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Tunisia, 6 morti e 8 feriti nell'attacco alla sinagoga di Djerba: poliziotto uccide un collega e spara sui pellegrini

(reuters)
È accaduto durante la conclusione dei festeggiamenti del pellegrinaggio ebraico alla sinagoga della Ghriba. Le due vittime civili sono una di nazionalità tunisina, di 30 anni, e un'altra di nazionalità francese, di 42 anni  
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Si stavano concludendo i festeggiamenti del pellegrinaggio ebraico alla sinagoga della Ghriba, nel cuore dell'isola di Djerba, nel Sud della Tunisia. Martedì sera erano almeno mille le persone sul posto, tanti ebrei arrivati per l'occasione da Israele e altri (sempre numerosi) dalla Francia o addirittura dagli Stati Uniti, quando si sono sentiti degli spari in prossimità. Con il ricordo dell'attentato di Al Qaida, l'11 aprile 2002, in quegli stessi luoghi (aveva provocato la morte di diciannove persone), quegli spari hanno subito scatenato il panico: si è pensato a un nuovo attentato terroristico. Ma all'apparenza non era così.

Più tardi è emerso che ad almeno una ventina di chilometri dalla sinagoga, nel centro della Guardia Nazionale, ad Aghir, sulla costa sud-orientale dell'isola, era scoppiata una lite fra due poliziotti. Uno ha ucciso l'altro ed è partito, con la sua arma di servizio e diverse munizioni…

Si stavano concludendo i festeggiamenti del pellegrinaggio ebraico alla sinagoga della Ghriba, nel cuore dell'isola di Djerba, nel Sud della Tunisia. Martedì sera erano almeno mille le persone sul posto, tanti ebrei arrivati per l'occasione da Israele e altri (sempre numerosi) dalla Francia o addirittura dagli Stati Uniti, quando si sono sentiti degli spari in prossimità. Con il ricordo dell'attentato di Al Qaida, l'11 aprile 2002, in quegli stessi luoghi (aveva provocato la morte di diciannove persone), quegli spari hanno subito scatenato il panico: si è pensato a un nuovo attentato terroristico. Ma all'apparenza non era così.

Più tardi è emerso che ad almeno una ventina di chilometri dalla sinagoga, nel centro della Guardia Nazionale, ad Aghir, sulla costa sud-orientale dell'isola, era scoppiata una lite fra due poliziotti. Uno ha ucciso l'altro ed è partito, con la sua arma di servizio e diverse munizioni, verso la Ghriba. Nei pressi della sinagoga ha iniziato a sparare su alcuni pellegrini, uccidendone due e un altro poliziotto. 

A sua volta è stato poi freddato dalle forze di polizia presenti sul posto. Erano quelli gli spari che sono stati sentiti dall'interno della sinagoga. Oltre ai sei morti, tra i quali l'attentatore, si contano altri quattro feriti fra i poliziotti e quattro anche tra i pellegrini: otto persone in tutto.

 Le due vittime civili sono una di nazionalità tunisina, di 30 anni, e un'altra di nazionalità francese, di 42 anni. Lo ha reso noto nella notte il ministero degli Esteri di Tunisi,

Gli spari e la notizia della strage hanno scatenato la paura e una serie di post sui social e in particolare su Twitter, che parlavano di un nuovo attentato a Djerba. A twittare su un possibile attentato era stato anche Marek Halter, scrittore francese, ebreo di origini polacche, fuggito da bambino, con la famiglia, dal ghetto di Varsavia: in questi giorni stava partecipando al pellegrinaggio.

Quella di Djerba è una delle ultime comunità ebraiche a sopravvivere nel mondo arabo. Nell'isola vivono ancora circa 1500 ebrei, anche se negli ultimi anni molti di loro stanno lasciando Djerba, a causa della grave crisi economica tunisina. La leggenda fa risalire l'origine della sinagoga di Ghriba, che si trova nell'interno dell'isola, alla distruzione del tempio di Salomone a Gerusalemme, da parte di Nabucodonosor, nel 586 avanti Cristo. A quel momento un gruppo di ebrei, fuggiti dalla Palestina, avrebbero trovato rifugio a Djerba. In realtà le prime testimonianze oggettive di una presenza ebraica sul posto risalgono all'undicesimo secolo, ma questo non esclude che possano essere arrivati prima.

La sinagoga della Ghriba è stata ricostruita a più riprese (l'ultima nel 1920) e la copia della Torah custodita all'interno è una delle più antiche esistenti nel mondo. La comunità ebraica di Djerba contava più di 120mila persone al momento dell'indipendenza della Tunisia, nel 1956. Il pellegrinaggio, che si svolge ogni anno a maggio, attira sul posto molti degli ebrei di Djerba emigrati, nei Paesi più lontani, ma soprattutto in Francia e in Israele. Arrivano anche tanti turisti, ebrei e non. Quest'anno la partecipazione era stata alta, più di 7mila persone, mentre nel 2022, doppo due anni di sospensione, dovuta al Covid, erano venuti solo in 4500. Davanti alla sinagoga, si erge un edificio con un ampio cortile, il fonduk, dove viene ospitata una parte dei pellegrini. Martedì si era svolta la processione della Mnara, la cerimonia clou di tutti questi giorni di pellegrinaggio. I festeggiamenti dovevano andare avanti fino a notte fonda, soprattutto all'interno del fonduk. Ma i video postati ieri sera sui social in quel luogo mostravano solo persone terrorizzate, per le notizie incerte (e la possibilità di un atto terroristico), che venivano da fuori. A quel punto i pellegrini che si trovavano nella sinagoga e nel fonduk sono rimasti bloccati all'interno.