia considerato in Ucraina un nazionalista propagandista di primo piano e sia nella lista rossa dei meno amati, ma “su questa vicenda nessun commento”, risponde il Gur, i servizi segreti militari ucraini, a una richiesta di Repubblica. Il consigliere di Zelensky Mikailo Podoliyak, invece, lo fa accusando la repressione russa che “prima divora i suoi nemici, poi divora persone a caso e infine divora i suoi per prolungare l’agonia del clan di Putin”. 

Nei giorni scorsi in Ucraina a Kharkiv è stato arrestato dai Servizi il blogger dissidente cileno filorusso Gonzalo Lira. La nota soldatessa trans Sarah Ashton-Cirillo ha girato un video dicendo che Lira non era un giornalista ma un propagandista di Putin, e ammonendo: “Vi verremo a prendere uno a uno”. La versione del dissidente Ponomarev, che nel 2014 fu l’unico membro della Duma a votare contro la ratifica dell’annessione della Crimea alla Russia, è invece che non ci siano gli ucraini ma i russi dietro l’attentato a Prilepin. “Non credo siano stati i tatari. Chi c’è dietro realmente non posso dirlo prima che facciano una rivendicazione ufficiale, ma so esattamente chi sono: ci lavorano da fine settembre, ero al corrente dei loro piani anche se non mi avevano informato che avrebbero agito oggi. I tatari fanno riferimento a un canale Telegram, che si chiama 'Atesh', che a gennaio pubblicava messaggi chiedendo di colpire Prilepin con un attentato. Qualcuno rispose ‘sì, lo faremo’, ma non si sa chi fosse. Magari proprio il gruppo di cui parlo io. Prilepin era nel mirino perché è uno di coloro che sostengono e fomentano la guerra, e hanno una lunga lista di altre persone da colpire collegate alla guerra: non solo propagandisti ma anche governativi”.