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Nuovo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia: colpite anche le aziende cinesi che aiutano Mosca

(reuters)
Le misure riguardano tutti i Paesi che cercano di rompere l'isolamento economico del Cremlino. La reazione cinese: "Risponderemo e ci tuteleremo" 
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STRASBURGO - Sta per arrivare l'undicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ma stavolta c'è un salto di qualità: viene colpita anche la Cina. In particolare le aziende di Pechino che aiutano ad aggirare i provvedimenti europei contro Mosca. La reazione cinese infatti non si è fatta attendere e sta aprendo una crisi diplomatica: "Risponderemo e ci tuteleremo".

Domani, dunque, si terrà la discussione nella riunione dei 27 ambasciatori che prepara la ratifica del provvedimento. Non è un caso che questo  avvenga alla vigilia del prossimo G7 dei ministri finanziari in Giappone e a una settimana dal summit dei "sette" capi di Stato di governo ad Hiroshima. Gli Stati Uniti, infatti, da tempo chiedono che l'Europa invii un segale chiaro contro il "Dragone". 

Certo le misure dell'Ue non riguarderanno solo la Cina. Ma anche altri Paesi che in qualche misura cercano di rompere l'isolamen…

STRASBURGO - Sta per arrivare l'undicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ma stavolta c'è un salto di qualità: viene colpita anche la Cina. In particolare le aziende di Pechino che aiutano ad aggirare i provvedimenti europei contro Mosca. La reazione cinese infatti non si è fatta attendere e sta aprendo una crisi diplomatica: "Risponderemo e ci tuteleremo".

Domani, dunque, si terrà la discussione nella riunione dei 27 ambasciatori che prepara la ratifica del provvedimento. Non è un caso che questo  avvenga alla vigilia del prossimo G7 dei ministri finanziari in Giappone e a una settimana dal summit dei "sette" capi di Stato di governo ad Hiroshima. Gli Stati Uniti, infatti, da tempo chiedono che l'Europa invii un segale chiaro contro il "Dragone". 

Certo le misure dell'Ue non riguarderanno solo la Cina. Ma anche altri Paesi che in qualche misura cercano di rompere l'isolamento economico del Cremlino: Iran, Kazakistan, forse pure la Turchia. Il meccanismo che aggira i divieti è molto semplice: si acquistano un numero maggiore di beni europei "bannati" e poi li si rivende alla Russia in una sorta di triangolazione commerciale.

L'Unione europea punta ad approvare il pacchetto in tempi brevi con una procedura scritta. Ma il vero punto di svolta riguarda, appunto, le aziende di Pechino. Dovrebbero essere sette quelle messe nel mirino, tutte impegnate - direttamente o indirettamente - nel settore militare. Esattamente come hanno già fatto gli Usa. Tra queste la 3HC Semiconductors e King-Pai Technology, già sottoposte a sanzioni da Washington. E de aziende con sede a Hong Kong: Sinno Electronics e Sigma Technology.

"In considerazione del ruolo chiave abilitante dei componenti elettronici per l'uso da parte del complesso militare e industriale della Russia per sostenere la guerra di aggressione contro l'Ucraina - si legge nel documento inviato dalla Commissione europea ai ventisette governi - è opportuno includere anche alcune altre entità nei Paesi terzi coinvolti nell'elusione delle restrizioni commerciali". E "alcune entità russe coinvolte nello sviluppo, produzione e fornitura di componenti elettronici per il complesso militare e industriale della Russia".

La risposta di Pechino non si è fatta attendere. Gli uomini di Xi  hanno esortato "l'Ue a non prendere questa strada sbagliata". E subito è partita la minaccia: "Altrimenti - ha avverto il portavoce del Ministero degli Esteri, Wang Wenbin - la Cina adotterà azioni risolute per salvaguardare i nostri diritti e interessi legittimi e leciti". Fino ad ora l'Europa ha evitato di intervenire direttamente sulla Cina. Si tratta di una prima volta che sta facendo irritare i cinesi: "Tali azioni minerebbero seriamente la fiducia reciproca e la cooperazione Ue-Cina". Soprattutto i mediatori del Dragone si sono sempre adoperati affinché, dopo l'inizio della guerra in Ucraina, l'Ue evitasse di collocarsi sulla stessa linea degli States. Ma questo undicesimo pacchetto fa vacillare definitivamente le aspettative di Xi.