KIEV - Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, il despota considerato il fantoccio di Vladimir Putin di cui è un fedele alleato, è misteriosamente scomparso dalla scena pubblica cinque giorni fa: secondo i giornali bielorussi avrebbe "contratto un virus" che avrebbe colpito anche altri membri del suo staff, ed è stato visto il suo corteo raggiungere l'ospedale presidenziale. Qualcuno sospetta che sia stato avvelenato, altri già lo danno per morto. Certamente ha saltato una serie di appuntamenti formali, assenze inedite che accoppiate a indizi di malessere emersi nelle sue ultime apparizioni pubbliche stanno creando una montagna di ipotesi sulle sue reali condizioni di salute.
L'incertezza finisce per generare anche ipotesi estreme: che sia "molto grave" o addirittura "già morto". E sono già partite congetture sui social e tra i suoi oppositori sulle conseguenze politiche della morte dell'autocrate che ha consentito a Putin di usare il suo paese come base logistica per l'attacco in Ucraina, anche se fino a oggi i soldati bielorussi non sono entrati in guerra con i vicini del sud con i quali esistono legami strettissimi.
I primi segnali che qualcosa non andasse nel verso giusto con la salute di Lukashenko sono comparsi il 5 maggio, scrivono i media bielorussi: i giornalisti hanno notato che era "rauco" durante una premiazione ufficiale, un elemento che ora assumono come significativo nell'ipotesi che si tratti di una forma grave di "influenza". Perché dopo giorni di assenza da eventi pubblici e di speculazioni su quale fine avesse fatto, oggi il media bielorusso "Nasha Niva" fornisce questa versione: "Alexander Lukashenko non si è presentato alle celebrazioni della Giornata della bandiera, dello stemma e dell'inno", e al suo posto c'era "il primo ministro Roman Golovchenko. Ieri sera il suo corteo di auto è stato per due ore nell'ospedale speciale presidenziale di Zhdanovichi, vicino a Minsk. Nei circoli della nomenclatura credono che Lukashenko abbia contratto un virus, perché molte altre persone vicine a lui si sono ammalate contemporaneamente".
"Per quanto ho capito, è qualcosa di virale", ha detto ai media un interlocutore vicino al servizio di protocollo di Lukashenko: "Se è l'influenza potrebbero esserci complicazioni, se non viene curata adeguatamente". Ma queste spiegazioni non hanno silenziato le polemiche né hanno chiarito il mistero. Anzi. Quando è rientrato dalla sua visita a Mosca per le celebrazioni della Giornata della Vittoria, il 9 maggio alla parata sulla piazza Rossa, Lukashenko "sembrava malaticcio, si erano diffuse voci sul suo stato di salute". "I media bielorussi - scrive il giornale ucraino Tch - riferiscono che durante la parata a Mosca il dittatore aveva una mano fasciata. Inoltre, non ha partecipato a una colazione e a un pranzo informali con altri leader dei paesi della Csi", la Comunità degli Stati indipendenti dell'Asia centrale.
Il politologo e dissidente bielorusso Dmitry Bolkunets, coorganizzatore del Forum delle forze democratiche bielorusse, ha avanzato pubblicamente l'ipotesi che Lukashenko "sia stato avvelenato", dopo averlo visto "in evidente difficoltà chiedere a Putin di aiutarlo durante la parata. Non riusciva nemmeno a camminargli accanto". E il fatto che alla celebrazione annuale del giorno della bandiera, dello stemma e dell'inno sia stato il primo ministro Roman Golovchenko a leggere il discorso al posto suo sarebbe una conferma che "le sue condizioni di salute si stanno aggravando". Per Jason Jay Smart, un seguito giornalista del Kiyv Post con base a Kiev, vuole già dire altro: "È la Cremlinologia di stampo sovietico che cerca di capire cosa significano tutti questi segni: sempre più spesso penso che Lukashenko potrebbe essere morto".
Lo stesso Smart ha poi pubblicato il tracciato dell'aereo russo che aveva accompagnato Putin in Kazakhstan diretto a Minsk: "Ieri alle 12:53 - ha twittato oggi - un jet privato Dassault Falcon 7X russo numero di registrazione RA-09090 è arrivato a Minsk. Questo volo speciale trasporta alti funzionari, forze di sicurezza o scorte. Nel 2022 è stato inviato al Consiglio intergovernativo eurasiatico a Minsk, ma Putin non c'era: c'erano il primo ministro Mishustin e il portavoce Volodin. E' difficile dire chi ci abbia volato adesso. L'aereo è rimasto a Minsk per meno di un giorno ed è partito oggi alle 10:58. In Bielorussia forse c'è il cadavere di un dittatore?".
Ma nei giorni scorsi in Ucraina c'era un altro giallo che catturava molto interesse sui social, quello della temporanea "sparizione" dalla scena del generale che guida le forze armate, Valery Zaluzhny. Sui media russi impazzava la teoria che fosse stato ucciso durante un sopralluogo a Chasiv Jar. Altri sostenevano che fosse stato messo da parte brutalmente dal presidente Zelensky, per divergenze sulla difesa di Bakhmut. E mentre i social pompavano teorie e conseguenze possibili, profilavano scenari e convenivano o smentivano le varie tesi e spiegazioni, ecco Zaluzhny riapparire come nulla a un matrimonio, e poi eccolo rispondere a un'intervista. Nulla di più probabile che lo stesso accada, presto, anche con il leader bielorusso. Ma le banali influenze, nella storia sovietica, non sempre guariscono.