Perché il governo talebano aderisce alla Via della Seta
di Daniele RaineriIl governo dei talebani in Afghanistan aderisce alla cosiddetta Via della Seta, anche conosciuta con la sigla Bri (Belt and Road Initiative), il grande progetto d'integrazione infrastrutturale e logistico che dovrebbe portare a una connessione più facile con la Cina - e anche a rapporti più stretti dal punto di vista culturale e politico. Proprio mentre il governo italiano cerca una via di uscita dallo stesso accordo, che risale al primo governo Conte ed è considerato compromettente perché sottintende una vicinanza fraterna con Pechino, i talebani lo firmano nella speranza di rompere il loro isolamento internazionale a quasi due anni dalla conquista di Kabul e dalla loro ascesa al potere.
Il governo dei talebani in Afghanistan aderisce alla cosiddetta Via della Seta, anche conosciuta con la sigla Bri (Belt and Road Initiative), il grande progetto d'integrazione infrastrutturale e logistico che dovrebbe portare a una connessione più facile con la Cina - e anche a rapporti più stretti dal punto di vista culturale e politico. Proprio mentre il governo italiano cerca una via di uscita dallo stesso accordo, che risale al primo governo Conte ed è considerato compromettente perché sottintende una vicinanza fraterna con Pechino, i talebani lo firmano nella speranza di rompere il loro isolamento internazionale a quasi due anni dalla conquista di Kabul e dalla loro ascesa al potere.
In molti si aspettavano che dopo il ritiro degli americani avvenuto nell'estate 2021, e con addosso il peso delle sanzioni internazionali, i talebani si sarebbero gettati nelle braccia della Cina per fare accordi economici e politici. In parte è quello che sta accadendo. Del resto Pechino è uno degli unici quattro paesi - con Russia, Iran e Pakistan - ad avere riconosciuto il governo talebano di Kabul come legittimo fin da subito, senza preoccuparsi delle imposizioni durissime contro le donne. In cambio si pensava che le aziende cinesi avrebbero presto aumentato la loro presenza sul territorio afghano, per sfruttare le grandi risorse come le miniere di rame e di litio - che serve a produrre le batterie elettriche. Invece questo abbraccio con la Cina sta andando a rilento, c'è molta cautela.