Schroeder festeggia il 9 maggio all'ambasciata russa: il party che imbarazza la Germania
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Tino Chrupalla è arrivato raggiante, con una vistosa cravatta rossa, blu e bianca - i colori della Russia - e un regalo da nostalgico purosangue: una tazza con l’aquila prussiana. Ma quando la Berliner Zeitung ha raccontato la pomposa apparizione del leader Afd alle celebrazioni del 9 maggio all’ambasciata russa, persino dall’ultradestra sono partiti mugugni di disapprovazione. Non tanto per la presenza del politico tedesco alla festa più disprezzata dell’anno, quanto per smentire che il regalo all’ambasciatore russo Sergej Netchajev fosse da intendere come un ringraziamento per la liberazione sovietica dal nazismo. Non sia mai.
BERLINO - Tino Chrupalla è arrivato raggiante, con una vistosa cravatta rossa, blu e bianca - i colori della Russia - e un regalo da nostalgico purosangue: una tazza con l’aquila prussiana. Ma quando la Berliner Zeitung ha raccontato la pomposa apparizione del leader Afd alle celebrazioni del 9 maggio all’ambasciata russa, persino dall’ultradestra sono partiti mugugni di disapprovazione. Non tanto per la presenza del politico tedesco alla festa più disprezzata dell’anno, quanto per smentire che il regalo all’ambasciatore russo Sergej Netchajev fosse da intendere come un ringraziamento per la liberazione sovietica dal nazismo. Non sia mai.
Alla festa disertata da tutti gli ambasciatori occidentali, il più sfrontato lobbista di Putin in Germania si è presentato con la moglie, So-yeon Schröder-Kim. E tra la folla, i rari cronisti hanno identificato l’immarcescibile e irriducibile ultimo leader della Germania Est, Egon Krenz, e l’esponente della Linke Klaus Ernst.