Kaliningrad, l'exclave russa contesa: la Polonia ne cambia il nome. L'ira di Mosca: "Si rasenta la follia"
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Ci sono pochi posti al mondo dove il passato continua a castrare il presente come l'ex Königsberg, cuore della Prussia orientale prima che l'Urss l'annettesse nel 1945 e la ribattezzasse Kaliningrad in memoria di un luogotenente di Iosif Stalin. Ora quel nome russo, Kaliningrad, che designa anche l'intera exclave russa incastonata tra Lituania e Polonia, scomparirà dalle mappe e dai documenti ufficiali polacchi e verrà sostituito da Królewiec.
"Non vogliamo la russificazione in Polonia, da qui la nostra decisione di chiamare Kaliningrad e la sua regione nella nostra lingua", ha dichiarato il ministro polacco per lo Sviluppo Waldemar Buda citando una raccomandazione della Commissione nazionale per i toponimi esteri che ha definito "l'attuale nome russo... un battesimo artificiale non correlato né alla città né alla regione".
"Non si tratta nemmeno più di russofobia…
MOSCA - Ci sono pochi posti al mondo dove il passato continua a castrare il presente come l'ex Königsberg, cuore della Prussia orientale prima che l'Urss l'annettesse nel 1945 e la ribattezzasse Kaliningrad in memoria di un luogotenente di Iosif Stalin. Ora quel nome russo, Kaliningrad, che designa anche l'intera exclave russa incastonata tra Lituania e Polonia, scomparirà dalle mappe e dai documenti ufficiali polacchi e verrà sostituito da Królewiec.
"Non vogliamo la russificazione in Polonia, da qui la nostra decisione di chiamare Kaliningrad e la sua regione nella nostra lingua", ha dichiarato il ministro polacco per lo Sviluppo Waldemar Buda citando una raccomandazione della Commissione nazionale per i toponimi esteri che ha definito "l'attuale nome russo... un battesimo artificiale non correlato né alla città né alla regione".
"Non si tratta nemmeno più di russofobia. Sono processi al limite della follia quelli che stanno avvenendo in Polonia", ha tuonato il portavoce della presidenza russa, Dmitrij Peskov. "Non ne può venire nulla di buono per la Polonia. Queste non sono che azioni ostili: sono azioni ostili", ha insistito.
Mentre l'ex presidente e premier, oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitrij Medvedev è andato al solito oltre: "Allora, invece di Cracovia diremo Krakau. E niente più Polonia, ma Regno di Polonia come parte della Russia".
Tensioni irrisolte lascito di una storia che è passata più volte come un rullo compressore su questo fazzoletto di terra affacciato sul Mar Baltico.
L'ex Königsberg prussiana oggi exclave russa
Fondata nel 1255 dall'Ordine dei Cavalieri Teutonici, la città divenne la capitale del loro Stato monastico a metà del XV secolo, poi, successivamente, del Ducato di Prussia, infine della provincia della Prussia orientale del Regno e in seguito dello Stato Libero di Prussia.
Il nome originario di Conigsberg, letteralmente "montagna del re", in onore del re Ottocaro II di Boemia, che aveva preso parte alle crociate nella regione, si è poi evoluto in Königsberg in tedesco, Królewiec in polacco, Karaliaucius in lituano e Korolewiets in russo.
La città dove riposa il filosofo Immanuel Kant ha preso il nome di Kaliningrad soltanto nel 1946, in ricordo del capo del Presidium del Soviet Supremo dell'Urss, Mikhail Kalinin, dopo che l'Unione Sovietica ha preso possesso della regione come risarcimento per le distruzioni e le perdite subite durante la Seconda Guerra Mondiale.
Con il crollo dell'Urss e l'allargamento dell'Unione Europea, l'oblast russo si è trovato intrappolato tra Lituania e Polonia, due Paesi Ue e Nato. Un'"isola" russa, come la chiamano i suoi abitanti, nel cuore dell'Occidente. Teatro di continui scontri tra i due blocchi.
La ferita del massacro di Katyn
Per i polacchi, ricorda Buda, Kalinin è uno dei sei membri del Politburo che il 5 marzo 1940 siglò l'ordine di giustiziare oltre 21mila prigionieri di guerra polacchi "controrivoluzionari" a Katyn e altrove. Una strage insabbiata per anni. Quando nel 1943 si scoprirono le prime fosse comuni, Mosca incolpò i nazisti e ammise soltanto nel 1990 il massacro e le sue responsabilità.
"L'aver intitolato una grande città vicino al nostro confine a Kalinin, un criminale corresponsabile della decisione sull'esecuzione di massa di funzionari polacchi a Katyn nel 1940, suscita emozioni negative in Polonia", ha spiegato. Ma certo il tempismo non fa che esacerbare le tensioni acuite da due recenti incidenti.
Le tensioni tra Polonia e Russia
Mosca ha convocato l'incaricato d'affari polacco per protestare contro una "provocazione" organizzata il 9 maggio, giorno delle commemorazioni della vittoria sulla Germania nazista in Russia, quando attivisti filo-ucraini hanno bloccato l'ambasciatore russo andato a depositare fiori davanti al mausoleo dei soldati sovietici a Varsavia, uno dei pochi sopravvissuti alle recenti demolizioni.
E Varsavia a sua volta ha convocato l'ambasciatore russo e gli ha consegnato una nota di protesta dopo che il 7 maggio un caccia russo ha intercettato un aereo polacco in missione per la guardia europea Frontex sul Mar Nero.
Sono episodi che si incastonano su un conflitto di fondo: Mosca che afferma di aver liberato la Polonia quando i sovietici cacciarono le forze naziste e la maggior parte dei polacchi che crede che l'Unione Sovietica sostituì l'occupazione nazista con un'altra forma di repressione.