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Ucraina e stabilità dell'Indo-Pacifico al centro dell'agenda del G7 di Hiroshima

(reuters)
Una fitta agenda proposta dalla presidenza di turno giapponese vedrà i leader dei sette paesi più industrializzati affrontare i temi più caldi del momento: guerra, economia, clima, intelligenza artificiale, sicurezza alimentare e deterrenza nucleare
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"Non c’è posto migliore di Hiroshima per parlare di pace". Lo afferma una fonte informata giapponese a pochi giorni dall’inizio del G7 (19-21 maggio) che non a caso il premier Fumio Kishida ha voluto co-organizzare nella sua città natale, luogo simbolo degli orrori della guerra: devastata dalla bomba atomica americana sganciata dall’Enola Gay il 6 agosto 1945. E infatti una sessione sarà dedicata proprio al tema del disarmo nucleare, ovvero sul “come continuare la via della deterrenza”. Nella convinzione che bisogna proseguire in quella direzione con “sforzi pratici” e  “approccio realista” per ridurre o eliminare gli arsenali, o almeno quei materiali adatti ad aumentarne le potenzialità. Un obiettivo che non è ritenuto in contraddizione con il raddoppio appena annunciato del budget di Difesa del Giappone (passate dall’1 al 2 per cento del Pil) e l’acquisizione di missil…

"Non c’è posto migliore di Hiroshima per parlare di pace". Lo afferma una fonte informata giapponese a pochi giorni dall’inizio del G7 (19-21 maggio) che non a caso il premier Fumio Kishida ha voluto co-organizzare nella sua città natale, luogo simbolo degli orrori della guerra: devastata dalla bomba atomica americana sganciata dall’Enola Gay il 6 agosto 1945. E infatti una sessione sarà dedicata proprio al tema del disarmo nucleare, ovvero sul “come continuare la via della deterrenza”. Nella convinzione che bisogna proseguire in quella direzione con “sforzi pratici” e  “approccio realista” per ridurre o eliminare gli arsenali, o almeno quei materiali adatti ad aumentarne le potenzialità. Un obiettivo che non è ritenuto in contraddizione con il raddoppio appena annunciato del budget di Difesa del Giappone (passate dall’1 al 2 per cento del Pil) e l’acquisizione di missili a lungo raggio: "I paesi che ci circondano non s’impegnano nel dialogo e stanno aumentando anzi i loro arsenali. Il nostro obiettivo principale resta la pace ma vogliamo essere nelle condizioni di difenderci", ci spiega la fonte.

 

Al centro dell’agenda proposta dalla presidenza di turno giapponese c’è naturalmente la guerra in Ucraina (con Volodymyr Zelensky che parteciperà in videocollegamento) insieme alla questione della situazione nell’area Indo-Pacifico, questioni considerate “strettamente correlate”, anzi, “inseparabili”. L’auspicio è che il vertice s’impegni nella direzione di “fermo impegno a continuare a promuovere sanzioni contro la Russia” e si concluda con una dichiarazione finale dei leader che rinnovi “l’impegno alla protezione dell’ ordine internazionale basato sullo stato di diritto” e contenga pure “la ferma opposizione a qualunque tentativo di modificare lo status quo con la forza, con la coercizione economica o con la minaccia delle armi nucleari”. Il messaggio è che Taiwan non può e non deve diventare la prossima Ucraina. Nello Stretto di Taiwan, nota ancora la fonte “la Cina ha d’altronde già modificato lo status quo quando dopo la visita della speaker Nancy Pelosi ha superato più volte la linea madiana lungo lo stretto” ovvero quella demarcazione territoriale non ufficiale ma lungamente rispettata.

Altra priorità, anche questa correlata, sarà la questione che porta il nome di Sud Globale. Concetto meno generico di quel che sembra: i leader dei 7 paesi più industrializzati dovranno impegnarsi a dare risposte pure ai Paesi in via di sviluppo che soffrono più degli altri le grandi crisi di questo momento storico. In parte per colpa della guerra che ha aggravato la situazione della sicurezza alimentare e quella dell’energia. Ma anche a causa dei cambiamenti climatici .

Si parlerà poi di “sicurezza economica” da intendere come ridefinizione delle catene globali di distribuzione, ovvero ridurre la dipendenza dalla Cina. Una questione delicata che ogni paese vede con sfumature diverse, perché i contraccolpi potrebbero essere pesanti. E troverà spazio un dibattito inusuale, quello sull’uso delle Intelligenze Artificiali e dei nuovi strumenti capaci di creare e alterare testi, immagini, video il cui uso potrebbe presto diventare anche propagandistico.

A Hiroshima ci sarà certamente un bilaterale fra il primo ministro Kishida e la premier italiana Giorgia Meloni a cui si sta ancora lavorando dove si parlerà delle “positive prospettive di cooperazione in materia di difesa” aperte dall’accordo dello scorso dicembre tra Italia, Giappone e Regno Unito per lo sviluppo del nuovo aereo da combattimento Tempest. Ma anche di cooperazione cinematografica. Mentre la questione della scelta italiana sul se rinnovare o meno il memorandum d’intesa sulla Via della Seta siglato con la Cina nel 2019 non è in agenda “qualunque sia, sarà scelta legittima di un paese sovrano”: ma certo sono in molti ad aspettarsi che sia Hiroshima la sede dove l’Italia svelerà le sue intenzioni.