✕

Parla il ghostwriter del principe Harry: “I pianti insieme, la lite su Lady Diana, ero esasperato”

(reuters)
Per la prima volta dopo la pubblicazione della biografia del duca "Spare, il minore", il premio Pulitzer JR Moehringer racconta i retroscena del controverso bestseller. E ci sono molte rivelazioni, George Clooney incluso
2 minuti di lettura

LONDRA - "Quella lite con Harry alle due di notte... pensai che il giorno dopo non avrei potuto più lavorare con lui...mi aveva esasperato". Silenzio, parla, per la prima volta, JR Moehringer. Ovvero il ghostwriter del principe Harry e della sua controversa biografia da record "Spare, il minore", ma anche di quelle altrettanto bestseller dell'ex tennista André Agassi ("Open") e del fondatore di Nike, Phil Knight. Moehringer ha scritto un lungo pezzo sul New Yorker. Sarà pubblicato nell'edizione tra qualche giorno ma è già stato anticipato online e ci sono succose rivelazioni.

La prima è che Harry e il suo ghostwriter col tempo hanno stretto un rapporto sempre più profondo, ma anche litigato, furiosamente. Il 58enne autore newyorkese, da tempo residente in California, ricorda per esempio quando, a metà libro e alle due di notte, durante una videochiamata su Zoom lui e il principe ribelle…

LONDRA - "Quella lite con Harry alle due di notte... pensai che il giorno dopo non avrei potuto più lavorare con lui...mi aveva esasperato". Silenzio, parla, per la prima volta, JR Moehringer. Ovvero il ghostwriter del principe Harry e della sua controversa biografia da record "Spare, il minore", ma anche di quelle altrettanto bestseller dell'ex tennista André Agassi ("Open") e del fondatore di Nike, Phil Knight. Moehringer ha scritto un lungo pezzo sul New Yorker. Sarà pubblicato nell'edizione tra qualche giorno ma è già stato anticipato online e ci sono succose rivelazioni.

La prima è che Harry e il suo ghostwriter col tempo hanno stretto un rapporto sempre più profondo, ma anche litigato, furiosamente. Il 58enne autore newyorkese, da tempo residente in California, ricorda per esempio quando, a metà libro e alle due di notte, durante una videochiamata su Zoom lui e il principe ribelle della Royal Family sono in disaccordo su un passaggio della biografia. Ovvero di quando Harry, da giovane militare dell'esercito di Sua Maestà, partecipa a una esercitazione con altri soldati britannici. A un certo punto, uno di questi lo affronta e "offende gravemente sua madre Diana".

Nella stesura del libro, Harry "vuole inserire a fine capitolo la sua reazione". Ci tiene perché, racconta lo scrittore premio Pulitzer, "mi dice che per tutta la vita in molti hanno sminuito le sue capacità intellettuali". Ma, durante la discussione su Zoom, Moehringer non è d'accordo e preferisce chiudere quella parte con l'umiliazione subita dal principe, altrimenti la narrazione "si sarebbe diluita troppo". I due litigano ferocemente, l'americano ricorda: "Mi batte forte il cuore, stringo le mascelle, e inizio ad alzare la voce. Ma tra me e me dico: "Che cosa strana, sto urlando al principe Harry". Il quale fa lo stesso con me, le sue guance si infiammano, gli occhi si affinano. A un certo punto penso che la nostra collaborazione possa finire così". 

Invece, secondo il racconto di Moehringer, Harry cede e i due si riappacificano. Per il resto, le relazioni tra il ghostwriter e la famiglia del principe, tornato sabato sera da Londra dopo una visita lampo per l'incoronazione del padre re Carlo, sono ottime. Moeringher racconta delle sue frequenti visite nella villa dei duchi del Sussex a Montecito, e di come Meghan sostenesse lui e il marito nella stesura del libro, offrendo loro caffè, dolci e biscotti. Ma c'è un'altra cosa che unisce tutti e tre: i paparazzi. 

"Il mio nome non doveva necessariamente essere pubblico", racconta lo scrittore del bestseller "Open" ma anche del meno celebre eppur bellissimo "Il campione è tornato". "Però poi tutti sanno che io sono il ghostwriter e allora fotografi e giornalisti assediano me e la mia famiglia. Una mattina mi affaccio alla finestra mentre scrivo e un reporter del Mail on Sunday mi spunta davanti al vetro, dal giardino. Insomma", continua Moehringer, "ho sperimentato di persona cosa hanno provato e subìto i duchi del Sussex negli anni". Un altro motivo di irritazione per Moehringer è quando, a pochi giorni dall'uscita ufficiale del libro il 10 gennaio scorso, alcune copie vengono messe in vendita in Spagna per errore: "Interi passaggi sono stati ritradotti male dello spagnolo: frasi innocenti sono diventate oltraggiose, perché assolutamente decontestualizzate".

Ma come è nato il sodalizio tra Moehringer e i Sussex, che hanno scritto l'esplosivo libro per oltre due anni insieme, in gran parte durante la pandemia e quindi mediante lunghissime conversazioni su Zoom? Non è chiaro, ma "di certo non è stato George Clooney a presentarci, come qualcuno ha scritto. Dopo tutte altre false speculazioni, un giorno ho contattato Harry e lui mi ha risposto: 'Benvenuto nel mio mondo, amico!'". "Harry mi è subito piaciuto come persona", confida lo scrittore, "e poi avevo appena perso mia madre, come il principe l'aveva persa 23 anni prima. Il dolore era ancora vivo, per entrambi".

Infine, sempre nel racconto pubblicato dal settimanale newyorchese, c'è un momento commovente. Il libro è finito, "Harry ringrazia editore e il team. E, commosso, alza il calice e propone un brindisi. Aveva seguito il mio consiglio", conclude Moehringer, "ossia di credere nel libro. E finalmente essere libero. Harry allora inizia a piangere, e io con lui".