La condanna per abusi sessuali mette a rischio la ricandidatura di Trump alla Casa Bianca
di Gianni RiottaNella vita privata, tre matrimoni e infiniti flirt, da businessman, con bancarotta e stile di vita non congruo con i risicati bilanci trimestrali, e nell'avventura politica, due campagne presidenziali, il trionfo 2016 e la rotta 2020, Donald Trump ha sempre adottato il consiglio che, da ragazzo, gli diede l'avvocato Roy Cohn: "Non accettare mai la sconfitta, attaccali sempre, rivolta in pubblico le accuse contro i nemici". Cohn, stroncato nel 1986 dall'Aids, dopo avere denunciato per decenni gli omosessuali nelle schiere avversarie, era stato braccio destro del senatore McCarthy nella caccia alle streghe, il legale capace di portare alla sedia elettrica i coniugi Rosenberg come spie sovietiche, nel processo monstre della Guerra Fredda, e da lui Trump ha appreso l'arte della terra bruciata, così popolare oggi anche in Italia, coprire gli oppositori di insulti, denunce, calunnie, per indurre confusione e sconcerto nell'opinione pubblica.
Nella vita privata, tre matrimoni e infiniti flirt, da businessman, con bancarotta e stile di vita non congruo con i risicati bilanci trimestrali, e nell'avventura politica, due campagne presidenziali, il trionfo 2016 e la rotta 2020, Donald Trump ha sempre adottato il consiglio che, da ragazzo, gli diede l'avvocato Roy Cohn: "Non accettare mai la sconfitta, attaccali sempre, rivolta in pubblico le accuse contro i nemici". Cohn, stroncato nel 1986 dall'Aids, dopo avere denunciato per decenni gli omosessuali nelle schiere avversarie, era stato braccio destro del senatore McCarthy nella caccia alle streghe, il legale capace di portare alla sedia elettrica i coniugi Rosenberg come spie sovietiche, nel processo monstre della Guerra Fredda, e da lui Trump ha appreso l'arte della terra bruciata, così popolare oggi anche in Italia, coprire gli oppositori di insulti, denunce, calunnie, per indurre confusione e sconcerto nell'opinione pubblica.
La condanna inflitta ora a Trump dal tribunale civile di New York, per abusi sessuali e diffamazione contro l'ex columnist di E. Jean Carroll, consumati nei camerini del negozio di lusso di New York Bergdorf Goodman trenta anni fa, con l'obbligo di risarcire la vittima con 5 milioni di dollari, per la violenza e le successive campagne di insulti, spezzano - per sempre - la corazza mediatica che il vecchio Cohn aveva forgiato per Trump e mettono in seria difficoltà le chances di ottenere, per la terza volta, la nomination repubblicana e sfidare il presidente Joe Biden l'anno venturo, nel novembre 2024.
L'interrogatorio di Trump
Trump aveva, secondo il canone Cohn, reagito brutalmente alle accuse della Carroll: "Quella? Non è il mio tipo", ma la giuria popolare, guidata dal magistrato Lewis Kaplan, si è vista presentare tre possibili reati per condannare l'ex presidente, stupro, abuso sessuale, molestie violente, in ordine di gravità, e ha deciso per l'abuso. Trump, durante il dibattimento, aveva minacciato di presentarsi in aula a confrontare la donna, ma il suo avvocato, il popolare Joe Tacopina, terrorizzato dall'idea di un autodafé in diretta mondiale, lo ha dissuaso. In un interrogatorio online Trump è apparso confuso, disorientato e, con gaffe subito virale sul web, ha scambiato Carroll con la seconda moglie, Marla Maples.
Che conseguenze avrà la condanna sul voto 2024 e sulle primarie del Grand Old Party Repubblicano? E gli altri processi in corso, quello per il caso della pornostar Stormy Daniels, e i procedimenti per la disinformazione sui presunti brogli nel voto 2020, i documenti segreti occultati, le rivolte, che piega prenderanno dopo il primo Ko? Finora il partito ha sostenuto Trump, troppo fedele la base militante per prendere le distanze e perfino vecchi rivali, i senatori Marco Rubio e Lindsey Graham, per esempio, lo hanno spalleggiato. L'aria cambierà. Per rivincere la Casa Bianca contro il maratoneta ottuagenario Biden, i repubblicani hanno bisogno delle donne dei quartieri residenziali, di una quota importante di indipendenti e centristi: i maschi bianchi senza diploma, ultras trumpiani, non basteranno.
I timori dei moderati
Ma i sondaggi Washington Post e Cnn dimostrano come questo elettorato moderato, non ideologico, affluente, che pure ha premiato Trump nel 2016, rilutta davanti a un secondo mandato, ora che il carisma è scheggiato. I numeri sono pesanti, 61% a 33% gli americani pensano che un imputato condannato per reati sessuali non possa sedere alla Casa Bianca, gli indipendenti concordano 59% a 34%, e perfino tra gli elettori fedeli ai repubblicani il 28% si schiera per il no al bis. Da tempo la maggioranza del Paese ritiene che il comportamento privato di Trump sia deprecabile, ora c'è una sentenza ufficiale in tal senso.
I possibili candidati, l'ex vicepresidente Mike Pence, il governatore della Florida Ron DeSantis, l'ex governatore dell'Arkansas Asa Hutchinson, sono cauti, ma qualche voce comincia a rompere l'omertà: "Il verdetto va valutato con serietà, perché definisce comportamenti indifendibili di Trump" azzarda Hutchinson, mentre il senatore John Thune anticipa gli effetti a venire: "Per molti americani la condanna è importante, il rischio è che, da qui al 2024, non si parli di altro", mentre l'influente senatore del Texas John Cornyn taglia corto: "Trump non riuscirà ad essere eletto".
Il giudice Kaplan ha ammonito i giurati, anonimi, "non rivelate, né ora né per un lungo periodo, la vostra identità", consapevole che, nel clima violento seguito al sacco del Campidoglio il 6 gennaio 2021, si esporrebbero al rischio di rappresaglie e violenze.
Ora Trump, che le cronache raccontano cupo e deciso alla vendetta tra la villa in Florida di Mar a Lago e i campi di golf che ama, deve reagire. Il suo istinto sarà quello usuale, la terra bruciata di Roy Cohn. Ma un decano spin doctor repubblicano è pessimista, e conclude con Repubblica: "Il miglior scenario per Joe Biden è il secondo duello contro un Trump stanco, isolato, abbandonato dal partito e con le donne moderate ostili negli stati chiave. Ancor migliore, se venisse nominato un altro leader, da Pence a DeSantis, appare lo scenario in cui Trump sconfitto corre da indipendente, come Ross Perot nel 1992, strappando voti ai repubblicani da destra e agevolando Biden." Nel 2016 il senatore Lindsey Graham aveva ammonito "Se nominiamo Trump sarà la fine per il partito repubblicano". Poi, dimenticando i consigli del fraterno amico, il senatore John McCain, acerrimo rivale di Trump, Graham è diventato scudiero trumpiano, solo per ritrovare, sette anni dopo, il suo lucido giudizio come chiave della sfida Usa.
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