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Turchia, Erdogan: "Rispetterò il risultato delle elezioni"

Sostenitrici di Erdogan al comizio di venerdì a Istanbul (reuters)
Dichiarazioni più concilianti alla tv dopo le allusioni di venerdì mattina al fallito golpe del 2016. Domani il primo turno delle presidenziali
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ANKARA - "Proprio come siamo saliti al potere con il favore del nostro popolo e in modo democratico, se la nostra nazione deciderà di prendere una decisione diversa, faremo esattamente qualunque cosa sia necessaria per la democrazia e rispetteremo il risultato delle urne". Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un'intervista con i principali media turchi. "Io credo nella mia nazione, e chi non rispetta il risultato delle urne non ha nemmeno rispetto per la nazione. È dovere dell'individuo che ha rispetto per la democrazia rispettare il governo legittimo e il parlamento del Paese durante il suo mandato".

La dichiarazione del presidente, che i sondaggi alla vigilia del voto di domenica vedono impegnato in un difficile tentativo di fermare l'avanzata del suo principale rivale Kemal Kilicdaroglu, arrivano dopo che nella giornata di venerdì i toni erano stati molto meno concilianti. "Quando è necessar…

ANKARA - "Proprio come siamo saliti al potere con il favore del nostro popolo e in modo democratico, se la nostra nazione deciderà di prendere una decisione diversa, faremo esattamente qualunque cosa sia necessaria per la democrazia e rispetteremo il risultato delle urne". Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un'intervista con i principali media turchi. "Io credo nella mia nazione, e chi non rispetta il risultato delle urne non ha nemmeno rispetto per la nazione. È dovere dell'individuo che ha rispetto per la democrazia rispettare il governo legittimo e il parlamento del Paese durante il suo mandato".

La dichiarazione del presidente, che i sondaggi alla vigilia del voto di domenica vedono impegnato in un difficile tentativo di fermare l'avanzata del suo principale rivale Kemal Kilicdaroglu, arrivano dopo che nella giornata di venerdì i toni erano stati molto meno concilianti. "Quando è necessario, come durante la notte del 15 luglio, rivendichiamo la nostra indipendenza e il nostro futuro anche a costo della nostra vita", "non getteremo un'ombra sulla volontà della nazione e sulla nostra democrazia", aveva scritto infatti venerdì sul suo profilo Twitter evocando il colpo di stato fallito del 2016, gli scontri tra i militari golpisti e la popolazione scesa in strada.

E sempre ieri, chiudendo il suo ultimo comizio a Istanbul, il presidente turco così si era rivolto alla folla dei suoi sostenitori: "Portate i vostri cari a votare, lasciate che l'opposizione anneghi nel suo fango, noi continueremo a servire la nostra grande nazione".

I sondaggi danno al suo sfidante, Kemal Kiliçdaroglu un leggero vantaggio, ma non sufficiente - pare - per vincere al primo turno. Nell'ultimo anno, Erdogan ha visto la sua popolarità sgonfiarsi a causa della crisi economica, ma in campagna elettorale ha recuperato come sa fare, giocando in attacco.