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Zelensky a Berlino ringrazia la Germania. Scholz: "Sostegno finché necessario". Il leader ucraino: "Abbiamo bisogno di jet"

Massima sicurezza per la giornata tedesca del presidente ucraino. Tentativi di disgelo ma restano da affrontare i temi difficili, tra i quali c'è soprattutto quello dei caccia che Kiev chiede da tempo ma che Berlino non vuole fornire
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BERLINO - Ieri il cielo di Berlino era tagliato dal rumore assillante degli elicotteri che sorvolavano il quartiere governativo, stamane sui tetti dell'immensa cancelleria si scorgono i tiratori scelti delle forze speciali. Intorno alla "lavatrice", come la chiamano i berlinesi, la polizia ha totalmente blindato la Sprea: il centro di Berlino è inaccessibile. Per la sua prima visita in Germania, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky può contare sulla massima protezione degli apparati di sicurezza tedeschi. Tanto che il suo aereo è arrivato da Roma nel cuore della notte, scortato da due jet da combattimento Eurofighter. Dall'aeroporto di Berlino, Zelensky è stato portato a mezzanotte e mezza in elicottero al Bendlerbock, il mitico edificio dove Stauffenberg e i congiurati dell'"Operazione Valchiria" tentarono nel 1944 di uccidere Adolf Hitler e che ospita oggi la seconda sede del ministero della Difesa. 

In quei m…

BERLINO - Ieri il cielo di Berlino era tagliato dal rumore assillante degli elicotteri che sorvolavano il quartiere governativo, stamane sui tetti dell'immensa cancelleria si scorgono i tiratori scelti delle forze speciali. Intorno alla "lavatrice", come la chiamano i berlinesi, la polizia ha totalmente blindato la Sprea: il centro di Berlino è inaccessibile. Per la sua prima visita in Germania, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky può contare sulla massima protezione degli apparati di sicurezza tedeschi. Tanto che il suo aereo è arrivato da Roma nel cuore della notte, scortato da due jet da combattimento Eurofighter. Dall'aeroporto di Berlino, Zelensky è stato portato a mezzanotte e mezza in elicottero al Bendlerbock, il mitico edificio dove Stauffenberg e i congiurati dell'"Operazione Valchiria" tentarono nel 1944 di uccidere Adolf Hitler e che ospita oggi la seconda sede del ministero della Difesa. 

In quei minuti, Zelensky ha twittato: "Sono già a Berlino. Armi. Pacchetto potente. Difesa aerea. Ricostruzione. Ue. Nato. Sicurezza". Un ringraziamento per il massiccio piano di aiuti militari da 2,7 miliardi di euro annunciato ieri dal governo Scholz - la Germania continua ad essere il secondo più generoso contribuente dell'Ucraina. Ma anche un anticipo dei temi sul tavolo con i suoi interlocutori tedeschi: la ricostruzione dell'Ucraina, l'adesione alla Ue e alla Nato, la sicurezza.

"La Germania sosterrà l'Ucraina finché sarà necessario". Nella conferenza stampa congiunta, dopo oltre un'ora di colloquio, Olaf Scholz lo ripete due volte. E Volodomyr Zelensky ringrazia Berlino per aver fornito "gli aiuti maggiori dopo gli Stati Uniti". Ma nonostante il vistoso tentativo di disgelo, è chiaro che ci sono ancora argomenti difficili che i due hanno affrontato e affronteranno durante la visita del presidente ucraino in Germania. Uno è sicuramente i jet da combattimento che Kiev chiede da tempo e che la Germania ha ripetuto in passato di non voler fornire. Stavolta Scholz è riuscito a evitare l'argomento in conferenza stampa perché  "ne parleremo nella seconda parte del nostro colloquio", come ha sottolineato Zelensky. Che tuttavia ha aggiunto: "Stiamo costruendo una coalizione dei jet da combattimento. E penso che mi rivolgerò anche ai tedeschi perché ci sostengano in questo". 

Anche i numerosi sforzi per un percorso di pace sono stati affrontati da Scholz e Zelensky. Il presidente ucraino ha detto che "contiamo che la guerra finirà entro la fine dell'anno". Ma a chi gli chiedeva se le truppe ucraine attaccheranno territorio russo, Zelensky ha risposto che "noi non attacchiamo territorio russo. Noi prepariamo una controffensiva per liberare i nostri territori illegittimamente occupati". Senza dirlo esplicitamente, senza rispondere alla domanda su un eventuale attacco alla Crimea, il presidente ucraino sembra aver risposto che la riconquista della penisola farà parte della controffensiva. Scholz si è limitato a puntualizzare che "noi forniamo armi perché l'Ucraina riconquisti il suo territorio".

Sulle numerose iniziative ormai in campo per attivare un negoziato che porti alla soluzione del conflitto, Scholz ha sostenuto che "l'Ucraina è pronta alla pace ma non può voler dire che si congeli la guerra". Insomma, la premessa per un dialogo con Putin è che "ritiri le truppe" dall'Ucraina. "Senza ritiro delle truppe", un negoziato "non può funzionare". Il cancelliere ha ricordato "l'imperialismo" di Putin che implica che "Bielorussia e Ucraina facciano parte della Russia". Scholz ha anche voluto sottolineare, dopo le tensioni dell'ultimo anno, che "i rapporti tra Germania e Ucraina sono molto buoni" e che oltre agli aiuti finanziari e militari, c'è "l'aiuto di tanti tedeschi che hanno accolto un milione di profughi ucraini" nel Paese. Un vero e proprio "movimento civile", ha aggiunto. Sui piani di pace, Zelensky ha detto "siamo pronti ad ascoltare piani di pace, ma basati sulle nostre proposte". 

Una curiosità: per le sue tappe tedesche, Zelensky indossa una felpa nera con la scritta "United24". Si tratta di una piattaforma attivata a maggio dell'anno scorso per sostenere l'Ucraina e che ha già raccolto 311 milioni di euro da oltre cento Paesi.

Zelensky con la felpa United24 (ansa)
Poco dopo le otto di stamane, il presidente ucraino era stato già accolto dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier a Schloss Bellevue. Nel libro degli ospiti, il presidente ucraino ha scritto in inglese che "nei tempi più difficili della storia moderna dell'Ucraina, la Germania si è rivelata un vero amico e alleato, che si schiera in modo deciso al fianco del popolo ucraino della battaglia per la difesa della libertà e dei valori democratici". Zelensky si è detto "convinto che vinceremo insieme e che riporteremo la pace in Europa" e ha ringraziato personalmente Steinmeier per il sostegno a Kiev. 

Zelensky proseguirà il suo viaggio in Germania in direzione ovest: alle 15,30 è atteso ad Aquisgrana per il premio Carlo Magno. Dopo che la notizia era trapelata la scorsa settimana, Kiev aveva reagito in modo irritato, temendo problemi per la sicurezza del presidente ucraino. Da allora nessuno ha confermato se ritirerà il premio personalmente o se apparirà in video alla cerimonia. Fino alla conferenza stampa di pochi minuti fa, quando Scholz si è detto felice che Zelensky volerà ad Aquisgrana per accogliere personalmente il Karlspreis.