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Ventidue cold case e un sito per risolverli. L'appello dell'Interpol: "Aiutateci a scoprire chi sono queste donne"

Germania, Belgio e Paesi Bassi hanno lanciato una richiesta internazionale per identificare 22 vittime. I loro corpi, alcuni smembrati, sono stati ritrovati nell'arco di 43 anni. Dalla donna nella valigia a quella con le unghie finte, online i dettagli dei casi per dare loro un nome 
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Ventidue donne, morte tra il 1976 e il 2019 in Belgio, Germania e Paesi Bassi. Ventidue identità sconosciute che hanno in comune soltanto due aspetti: non avere un nome ed essere morte di morte violenta. Ora l'Interpol prova a scoprire chi sono grazie all'aiuto di un sito internet che raccoglie gli elementi disponibili sui 22 cold case. E li pubblica associando a ogni cadavere una caratteristica: si va così dalla donna con la gonna a fiori a quella con le unghie finte, dalla donna nel canale a quella con la rosa tatuata, dal corpo nel tappeto alla donna in abiti maschili. 

Si chiama "Operation Identify Me" e per gli appassionati del genere crime potrebbe essere quasi più coinvolgente di una serie tv. Peccato che a scrivere i dettagli di queste violenze non siano stati degli sceneggiatori hollywoodiani ma le menti criminali di assassini riusciti a sfuggire alla giustizia. Impossibile avviare delle indagini senza identificare le…

Ventidue donne, morte tra il 1976 e il 2019 in Belgio, Germania e Paesi Bassi. Ventidue identità sconosciute che hanno in comune soltanto due aspetti: non avere un nome ed essere morte di morte violenta. Ora l'Interpol prova a scoprire chi sono grazie all'aiuto di un sito internet che raccoglie gli elementi disponibili sui 22 cold case. E li pubblica associando a ogni cadavere una caratteristica: si va così dalla donna con la gonna a fiori a quella con le unghie finte, dalla donna nel canale a quella con la rosa tatuata, dal corpo nel tappeto alla donna in abiti maschili. 

Si chiama "Operation Identify Me" e per gli appassionati del genere crime potrebbe essere quasi più coinvolgente di una serie tv. Peccato che a scrivere i dettagli di queste violenze non siano stati degli sceneggiatori hollywoodiani ma le menti criminali di assassini riusciti a sfuggire alla giustizia. Impossibile avviare delle indagini senza identificare le vittime che, secondo la polizia internazionale, sarebbero quasi tutte morte di morte violenta. E così, a 47 anni dal ritrovamento nei Paesi Bassi del corpo della donna dell'autostrada, l'Interpol lancia un appello internazionale chiedendo a chiunque riconosca i volti (ricostruiti), gli indumenti o gli oggetti appartenuti a queste 22 donne di aiutare a risalire ai loro nomi. 

Per ogni caso viene riportata la presunta data di morte, quella della scoperta del corpo, il luogo del ritrovamento, l'età stimata, le caratteristiche fisiche, gli indumenti ed eventuali tatuaggi o cicatrici. Poi una breve descrizione del caso: si scopre così che la "donna del braccialetto" è stata trovata fatta a pezzi all'interno di un sacco emerso dalle acque di un fiume. La sua testa, le gambe e un braccio non sono stati mai ritrovati. Ma quel braccialetto al polso, del quale viene pubblicata la fotografia, è l'unico elemento che potrebbe identificarla.

"Le loro identità non sono mai state trovate - spiega l'Interpol in una nota - in parte perché probabilmente le donne non vivevano negli Stati in cui sono state trovate. Gli omicidi non sono correlati ma hanno in comune un contesto internazionale". E poi aggiungono che potrebbero essere "potenziali vittime di traffico di esseri umani". Per gli investigatori alcune delle donne potrebbero provenire dall'Europa dell'Est e i loro corpi potrebbero essere stati lasciati in Belgio, Paesi Bassi e Germania per confondere le indagini. "La maggior parte delle 22 vittime è morta con violenza e alcune sono state anche maltrattate o costrette al digiuno", ha aggiunto la polizia olandese. 

Nonostante le indagini, questi 22 casi sono rimasti "freddi" e così è arrivata la decisione di pubblicare un sito di "black notice", così si chiama in gergo la richiesta internazionale lanciata da Interpol per identificare un cadavere. "Non si sa chi siano queste donne, da dove vengano e perché si trovassero in questi Paesi. Se ricordi un'amica, una persona di famiglia o una collega scomparsa improvvisamente, dai un'occhiata e contatta la squadra di polizia nazionale competente tramite il modulo online", aggiungono nella nota.

"L'identificazione di un cadavere ha due obiettivi: restituire il nome a queste persone e avvertire le famiglie, e aprire piste per trovare i sospettati in caso di omicidio", ha spiegato François-Xavier Laurent, responsabile del database del Dna dell'Interpol.