Ventidue cold case e un sito per risolverli. L'appello dell'Interpol: "Aiutateci a scoprire chi sono queste donne"
di Benedetta PerilliVentidue donne, morte tra il 1976 e il 2019 in Belgio, Germania e Paesi Bassi. Ventidue identità sconosciute che hanno in comune soltanto due aspetti: non avere un nome ed essere morte di morte violenta. Ora l'Interpol prova a scoprire chi sono grazie all'aiuto di un sito internet che raccoglie gli elementi disponibili sui 22 cold case. E li pubblica associando a ogni cadavere una caratteristica: si va così dalla donna con la gonna a fiori a quella con le unghie finte, dalla donna nel canale a quella con la rosa tatuata, dal corpo nel tappeto alla donna in abiti maschili.
Si chiama "Operation Identify Me" e per gli appassionati del genere crime potrebbe essere quasi più coinvolgente di una serie tv. Peccato che a scrivere i dettagli di queste violenze non siano stati degli sceneggiatori hollywoodiani ma le menti criminali di assassini riusciti a sfuggire alla giustizia. Impossibile avviare delle indagini senza identificare le…
Ventidue donne, morte tra il 1976 e il 2019 in Belgio, Germania e Paesi Bassi. Ventidue identità sconosciute che hanno in comune soltanto due aspetti: non avere un nome ed essere morte di morte violenta. Ora l'Interpol prova a scoprire chi sono grazie all'aiuto di un sito internet che raccoglie gli elementi disponibili sui 22 cold case. E li pubblica associando a ogni cadavere una caratteristica: si va così dalla donna con la gonna a fiori a quella con le unghie finte, dalla donna nel canale a quella con la rosa tatuata, dal corpo nel tappeto alla donna in abiti maschili.
Si chiama "Operation Identify Me" e per gli appassionati del genere crime potrebbe essere quasi più coinvolgente di una serie tv. Peccato che a scrivere i dettagli di queste violenze non siano stati degli sceneggiatori hollywoodiani ma le menti criminali di assassini riusciti a sfuggire alla giustizia. Impossibile avviare delle indagini senza identificare le vittime che, secondo la polizia internazionale, sarebbero quasi tutte morte di morte violenta. E così, a 47 anni dal ritrovamento nei Paesi Bassi del corpo della donna dell'autostrada, l'Interpol lancia un appello internazionale chiedendo a chiunque riconosca i volti (ricostruiti), gli indumenti o gli oggetti appartenuti a queste 22 donne di aiutare a risalire ai loro nomi.
"Le loro identità non sono mai state trovate - spiega l'Interpol in una nota - in parte perché probabilmente le donne non vivevano negli Stati in cui sono state trovate. Gli omicidi non sono correlati ma hanno in comune un contesto internazionale". E poi aggiungono che potrebbero essere "potenziali vittime di traffico di esseri umani". Per gli investigatori alcune delle donne potrebbero provenire dall'Europa dell'Est e i loro corpi potrebbero essere stati lasciati in Belgio, Paesi Bassi e Germania per confondere le indagini. "La maggior parte delle 22 vittime è morta con violenza e alcune sono state anche maltrattate o costrette al digiuno", ha aggiunto la polizia olandese.