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L'offensiva di Kiev è visibile tra missili a lungo raggio e velivoli russi abbattuti

Intanto a Bakhmut le forze ucraine riprendono alcune aree conquistate da Mosca nei mesi scorsi. Esplosioni a Mariupol
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KIEV - Le piccole riconquiste di territorio nella martoriata Bakhmut da parte delle forze armate ucraine non sono il primo segno visibile della controffensiva. Il contingente di terra, i 60mila uomini formati e armati dai partner occidentali di Kiev, non è ancora entrato in azione. I segni sono altri, bisogna guardare più lontano: a Nord, in Russia, dove sono stati abbattuti due caccia bombardieri e due elicotteri da trasporto truppe. E bisogna guardare a Est, a Lugansk, nei territori occupati del Donbass, dove sono entrati in azione i nuovi missili a lungo raggio per colpire i depositi che i russi ritenevano al sicuro. Fino a pochi giorni fa erano fuori portata, ora non più. E bisogna guardare anche a Sud, a Mariupol, dove ci sono state esplosioni così forti, nella zona dell'Azovstal, da far tremare i vetri in mezza città.

Prima che parta la fase attiva della controffensiva, spiega a Repubblica l'analista Ruslan Bortnik, direttore dell&…

KIEV - Le piccole riconquiste di territorio nella martoriata Bakhmut da parte delle forze armate ucraine non sono il primo segno visibile della controffensiva. Il contingente di terra, i 60mila uomini formati e armati dai partner occidentali di Kiev, non è ancora entrato in azione. I segni sono altri, bisogna guardare più lontano: a Nord, in Russia, dove sono stati abbattuti due caccia bombardieri e due elicotteri da trasporto truppe. E bisogna guardare a Est, a Lugansk, nei territori occupati del Donbass, dove sono entrati in azione i nuovi missili a lungo raggio per colpire i depositi che i russi ritenevano al sicuro. Fino a pochi giorni fa erano fuori portata, ora non più. E bisogna guardare anche a Sud, a Mariupol, dove ci sono state esplosioni così forti, nella zona dell'Azovstal, da far tremare i vetri in mezza città.

Prima che parta la fase attiva della controffensiva, spiega a Repubblica l'analista Ruslan Bortnik, direttore dell'Istituto ucraino di Politica, Kiev aspetterà la fine della missione di pace cinese: "Se Zelensky la avviasse ora ne vanificherebbe l'obiettivo, la Cina è molto importante per l'Ucraina e vuole mantenerne l'amicizia". Ma la fase preliminare è in pieno esercizio sotto forma di lotta senza quartiere per colpire le retrovie, i depositi di armi e materiale, i centri logistici, le strutture militari e le caserme che ospitano le truppe. Per mesi è stata la specialità della casa dei russi, ora lo è di entrambi.

In questi giorni l'Ucraina è un fiorire di primule colorate e aspettative di rivincita, i giardini di Kiev sono uno spettacolo di tulipani, i bistrot colmi di fiducia e patriottismo. Nessuno teme il sangue che sarà presto versato. Già scorre quello dei soldati che continuano ad ammazzarsi per qualche centinaio di metri di campi e macerie a Bakhmut, mentre i siti d'intelligence riempiono di frecce le mappe indicando piccole avanzate e ritirate che valgono l'isolato di un paesino, e i commenti tifano come allo stadio riempendo i social di bandierine e teschi per i poveracci ripresi dai droni mentre muoiono. 

Scorre anche il sangue dei civili, intrappolati in questa guerra di logoramento. I pochi droni iraniani sfuggiti alla contraerea hanno sfondato un deposito di munizioni a Khmelnytsky, ferendo (lievemente) trenta persone. Le immagini dell'esplosione e della nuvola di fuoco sono impressionanti, secondo i canali russi sono saltate in aria "le nuove armi occidentali". I russi hanno colpito anche a Kostyantynivka, nel Donbass: missili terra-aria Smerch hanno centrato "grattacieli e case private, una stazione di servizio, una farmacia e negozi".

La regola della propaganda di guerra, quando viene colpito un obiettivo, è citare solo i danni civili subiti. Secondo i russi, l'attacco ucraino a Lugansk avrebbe centrato la fabbrica di plastica Polypak e l'impianto di lavorazione della carne Milam. Probabilmente ospitavano obiettivi militari. Gli aerei che hanno lanciato i missili, un Su-24 e un Mig-29 ucraini, sarebbero stati abbattuti. Hanno centrato anche l'Accademia degli Interni e ferito lievemente il deputato della Duma Viktor Vodolatsky. Secondo i russi hanno ferito anche sei bambini: impossibile verificare, ma Mosca sottolinea l'uso dei nuovi missili britannici Storm Shadow per colpire "obiettivi civili".

L'azione più eclatante resta però l'attacco ai due elicotteri e ai due bombardieri abbattuti in Russia. Un elicottero militare Mi-8 si è schiantato contro una casa a Klints, nella regione di Bryansk. I testimoni dicono di averlo visto colpire da un razzo. In poco tempo e a poca distanza, vicino ai paesi di Volkustychi e Shkryabine nella stessa regione, sono caduti un altro elicottero e due bombardieri. I russi hanno lanciato una caccia al sabotatore ucraino, ma pare che l'attacco sia partito con missili sparati da lontano, dall'Ucraina. Da oggi i russi sanno di non avere più dominio dei cieli neanche in casa propria, da dove continuano a togliere il sonno agli ucraini lanciando missili e droni sempre meno efficaci con le nuove difese aeree di Kiev.