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Schroeder festeggia il 9 maggio all'ambasciata russa: il party che imbarazza la Germania

L'ex cancelliere tedesco ha partecipato insieme alla moglie e a un esiguo gruppo di politici di ultradestra alle celebrazioni per la giornata della Vittoria sovietica sulla Germania nazista del 1945
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BERLINO - Tino Chrupalla è arrivato raggiante, con una vistosa cravatta rossa, blu e bianca - i colori della Russia - e un regalo da nostalgico purosangue: una tazza con l’aquila prussiana. Ma quando la Berliner Zeitung ha raccontato la pomposa apparizione del leader Afd alle celebrazioni del 9 maggio all’ambasciata russa, persino dall’ultradestra sono partiti mugugni di disapprovazione. Non tanto per la presenza del politico tedesco alla festa più disprezzata dell’anno, quanto per smentire che il regalo all’ambasciatore russo Sergej Netchajev fosse da intendere come un ringraziamento per la liberazione sovietica dal nazismo. Non sia mai.

Quella di Chrupalla e di un altro esponente di spicco de…

BERLINO - Tino Chrupalla è arrivato raggiante, con una vistosa cravatta rossa, blu e bianca - i colori della Russia - e un regalo da nostalgico purosangue: una tazza con l’aquila prussiana. Ma quando la Berliner Zeitung ha raccontato la pomposa apparizione del leader Afd alle celebrazioni del 9 maggio all’ambasciata russa, persino dall’ultradestra sono partiti mugugni di disapprovazione. Non tanto per la presenza del politico tedesco alla festa più disprezzata dell’anno, quanto per smentire che il regalo all’ambasciatore russo Sergej Netchajev fosse da intendere come un ringraziamento per la liberazione sovietica dal nazismo. Non sia mai.

Quella di Chrupalla e di un altro esponente di spicco dell’Afd, Alexander Gauland, però, non è stata certo la presenza più imbarazzante alla festa organizzata dall’ambasciatore russo. Tra un brindisi e l’altro, mentre Netchaiev tuonava contro la “macchina della morte” nazista, costata la vita a 27 milioni di russi, e contro la presunta “russofobia” contemporanea, ad ascoltarlo c’era anche l’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder . 

Alla festa disertata da tutti gli ambasciatori occidentali, il più sfrontato lobbista di Putin in Germania si è presentato con la moglie, So-yeon Schröder-Kim. E tra la folla, i rari cronisti hanno identificato l’immarcescibile e irriducibile ultimo leader della Germania Est, Egon Krenz, e l’esponente della Linke Klaus Ernst. 

Allo Spiegel, la meravigliata moglie dell’ex cancelliere ha confermato la sua presenza alla festa russa, ma ha anche aggiunto di non essersi resa conto di essere l’unica presenza tedesca insieme a un pugno di politici considerati al di fuori dell’arco costituzionale. Ma la Spd, il partito che Schroeder mette in imbarazzo da anni, si è sentito in dovere di puntualizzare che “la posizione dei vertici socialdemocratici nei confronti di Gerhard Schroeder continua ad essere chiara: è politicamente isolato, con la sua posizione”. 

Oltre ad essere da quasi vent’anni il più aggressivo lobbista in Europa dei principali colossi energetici russi, da Gazprom a Rosneft, e l'architetto del gasdotto più detestato del mondo, Nord Stream, Schroeder ha intrapreso poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina un misterioso viaggio a Mosca del quale nessuno ha mai capito il senso. Di quella demenziale missione da Putin, ai posteri resta soltanto una foto che ha fatto il giro dei social. Un selfie che ritrae la moglie dell’ex cancelliere, So-yeon, con le mani giunte nella preghiera e il Cremlino sullo sfondo. Una “Madonna di Mosca” che ha arricchito il devastante carnet di figuracce di Schroeder, che continua a manifestare a ogni piè sospinto il suo incrollabile sostegno a Vladimir Putin.