L'arma segreta di Kiev costruita a Roma
di Gianluca Di FeoSono l’arma segreta di Kiev, nel senso che è stata prodotta nella riservatezza più totale con un’intesa top secret tra più nazioni. Si tratta infatti di un sistema bellico di progettazione svizzera, costruito però completamente in Italia e pagato dal governo tedesco per dare uno scudo contraereo all’Ucraina. Un’operazione permessa dal governo Draghi che rappresenta una rivoluzione: per la prima volta non si tratta della cessione di un mezzo usato, più o meno moderno, prelevato dai reparti della Nato ma di un apparato hi-tech nuovo di zecca, concepito e realizzato per le necessità della resistenza ucraina. Il mattone iniziale per allestire una rete di difesa aerea totalmente innovativa a protezione del Paese invaso.
I primi Skynex sono stati consegnati a metà aprile e sono entrati in azione contro i raid russi delle scorse notti. Si tratta di cannoni a tiro rapido Oerlikon da 35 millimetri totalmente automati…
Sono l’arma segreta di Kiev, nel senso che è stata prodotta nella riservatezza più totale con un’intesa top secret tra più nazioni. Si tratta infatti di un sistema bellico di progettazione svizzera, costruito però completamente in Italia e pagato dal governo tedesco per dare uno scudo contraereo all’Ucraina. Un’operazione permessa dal governo Draghi che rappresenta una rivoluzione: per la prima volta non si tratta della cessione di un mezzo usato, più o meno moderno, prelevato dai reparti della Nato ma di un apparato hi-tech nuovo di zecca, concepito e realizzato per le necessità della resistenza ucraina. Il mattone iniziale per allestire una rete di difesa aerea totalmente innovativa a protezione del Paese invaso.
I primi Skynex sono stati consegnati a metà aprile e sono entrati in azione contro i raid russi delle scorse notti. Si tratta di cannoni a tiro rapido Oerlikon da 35 millimetri totalmente automatizzati, con un radar di ultima generazione in grado di affrontare aerei, elicotteri, missili cruise ma soprattutto droni: la centrale di puntamento permette di fare fuoco contro un intero sciame, passando rapidamente da un bersaglio all’altro fino a spazzare via nel giro di tre secondi formazioni composte da sei-otto velivoli telecomandati.
Da Roma il premier Draghi e l’allora ministro della Difesa Lorenzo Guerini hanno dato via libera e Berlino ha finanziato la commessa con 194 milioni di euro: 182 per i cannoni e i radar, 12 per i veicoli. Ma non è escluso che la produzione venga esteso con fondi dell’Unione Europea.
Finora Skynex è stato usato solo dal Qatar per proteggere gli stadi dei Mondiali di calcio contro il rischio di droni usati dai terroristi. Negli scorsi anni Thailandia ed Egitto hanno chiesto di acquistarlo ma le autorità elvetiche hanno negato il permesso all’esportazione. Nel caso della vendita all’Ucraina invece Berna non avrebbe potuto fare nulla perché l’Italia risultava titolare di una licenza per l’export, garantita dal governo Draghi. Le consegne poi sono state concretizzate dall’esecutivo Meloni con un ponte aereo per la Polonia: un sostegno finora segreto, che aiuta a comprendere i ringraziamenti del presidente Zelensky alla premier.