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Israele, raid nella striscia di Gaza per uccidere tre dirigenti della Jihad islamica: 12 morti e 20 feriti. Tra le vittime donne e bambini

Le immagini dell'attacco (reuters)
Sale la tensione dopo l'attacco. Il leader di Hamas: "Il nemico pagherà". Dichiarato lo stato d'allerta. I bersagli erano tra i pianificatori del lancio di razzi contro lo Stato ebraico
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GERUSALEMME — Tre abitazioni distrutte nel cuore di Gaza, tre leader della Jihad Islamica eliminati in un’operazione israeliana che ha coinvolto oltre quaranta velivoli. Un’operazione, denominata “Scudo e Freccia”, in programma da diversi giorni, dopo che la settimana scorsa il gruppo – classificato come terrorista anche da Usa e Ue – aveva lanciato oltre cento razzi verso il territorio dello Stato ebraico nel corso di 24 ore, ma che nonostante sia stata elogiata dai vertici politici e militari come un successo strategico e “di precisione” ha causato almeno dieci vittime civili, inclusi quattro bambini.

Mentre Israele aspetta la reazione, considerata certa, della Jihad, e avverte i suoi cittadini, specie i residenti del sud del Paese esposti al fuoco dalla Striscia, di prepararsi a giorni di conflitto. Anche se a oltre dodici ore dai raid israeliani la calma resiste. Una mossa, quella dell’attendismo della Jihad, che se…

GERUSALEMME — Tre abitazioni distrutte nel cuore di Gaza, tre leader della Jihad Islamica eliminati in un’operazione israeliana che ha coinvolto oltre quaranta velivoli. Un’operazione, denominata “Scudo e Freccia”, in programma da diversi giorni, dopo che la settimana scorsa il gruppo – classificato come terrorista anche da Usa e Ue – aveva lanciato oltre cento razzi verso il territorio dello Stato ebraico nel corso di 24 ore, ma che nonostante sia stata elogiata dai vertici politici e militari come un successo strategico e “di precisione” ha causato almeno dieci vittime civili, inclusi quattro bambini.

Mentre Israele aspetta la reazione, considerata certa, della Jihad, e avverte i suoi cittadini, specie i residenti del sud del Paese esposti al fuoco dalla Striscia, di prepararsi a giorni di conflitto. Anche se a oltre dodici ore dai raid israeliani la calma resiste. Una mossa, quella dell’attendismo della Jihad, che secondo gli analisti potrebbe essere stata uno strumento per mettere pressione ad Hamas, il gruppo armato palestinese che controlla Gaza e che in passato non sempre ha unito le forze con la Jihad nel conflitto con Israele.

I dirigenti militari uccisi (reuters)
A essere colpiti sono stati Khalil Bahitini, Jahed Ahnam e Tarek Az Aldin. Secondo l’esercito, Bahitini, un alto ufficiale operativo della Jihad islamica, e un componente del suo Consiglio militare nella Striscia, rappresentava una minaccia imminente per la sicurezza dei civili israeliani. Era considerato uno dei responsabili per i razzi dell’ultimo mese.

Ahnam invece era il segretario del Consiglio militare della Jihad e un membro senior dell’unità razzi, incaricato tra l’altro di gestire la logistica del trasferimento di fondi e armi tra Jihad e Hamas e di promuovere le azioni terroristiche del gruppo dentro e fuori Gaza, incluso l’attacco in cui nel 2004 fa uccisa una donna incinta, Tali Hatuel, e le sue quattro figlie.

Az Aldin invece, sempre secondo l’Idf, si occupava del coordinamento tra i rappresentanti della Jihad a Gaza e in Cisgiordania e aveva un ruolo cruciale nella pianificazione di attacchi terroristici.

Nonostante le immagini diffuse dall’esercito mostrino come i missili israeliani abbiano colpito con relativa precisione – specifici appartamenti o stanze e non interi edifici, il bilancio delle vittime civili è drammatico. Uccisi i figli di Az Aldin Ali e Maya, di nove e dieci anni, la bambina di Bahitini di cinque anni, e la moglie di Ahnam Wafa.

Distrutta anche una famiglia che viveva in un appartamento sotto quello di uno dei terroristi, Jamal Khaswan, un dentista con cittadinanza russa, la moglie Mirvat e il figlio Youssef, e poi le giovani sorelle Dania e Iman Adas. Mentre i feriti sarebbero almeno venti, alcuni in condizioni serie.

Per tutta la giornata Israele rimane in stato di massima allerta. Le scuole al sud vengono chiuse, ai residenti viene richiesto di rimanere in prossimità dei rifugi anti-aerei mentre alcuni ospedali cominciano a evacuare i pazienti nelle aree bunker. Nel pomeriggio, l’esercito israeliano colpisce una cellula in procinto di lanciare missili anti-carro, uccidendo due miliziani.

(reuters)
In un discorso alla nazione a sera inoltrata, il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant avvertono che l’escalation potrebbe essere significativa e durare a lungo.

“Ci troviamo nel mezzo di una campagna militare, nei prossimi giorni avremo bisogno di rimanere calmi”, ha sottolineato Netanyahu, aggiungendo di aver incaricato le autorità civili e militari di prepararsi al conflitto “potenzialmente su più fronti,” ma che ogni attacco riceverà “una risposta schiacciante”.

La grande incognita – anche per capire la portata dell’escalation prevista - ruota intorno alle scelte di Hamas. Che, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, si è già detta pronta, così come la Jihad, a vendicare l’azione israeliana.