Una ferrovia dall'Arabia Saudita all'India (passando magari per Israele): la risposta americana alla Via della Seta cinese
di Rossella TercatinGERUSALEMME – Una rete, ferroviaria e marittima, che unisca Medio ed Estremo Oriente, dall’Arabia Saudita all’India, che vada a configurare una risposta americana alla Nuova Via della Seta cinese. Con il sogno che un giorno, magari non lontano, la rete possa includere anche Israele. È l’orizzonte che secondo il portale Axios il Consigliere della Sicurezza Nazionale Jake Sullivan ha discusso nel weekend nella sua visita a Riad con i padroni di casa ma anche con i rappresentati di Nuova Delhi e degli Emirati Arabi Uniti.
Alla vigilia della partenza, Sullivan ha sottolineato come la normalizzazione dei rapporti tra Gerusalemme e Riad rappresenti una priorità importante. “Abbiamo l'interesse e lo spazio necessario per promuov…
GERUSALEMME – Una rete, ferroviaria e marittima, che unisca Medio ed Estremo Oriente, dall’Arabia Saudita all’India, che vada a configurare una risposta americana alla Nuova Via della Seta cinese. Con il sogno che un giorno, magari non lontano, la rete possa includere anche Israele. È l’orizzonte che secondo il portale Axios il Consigliere della Sicurezza Nazionale Jake Sullivan ha discusso nel weekend nella sua visita a Riad con i padroni di casa ma anche con i rappresentati di Nuova Delhi e degli Emirati Arabi Uniti.
Alla vigilia della partenza, Sullivan ha sottolineato come la normalizzazione dei rapporti tra Gerusalemme e Riad rappresenti una priorità importante. “Abbiamo l'interesse e lo spazio necessario per promuovere la normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita”, ha spiegato durante una conferenza sulle politiche americane in Medio Oriente al Washington Institute for Near East Policy, ricordando come sia stato Biden “a produrre il primo passo tangibile” in questa direzione.
Le difficoltà di Netanyahu
L'anno scorso infatti, la Casa Bianca ha mediato le fasi finali di un accordo per trasferire il controllo su un paio di piccole isole del Mar Rosso dall'Egitto all'Arabia Saudita, portando Riad ad aprire il suo spazio aereo per i voli civili da e per Israele. Negli ultimi mesi però l’obiettivo sembra essersi allontanato. Il nuovo governo israeliano entrato in carica a fine dicembre ha virato decisamente a destra con diversi episodi che hanno suscitato l’irritazione dei Paesi del Golfo che già hanno normalizzato i rapporti con lo Stato ebraico – in particolare gli Emirati Arabi Uniti, con il viaggio del premier Benjamin Netanyahu (che pure nel 2020 era stato uno degli artefici degli Accordi di Abramo) rimandato a data da destinarsi. Mentre di recente l’Arabia ha mostrato segni di riavvicinamento con l’Iran, il grande nemico di Israele e dei Paesi sunniti della regione, le cui mire egemoniche hanno rappresentato uno dei principali motori dell’avvicinamento tra Gerusalemme e i nuovi alleati arabi.
E tuttavia, proprio la normalizzazione con Israele, secondo Axios, dovrebbe essere stato uno dei temi in agenda nell’incontro previsto tra Sullivan e il principe Mohammad bin Salman, secondo quanto un funzionario americano ha rivelato al sito. Una speranza ribadita anche dal capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano, Tzachi Hanegbi, che in un’intervista al Canale 13 mercoledì ha dichiarato di sperare in una svolta nel corso della visita del funzionario americano. Quando al progetto di una rete ferroviaria per integrare il Medio Oriente, l’idea sarebbe emersa per la prima volta nella cornice del gruppo “I2U2”, lanciato ufficialmente nel luglio 2022 dai capi di governo di Usa, Emirati Arabi, Israele e India.
Una risposta alla Cina
“Nessuno l'ha detto esplicitamente, ma sin dal primo momento era chiaro che si trattava di una risposta alla Cina”, ha detto ad Axios un ex alto funzionario israeliano coinvolto nei negoziati. Sarebbe stata proprio Israele a proporre la visione di un collegamento ferroviario attraverso i Paesi del Golfo e il Medio Oriente, da collegare poi all’India tramite le vie commerciali marittime sfruttando i porti della regione. Forse ricordando come nella prima metà del XX secolo, durante la dominazione ottomana e poi sotto il Mandato britannico, in treno da Haifa e Gerusalemme si poteva raggiungere Damasco e Daraa in Siria e da lì il resto del mondo, compresa Medina in Arabia Saudita.
Sognando il treno Gerusalemme-Medina
Con la nascita di Israele però i collegamenti con i Paesi circostanti sono stati interrotti, e complice il terribile ricordo dei carri merci della Shoah, fino ad anni recenti il treno è rimasto un mezzo di trasporto poco sviluppato nello Stato ebraico, con le vecchie stazioni ottomane lasciate per anni ad andare in rovina e poi trasformate in attrazioni turistiche piene di negozi e ristoranti. Nel nuovo millennio però, con un Paese sempre più congestionato dal traffico, le autorità israeliane hanno cominciato a riscoprire l’importanza delle ferrovie, e dal 2019 una nuova linea veloce collega Gerusalemme e Tel Aviv.
Secondo Axios, è stata l’amministrazione Biden negli ultimi mesi a cominciare a immaginare di coinvolgere l’Arabia Saudita nel progetto. Il che implicherebbe un passo indietro di Israele, almeno inizialmente. Con l’obiettivo però che un giorno si possa davvero tornare a viaggiare in treno da Gerusalemme a Riad e magari Medina, in un nuovo Medio Oriente. “Un Medio Oriente più integrato e interconnesso rafforza i nostri alleati e partner, promuove la pace e la prosperità regionali e riduce la necessità di risorse agli Stati Uniti in questa regione a lungo termine senza sacrificare i nostri interessi fondamentali o il nostro coinvolgimento nella regione", ha affermato Sullivan.