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L'analista Bortnik: "Due obiettivi visibili e uno segreto. Ecco cosa vuole ottenere Zelensky dal Papa"

(ansa)
Secondo il noto politologo, direttore dell’Istituto ucraino di politica, “la missione cinese serve a ritardare l’avvio della controffensiva e a regalare a Pechino un’immagine da promotore di pace”
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KIEV - La missione del presidente Zelensky a Roma e a Città del Vaticano, e la missione cinese in Europa e nelle due capitali in guerra, sembrano l’ultima chance di fermare in extremis una carneficina che sarà l’unico esito certo della imminente controffensiva ucraina. Ruslan Bortnik è un noto politologo, direttore dell'Istituto ucraino di politica: gli abbiamo chiesto di spiegarci cosa sta succedendo e quali margini ci sono per una reale alternativa alle bombe.

Per quale ragione il presidente Zelensky ha deciso di incontrare papa Francesco?

“Penso abbia due obiettivi molto visibili e, forse, uno nascosto. Il primo obiettivo visibile è convincere il Papa a sostenere la posizione ucraina sul conflitto, cioè la proposta di pace in dieci punti di Zelensky. La posizione pubblica assunta dal Papa nel recente passato ha creato molti problemi per Zelensky e per l'Ucraina: ha chiesto un negoziato di pace prima della controff…

KIEV - La missione del presidente Zelensky a Roma e a Città del Vaticano, e la missione cinese in Europa e nelle due capitali in guerra, sembrano l’ultima chance di fermare in extremis una carneficina che sarà l’unico esito certo della imminente controffensiva ucraina. Ruslan Bortnik è un noto politologo, direttore dell'Istituto ucraino di politica: gli abbiamo chiesto di spiegarci cosa sta succedendo e quali margini ci sono per una reale alternativa alle bombe.

Per quale ragione il presidente Zelensky ha deciso di incontrare papa Francesco?

“Penso abbia due obiettivi molto visibili e, forse, uno nascosto. Il primo obiettivo visibile è convincere il Papa a sostenere la posizione ucraina sul conflitto, cioè la proposta di pace in dieci punti di Zelensky. La posizione pubblica assunta dal Papa nel recente passato ha creato molti problemi per Zelensky e per l'Ucraina: ha chiesto un negoziato di pace prima della controffensiva, ha preso una posizione pubblica molto pacifista che era contraria alla posizione ucraina e statunitense il cui argomento principale è che dobbiamo continuare questa guerra fino alla completa sconfitta della Russia”.

Il Papa fa il Papa, crede forse che Zelensky voglia convincerlo a esprimersi a favore della guerra?

“Cercherà di convincere il Papa ad appoggiare il piano di pace ucraino, e gli chiederà di ammorbidire le sue critiche al proseguimento della guerra. Di rendere queste sue dichiarazioni più morbide, più compatibili con la posizione ucraina perché questa sua linea crea molti problemi a Kiev a causa dell'altissima influenza del Papa nei Paesi cattolici, in Europa e soprattutto in America Latina”.

Qual è invece il secondo obiettivo visibile a cui accennava?

“E’ la cosiddetta missione di pace del Vaticano. E’ stata annunciata poche settimane fa e l'Ucraina non l’ha ancora riconosciuta”.

Perché pensa ci sia anche un obiettivo nascosto?

“Perché questi due obiettivi visibili non sarebbero sufficienti a spiegare la visita di Zelensky, che finora ha selezionato poche missioni: non penso che il piano di pace e l’influenza del Papa in America Latina siano sufficienti. Ma il Papa ha chiari collegamenti diretti con la Russia attraverso il patriarca Kirill e la chiesa ortodossa russa, e ci sono stati molti incontri: attraverso questi contatti il Papa può trasferire messaggi o segnali provenienti da Mosca a Zelensky, e anche da Zelensky a Mosca. A differenza dei leader di Pechino o Ankara, il Papa non ha interessi economici in campo, e questo gli dà una possibilità che gli altri mediatori non hanno”.

A proposito di Cina, che obiettivi concreti può avere in questa nuova missione?

“I 12 principi sostenuti dalla Cina sulla guerra sono una posizione, non una proposta. E ovviamente non sono un piano di pace. Sembra però che la delegazione cinese stia cercando di convertire questa posizione in una sorta di proposta, attraverso questa visita. La Cina sta cercando di mostrare la sua influenza geopolitica, incontrerà i leader europei e tutto il mondo vedrà la sua volontà di pace e il suo lavoro per la pace: sarà un aspetto molto importante del posizionamento internazionale cinese. La missione cinese sarà in Ucraina, Russia, Germania, Francia e Polonia, e questa tappa in Polonia è molto interessante. L’intera missione è uno strumento per congelare la controffensiva ucraina. Se non è ancora iniziata, non è solo per l'assenza di armi, mezzi corazzati, proiettili e così via, ma proprio per la missione cinese: se Zelensky avviasse la controffensiva proprio ora, ne vanificherebbe l'obiettivo non lasciando spazio per alcun negoziato prima che la controffensiva ucraina sia terminata. Per questo inizierà solo dopo la conclusione della missione cinese: la Cina è molto importante per l'Ucraina e Kiev vuole salvare la buona amicizia”.

Una missione d’immagine e per prendere tempo, insomma?

“La Cina si sta facendo una buona reputazione. Si descriverà e si posizionerà come un preminente attore di pace nel mondo, ma io non penso creda davvero che un accordo di pace su vasta scala sia possibile in questi giorni. Sta cercando di far crescere la sua influenza geopolitica e di sottolineare la debolezza degli Stati Uniti, che in questo momento sono impossibilitati o non sono interessati a passi di questo tipo. Tentativi di pace che sono molto popolari in tutto il mondo, adesso”.

La posizione ucraina in dieci punti per la pace prevede condizioni molto difficili, come il completo ritiro delle forze russe. Prevede possa cambiare, in futuro?

“Il governo e il presidente non scenderanno a compromessi con la Russia. La formula ucraina è "siamo per la pace ma siamo contrari al compromesso", il che rende la pace molto difficile in questo momento. Ma in futuro, ovviamente, questa posizione potrebbe cambiare: tutto dipenderà dal successo o meno della controffensiva ucraina. Se non avrà successo, o non avrà successo come l'Ucraina si aspetta, queste posizioni e questo piano in 10 passi possono essere modificati o potranno accettare compromessi. La posizione ucraina potrebbe cambiare, inoltre, se i principali alleati, Stati Uniti e Gran Bretagna, mostrassero un sostegno a un vero negoziato di pace e a una sorta di compromesso con la Russia. E probabilmente cambierà dopo le elezioni negli Stati Uniti nel 2024”.