Israele-Gaza, guerra senza tregua: l’Egitto media, ma si spara ancora
di Rossella TercatinTEL AVIV - Le sirene suonano a Tel Aviv alle due del pomeriggio nel pieno della giornata lavorativa e a scuole aperte e in città tutti corrono nei rifugi giusto in tempo per sentire le ripetute esplosioni, forse un segno che il sistema di difesa Iron Dome ha colpito l'obiettivo. Nel giro di poche ore, circa quattrocento razzi vengono sparati da Gaza contro il territorio israeliano, soprattutto il Sud del Paese. È la vendetta della Jihad islamica per l'operazione "Scudo e Freccia", che nella notte tra lunedì e martedì ha eliminato attraverso raid aerei tre leader del gruppo nella Striscia. Già nel tardo pomeriggio però cominciano anche a rincorrersi le notizie di una tregua con la mediazione di vari attori internazionali - l'Onu, il Qatar, ma soprattutto l'Egitto, con i media del Cairo che in serata annunciano come un accordo sia stato raggiunto.
TEL AVIV - Le sirene suonano a Tel Aviv alle due del pomeriggio nel pieno della giornata lavorativa e a scuole aperte e in città tutti corrono nei rifugi giusto in tempo per sentire le ripetute esplosioni, forse un segno che il sistema di difesa Iron Dome ha colpito l'obiettivo. Nel giro di poche ore, circa quattrocento razzi vengono sparati da Gaza contro il territorio israeliano, soprattutto il Sud del Paese. È la vendetta della Jihad islamica per l'operazione "Scudo e Freccia", che nella notte tra lunedì e martedì ha eliminato attraverso raid aerei tre leader del gruppo nella Striscia. Già nel tardo pomeriggio però cominciano anche a rincorrersi le notizie di una tregua con la mediazione di vari attori internazionali - l'Onu, il Qatar, ma soprattutto l'Egitto, con i media del Cairo che in serata annunciano come un accordo sia stato raggiunto.
A sera il bilancio della giornata per Israele è di diversi edifici colpiti e altri danni materiali, nonché alcuni feriti per correre a ripararsi nei bunker, ma nessuna conseguenza più seria. Dei razzi sparati da Gaza, un quarto sono caduti nel territorio della Striscia, mentre la gran maggioranza di quelli diretti verso aree popolate sono stati intercettati dai sistemi di difesa antiaerei israeliani: non soltanto Iron Dome, ma anche una nuova tecnologia, la "Fionda di Davide", progettata per intercettare missili a medio e lungo raggio (lanciati da distanze di 40-300 chilometri), che per la prima volta riesce ad abbattere un razzo diretto contro Tel Aviv.
A sera, mentre le sirene continuavano a suonare e i media israeliani cominciavano a riportare notizie di difficoltà nelle trattative per il cessate il fuoco, il premier Benjamin Netanyahu si è rivolto alla nazione, avvertendola che le ostilità non erano cessate. "Siamo ancora nel mezzo di una campagna militare", le parole del primo ministro. "Ma stiamo mandando un messaggio ai terroristi e ai loro mandanti: vi vediamo ovunque, non potete nascondervi e saremo noi a scegliere come e quando colpirvi".