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Pakistan in fiamme dopo l’arresto dell’ex premier Imran Khan

Un palazzo dato a fuoco dai sostenitori del partito Tehreek-e-Insaf a Peshawar (afp)
Almeno cinque morti negli scontri, mille i fermati. Nel Punjab interviene l’esercito
2 minuti di lettura

CHENNAI - La folla accorsa a sostenere l'ex premier Imran Khan arrestato martedì con un'operazione dei Rangers paramilitari davanti all'Alta corte di Islamabad sta creando un'atmosfera di enorme tensione in Pakistan. Negli scontri si stima che siano morte almeno 5 persone. Più di mille gli arresti nel Punjab, 25 camionette della polizia e 14 palazzi dati alle fiamme, 130 agenti feriti. A Peshawar è stata presa d'assalto la redazione di Radio Pakistan, mentre è scattato l'intervento dell'esercito nel Balochistan, Punjab e Khyber-Pakhtunkhwa. Nonostante il divieto di assembramento, la stazione di polizia dove è stato confermato l'arresto per otto giorni, è stata circondata, con lancio di molotov, da centinaia di sostenitori respinti con gas lacrimogeni e idranti. "Vogliono uccidermi", è il messaggio di Khan.

CHENNAI - La folla accorsa a sostenere l'ex premier Imran Khan arrestato martedì con un'operazione dei Rangers paramilitari davanti all'Alta corte di Islamabad sta creando un'atmosfera di enorme tensione in Pakistan. Negli scontri si stima che siano morte almeno 5 persone. Più di mille gli arresti nel Punjab, 25 camionette della polizia e 14 palazzi dati alle fiamme, 130 agenti feriti. A Peshawar è stata presa d'assalto la redazione di Radio Pakistan, mentre è scattato l'intervento dell'esercito nel Balochistan, Punjab e Khyber-Pakhtunkhwa. Nonostante il divieto di assembramento, la stazione di polizia dove è stato confermato l'arresto per otto giorni, è stata circondata, con lancio di molotov, da centinaia di sostenitori respinti con gas lacrimogeni e idranti. "Vogliono uccidermi", è il messaggio di Khan.

Una situazione pericolosa, quella che si è creata tra il governo del premier Shehbaz Sharif, sostenuto dai militari che da più di 30 anni controllano il Paese, e il Movimento per la giustizia (Tehreek-e-Insaf) guidato dall'ex campione di cricket. Martedì Khan si era presentato in tribunale per rispondere delle accuse di aver venduto gli orologi di lusso avuti in dono mentre era premier, il caso Tashenka per cui mercoledì è stato condannato. I Rangers del ministero degli interni, spaccando la finestra di un ufficio del tribunale, colpendo Khan alla testa e prendendolo a calci lo hanno trascinato fino a una camionetta per arrestarlo.

È stato arrestato Imran Khan, l'ex primo ministro del Pakistan

Imran Khan negli anni '70 era un ricco giocatore di cricket adorato dal pubblico. Nel 1992, capitano della nazionale conquistò la Coppa del mondo. Nel 1995 sposò l'aristocratica britannica Jemima Goldsmith. Rientrato in Pakistan, si candidò a salvatore delle Patria, con un messaggio populista anticorruzione, anti-Usa e filo-islamista. Dal 2011 incassò solo batoste. Gli andò male pure il matrimonio lampo con la giornalista tv Reham Khan. Nel 2018 sposò Bushra Bibi, musulmana osservante. Ricevette così la benedizione dei militari che nel 2018 gli consentì di diventare primo ministro.

Si dichiara pro-cinese e antiamericano. Ma poi ha tirato il freno nell'applicare il lucroso patto con Pechino per costruire il corridoio viario e il gasdotto Cpec: una sorta di Piano Marshall pachistano. Khan temporeggia, fa rallentare i lavori per rinegoziare i termini. Intanto una decina di cittadini cinesi vengono uccisi in tre attentati, di cui uno suicida. Pechino si spazientisce e i militari lo richiamano all'ordine. Khan dà segni di disubbidienza. Nell'aprile 2022 il Parlamento lo sfiducia e gli subentra Sharif. Khan grida al complotto dell'Occidente. A novembre viene gambizzato in un attentato. Ma non sta zitto. Chiede elezioni anticipate. E punta l'indice verso un alto ufficiale pachistano, dicendo che sta tramando per assassinarlo. È lì che scatta il piano per riuscire a metterlo in prigione e zittirlo. Ha Cina e America contro, ma un forte seguito in Pakistan. L'arresto può attirargli consensi. La saga di Imran Khan non è finita.