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I giovani turchi contro Erdogan: “Al voto sognando Europa e libertà”

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Domani le presidenziali: nei sondaggi lo sfidante Kilicdaroglu davanti al Sultano. Decisivi i millenials. Possibile il ballottaggio
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ANKARA - Stessa scuola, stesso quartiere, stessa università: medicina. Defne e Ilgin sono cresciute insieme e insieme domani entreranno per la prima volta in una cabina elettorale. "Siamo nate che Erdogan era già al potere, non abbiamo conosciuto nessun altro leader, è tempo di cambiare: per l'economia, che non va, e per il nostro futuro", ci dice Defne sotto il sole tiepido di via Bahcelievler, nel centro di Ankara affollato di caffè, studenti e bandierine di Ataturk. Sessantaquattro milioni di turchi oggi andranno al voto, una sfida decisiva: i sondaggi assegnano un vantaggio a Kemal Kilicdaroglu, il leader dell'opposizione. Erdogan, per la prima volta in vent'anni, insegue. Ma nessuno dei due potrebbe avere voti sufficienti per vincere al primo turno. 

ANKARA - Stessa scuola, stesso quartiere, stessa università: medicina. Defne e Ilgin sono cresciute insieme e insieme domani entreranno per la prima volta in una cabina elettorale. "Siamo nate che Erdogan era già al potere, non abbiamo conosciuto nessun altro leader, è tempo di cambiare: per l'economia, che non va, e per il nostro futuro", ci dice Defne sotto il sole tiepido di via Bahcelievler, nel centro di Ankara affollato di caffè, studenti e bandierine di Ataturk. Sessantaquattro milioni di turchi oggi andranno al voto, una sfida decisiva: i sondaggi assegnano un vantaggio a Kemal Kilicdaroglu, il leader dell'opposizione. Erdogan, per la prima volta in vent'anni, insegue. Ma nessuno dei due potrebbe avere voti sufficienti per vincere al primo turno. 

Più della metà degli elettori è millennial, nata dopo il 1981, e avrà un peso importante nelle urne. Ma ancora più decisiva sarà la generazione Z, parliamo di circa 6 milioni di ragazzi e ragazze che sceglieranno i loro rappresentanti per la prima volta, corteggiati da tutti i leader in campagna elettorale. "Rappresentano circa l'8% dell'elettorato, divisi - secondo le nostre rilevazioni - tra il 50% per Kilcdaroglu, il 35-38% per Erdogan e il resto indeciso o astenuto", spiega Derya Komurcu, direttore della società di sondaggi Yoneylem Arastirma. "È una generazione non-ideologica, che vuole esprimersi liberamente ed è molto attentata alla meritocrazia". 

Defne e Ilgin indossano entrambe l'hijab, ma per loro non è un tema. "Le nostre famiglie sono conservatrici, e sinceramente nessuno pensa che Kilicdaroglu metta a rischio la nostra fede come dice il presidente. Qui parliamo di economia, di lavoro, degli investimenti nell'istruzione che mancano". 

La disoccupazione giovanile in Turchia è intorno al 20%, secondo i dati più recenti della Banca mondiale. L'inflazione ha colpito il potere d'acquisto dei genitori, e a farne le spese sono anche le ambizioni dei figli. "Molti giovani tra i 18 e i 29 anni non vedono prospettive di crescita in Turchia, il 75% si dice disposto a lasciare il Paese per costruire altrove la propria carriera", spiega Komurcu. Non è solo questione di soldi. "Erdogan ha limitato le nostre libertà, di manifestazione, di espressione, serve un cambiamento", dice Sultan, 29 anni, insegnate precaria, che invece voterà per Sinan Ogan, un terzo candidato indipendente. 

Dall'inizio della campagna elettorale Kilicdaroglu ha cercato di conquistare i giovani elettori. "Voglio che i nostri ragazzi possano criticarmi apertamente, che nessuno si ritrovi la polizia in casa per un tweet", ha detto in uno dei suoi ultimi comizi. Per molti, il leader dell'opposizione è anche l'unico che potrà riaprire ad Ankara le porte dell'Europa. Erdogan però non è rimasto a guardare. Il presidente gioca la carta della grande nazione turca, della corsa allo spazio e degli sviluppi tecnologici nell'industria della difesa per affascinare i tanti sensibili alle sirene nazionaliste. Ovgu ha 21 anni e studia ottica all'Università. Anche lei è al primo voto. "La mia famiglia ha sempre votato Erdogan, ma non mi considero una conservatrice e anche io sostengo il presidente", dice. "Ha fatto degli errori, ma è uno che parla di auto elettriche e satelliti, che guarda al futuro, solido, ha portato la Turchia a essere una nazione sviluppata e rispettata nel mondo. Saprà sistemare quello che non va".