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Tank, obici, sistemi anti-aerei. La Germania accoglie Zelensky con aiuti militari da 2,7 miliardi

L'addestramento dei soldati ucraini all'utilizzo dei carri Leopard, in Germania (ansa)
Il presidente ucraino atteso domani a Berlino e Aquisgrana. Ad aspettarlo, la più grande fornitura di materiale bellico garantita fin qui dal governo tedesco. Ma i dissensi tra i due Paesi non si sono ancora del tutto appianati
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BERLINO - Per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa, Volodymyr Zelensky approda domani in Germania. Il presidente ucraino sarà accolto con tutti gli onori dal capo dello Stato Frank-Walter Steinmeier e dal cancelliere Olaf Scholz. Nel pomeriggio è atteso dal lato opposto del paese, ad Aquisgrana, dove gli sarà consegnato il prestigioso premio Carlo Magno, assegnato in passato a personalità che si sono distinte per il loro europeismo e il loro impegno civile come Papa Francesco, Angela Merkel, Emmanuel Macron o la dissidente bielorussa Svetlana Tychanovskaja. Il Karlspreis a Zelensky “e al popolo ucraino” va inteso, nelle parole del presidente del premio, Jürgen Linden, come “un atto di solidarietà” verso il paese martoriato dalla guerra di aggressione russa.

A poche ore dall’arrivo di Zelensky a Berlino, durante l’importante tappa romana, il governo Scholz ha annunciato il pi&ugrav…

BERLINO - Per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa, Volodymyr Zelensky approda domani in Germania. Il presidente ucraino sarà accolto con tutti gli onori dal capo dello Stato Frank-Walter Steinmeier e dal cancelliere Olaf Scholz. Nel pomeriggio è atteso dal lato opposto del paese, ad Aquisgrana, dove gli sarà consegnato il prestigioso premio Carlo Magno, assegnato in passato a personalità che si sono distinte per il loro europeismo e il loro impegno civile come Papa Francesco, Angela Merkel, Emmanuel Macron o la dissidente bielorussa Svetlana Tychanovskaja. Il Karlspreis a Zelensky “e al popolo ucraino” va inteso, nelle parole del presidente del premio, Jürgen Linden, come “un atto di solidarietà” verso il paese martoriato dalla guerra di aggressione russa.

A poche ore dall’arrivo di Zelensky a Berlino, durante l’importante tappa romana, il governo Scholz ha annunciato il più massiccio pacchetto di aiuti militari a Kiev dall’inizio della guerra. Una sorta di regalo di benvenuto che nelle intenzioni del cancelliere vuol testimoniare il convinto supporto di Berlino all’Ucraina. Il ministero della Difesa ha confermato un’anticipazione dello Spiegel che parla di 2,7 miliardi di euro di forniture belliche. Nel dettaglio, Berlino garantirà a Kiev altri 20 carri armati Marder e 30 Leopard 1, diciotto obici, quattro sistemi antiaerei Iri-T-SLM, dodici Iris-T-SLS, duecento droni di ricognizione, un centinaio di blindati e veicoli di trasporto, e munizioni.

Il ministro della Difesa, Boris Pistorius, ha sottolineato giovedì, durante una visita alle truppe della Bundeswehr, che la Germania “non deve nascondersi” sul piano del supporto militare a Kiev. Finora Berlino ha fornito quattro miliardi di euro di aiuti all’Ucraina: è tra i contribuenti più generosi. E a commento del nuovo, ingente pacchetto di forniture militari, Pistorius ha garantito all’Ucraina un sostegno “as long as it takes”, “finché sarà necessario”. Il consigliere di Zelensky, Mikhaylo Podolyak, ha accolto con favore la notizia del pacchetto tedesco da 2,7 miliardi: "Indica che la guerra andrà a buon fine, che la Federazione russa è destinata a perdere e a sedersi sulla panchina della vergogna storica, che Mosca non fa più paura a nessuno".

Ma quelli di domani non saranno incontri facili: tra Steinmeier e Zelensky erano volate scintille la scorsa primavera dopo che il presidente ucraino aveva cancellato all’ultimo minuto un invito a Kiev all’omologo tedesco. Steinmeier è stato spesso oggetto di critiche feroci in Ucraina perché considerato tra i principali architetti degli accordi di Minsk. Ma è anche vero che l’ex ministro degli Esteri è tra i pochissimi politici socialdemocratici ad aver chiesto scusa per gli errori commessi in passato con la Russia. Successivamente la visita di Steinmeier è stata recuperata e i due sono riusciti a chiudere l’incidente diplomatico.

Anche tra Scholz e Zelensky i rapporti non sono mai stati idilliaci: Kiev ha continuamente accusato il cancelliere di eccessiva riluttanza nel sostegno all’Ucraina. Stamane, alla vigilia della missione di Zelensky a Berlino, l’ex ambasciatore in Germania e viceministro degli Esteri ucraino Andrij Melnyk ha accusato Scholz di frenare sull’adesione del suo Paese alla Nato.

Europa tra guerra e pace

Ma anche nel Paese si registra un cambiamento d’umore. I tedeschi si sono sempre dichiarati solidali con l’Ucraina. E tuttavia un sondaggio recente testimonia anche che oltre la metà si augura ormai l’avvio di colloqui di pace. Un sentimento che si sta anche diffondendo tra le cancellerie, e non solo quelle occidentali. Gli americani stanno moltiplicando gli sforzi per favorire una soluzione del conflitto entro la fine dell’anno, e persino i cinesi si sono ufficialmente attivati per trovare una soluzione. 

L’Europa però sembra spaccata tra chi, come i polacchi, i baltici e i britannici, condivide la diffidenza ucraina verso Putin e le sue reali intenzioni di arrivare a una pace. E Paesi come la Francia e la Germania che condividono le preoccupazioni degli americani e vorrebbero un negoziato in tempi brevi. Un tema che planerà prevedibilmente sul tavolo dei colloqui di domani tra Zelensky e Scholz.