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Imran Khan rilasciato su cauzione, tensione in Pakistan

La notizia della decisione della Corte suprema pachistana su Khan che ha giudicato l'arresto illegale. Stamane è stato scarcerato su cauzione (ansa)
Dopo la decisione della Corte Suprema che aveva giudicato illegale l'arresto per corruzione. Dopo il fermo il Paese era stato scosso da violenze
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ISLAMABAD - L'ex premier pachistano Imran Khan è stato rimesso in libertà sotto cauzione. Khan, 70 anni, era stato chiamato a rispondere dell'accusa di corruzione. La Corte Suprema ha però dichiarato il suo arresto "invalido e illegale", con una sentenza pubblicata nella notte: l'Ufficio anticorruzione (NAB) avrebbe cioè "violato il (suo) diritto ad avere accesso alla giustizia". Khan però è nstato tenuto sotto custodia fino all'udienza di stamani per "motivi di sicurezza".

In Aula Khan è arrivato sotto la pesante protezione della polizia. Centinaia di poliziotti e paramilitari erano stati dispiegati anche intorno all'edificio, il cui accesso era stato sigillato. "Speriamo che gli venga concessa la libertà su cauzione", che lo proteggerebbe temporaneamente da ulteriori arresti in questo caso, aveva detto ai giornalisti Faisal Hussain Chaudhry, un avvocato di Khan, fuori…

ISLAMABAD - L'ex premier pachistano Imran Khan è stato rimesso in libertà sotto cauzione. Khan, 70 anni, era stato chiamato a rispondere dell'accusa di corruzione. La Corte Suprema ha però dichiarato il suo arresto "invalido e illegale", con una sentenza pubblicata nella notte: l'Ufficio anticorruzione (NAB) avrebbe cioè "violato il (suo) diritto ad avere accesso alla giustizia". Khan però è nstato tenuto sotto custodia fino all'udienza di stamani per "motivi di sicurezza".

In Aula Khan è arrivato sotto la pesante protezione della polizia. Centinaia di poliziotti e paramilitari erano stati dispiegati anche intorno all'edificio, il cui accesso era stato sigillato. "Speriamo che gli venga concessa la libertà su cauzione", che lo proteggerebbe temporaneamente da ulteriori arresti in questo caso, aveva detto ai giornalisti Faisal Hussain Chaudhry, un avvocato di Khan, fuori dal tribunale.

Il ministro dell'Interno, Rana Sanaullah, si è però impegnato ad arrestarlo nuovamente, per uno dei casi giudiziari in cui è implicato. Khan denuncia "un accanimento" frutto del tentativo del governo e dell'esercito di impedire il suo ritorno al potere.

I tribunali pachistani sono spesso usati per avviare procedimenti lunghi e macchinosi nel tentativo di soffocare l'opposizione politica, sottolineano i difensori dei diritti umani. In questo contesto, la decisione della Corte Suprema "appare solo come una tregua, probabilmente come parte degli sforzi per controllare una situazione che è diventata esplosiva e ridurre le tensioni", ha detto all'AFP l'analista Imtiaz Gul.

Il partito di Khan, il Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), ha invitato i suoi sostenitori a venire a Islamabad per sostenerlo, ma la polizia ha immediatamente annunciato il divieto di ogni raduno. Due nuovi alti funzionari del PTI, accusati di aver orchestrato la violenza, sono stati arrestati durante la notte - portando il loro totale a 10 - il che dimostra che "il governo non sta seriamente cercando di risolvere il problema", ha affermato Chaudry.

L'arresto di Khan, che è stato estromesso nell'aprile 2022 ma conta sulla sua popolarità intatta per tornare al potere alle prossime elezioni di quest'anno, ha scatenato violente proteste in tutto il Paese. Centinaia di poliziotti sono rimasti feriti e più di 3.500 manifestanti sono stati arrestati, principalmente nelle province del Punjab (centro-est) e Khyber Pakhtunkhwa (nord-ovest), secondo la polizia. Almeno nove persone sono morte in incidenti legati alle proteste, represse violentemente dalle forze di sicurezza, secondo polizia e ospedali.