Elezioni Turchia, ultimi comizi: Erdogan evoca la minaccia golpista. Kilicdaroglu: “Con noi libertà e giustizia”
dalla nostra inviata Gabriella ColarussoISTANBUL - La donna col chador si volta di scatto: "Cosa importa a voi italiani delle nostre elezioni? Erdogan vincerà!", sbuffa mentre cerca di farsi largo nella ressa di Bahcelievler, Istanbul europea, palazzoni e shopping mall.
"Io si, voglio rispondere alle domande!", avanza la ragazza dietro di lei: "Qui in questo gruppo siamo tutte casalinghe. Votiamo Erdogan perché è l'unico che pensa a noi e può guidare la Turchia".
ISTANBUL - La donna col chador si volta di scatto: "Cosa importa a voi italiani delle nostre elezioni? Erdogan vincerà!", sbuffa mentre cerca di farsi largo nella ressa di Bahcelievler, Istanbul europea, palazzoni e shopping mall.
"Io si, voglio rispondere alle domande!", avanza la ragazza dietro di lei: "Qui in questo gruppo siamo tutte casalinghe. Votiamo Erdogan perché è l'unico che pensa a noi e può guidare la Turchia".
Ci sarà un "prezzo pesante da pagare" se vince l'opposizione, "non permetteremo che la nostra società venga scossa da stili di vita pervertiti come quelli Lgbt. Non lasciate che vinca il caos", incalza.
Poche ore prima aveva consegnato al suo profilo twitter un messaggio ambiguo: "Quando è necessario, come durante la notte del 15 luglio, rivendichiamo la nostra indipendenza e il nostro futuro anche a costo della nostra vita", "non getteremo un'ombra sulla volontà della nazione e sulla nostra democrazia", aveva scritto evocando il colpo di stato fallito del 2016, gli scontri tra i militari golpisti e la popolazione scesa in strada.
Decisivi saranno ora le circa 11 milioni di casalinghe in gran parte fedeli all'Akp, i curdi e i giovani al primo voto, più di 5,2 milioni. È a loro che parla Kilicdaroglu nel suo comizio finale sotto la pioggia ad Ankara, una marea umana ad ascoltarlo. Tutti i leader della coalizione di opposizione si alternano sul palco: un governo collegiale contro l'uomo forte, è il messaggio.
Poche ore prima c'era stato lo scontro con la Russia, che Kilicdaroglu accusa di interferire nelle elezioni con fake news. Il Cremlino aveva risposto piccato: "Menzogne". Non un grande nuovo inizio tra due capitali amiche.
Ma se dovesse vincere Kilicdaroglu dovrà trovare un nuovo equilibrio legate come sono, la Russia e Turchia, da interessi di gas e di commercio. È un'altra delle grandi incognite di queste elezioni, incerte e decisive.