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Con le mamme e i bimbi nel rifugio di El Paso: “Trump ci separava”

Centro di accoglienza della Sacred Heart Church, parrocchia cattolica di El Paso, Texas
Foto Paolo Mastrolilli 

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Il racconto. Finiti i respingimenti per il Covid, i centri di accoglienza in Texas funzionano: “Con Biden trattamenti più umani”
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EL PASO  - Ivana è impegnatissima a giocare con i suoi amici. Stanno colorando un album di Topolino intitolato "Mess Free", che pare un messaggio subliminale data la situazione. Potere dei bambini, che parafrasando Graham Greene riescono sempre a diventare gli esseri umani non dannati che mettono Dio sulla bocca degli uomini. Sua madre Francis la guarda e sorride: "Ha quattro anni, non capisco dove trovi tanta forza. Siamo scappate insieme dal Venezuela, e per arrivare fino qui abbiamo attraversato a piedi o in bus la Colombia, il terribile sentiero nella giungla del Darien Gap per andare a Panama, la Costa Rica e l'America centrale, fino al Messico. Abbiamo guadato il Rio Bravo con io che la tenevo in braccio, e adesso siamo qui ad aspettare l'appuntamento per finalizzare l'asilo negli Stati Uniti. Però lei gioca felice con altri bambini nelle sue stesse condizioni", e mentre lo dice gli occhi di Francis diventano umidi di lacrime.

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EL PASO  - Ivana è impegnatissima a giocare con i suoi amici. Stanno colorando un album di Topolino intitolato "Mess Free", che pare un messaggio subliminale data la situazione. Potere dei bambini, che parafrasando Graham Greene riescono sempre a diventare gli esseri umani non dannati che mettono Dio sulla bocca degli uomini. Sua madre Francis la guarda e sorride: "Ha quattro anni, non capisco dove trovi tanta forza. Siamo scappate insieme dal Venezuela, e per arrivare fino qui abbiamo attraversato a piedi o in bus la Colombia, il terribile sentiero nella giungla del Darien Gap per andare a Panama, la Costa Rica e l'America centrale, fino al Messico. Abbiamo guadato il Rio Bravo con io che la tenevo in braccio, e adesso siamo qui ad aspettare l'appuntamento per finalizzare l'asilo negli Stati Uniti. Però lei gioca felice con altri bambini nelle sue stesse condizioni", e mentre lo dice gli occhi di Francis diventano umidi di lacrime.

Questa conversazione avviene nel centro di accoglienza della Sacred Heart Church, parrocchia cattolica di El Paso, Texas, a pochi passi dal confine col Messico e dal centro dove la Customs and Border Protection processa le domande di asilo dei migranti. La dimostrazione di come siano cambiate le cose rispetto all'amministrazione Trump, quando i bambini venivano separati dai genitori. Impossibile dimenticare i video in cui piangevano dentro alle gabbie. "Qui - spiega il parroco Rafael Garcia - sono arrivati circa duemila migranti, martedì scorso. Nel centro diamo rifugio soprattutto alle madri con i figli, mentre i padri restano fuori a dormire per strada". Amelia Lopez, la cuoca, sorride soddisfatta: "Abbiamo appena finito di cucinare per 150 persone. Sono orgogliosa di aiutarle, io ero una di loro". 

Centro di accoglienza della Sacred Heart Church, parrocchia cattolica di El Paso, Texas
Foto Paolo Mastrolilli 
Lo "shelter" è una palestra, riadattata con l'aiuto della Croce Rossa. Materassini e coperte a terra, cucina, bagni discretamente puliti, e un tavolo per la distribuzione di vestiti e generi di prima necessità. Su una lavagna le parole indispensabili a sopravvivere: "Hola = Hello. Buenosdias = Good morning. Come estas? = How are you?". C'è stato un caso di varicella, qualche giorno fa, ma per il resto niente emergenze sanitarie.

Centro di accoglienza della Sacred Heart Church, parrocchia cattolica di El Paso, Texas
Foto Paolo Mastrolilli 
L'agente Greer della polizia di El Paso rivela che "gli arrivi sono diminuiti da quando è scaduto il Title 42", ossia la norma voluta da Trump per sfruttare l'epidemia di Covid allo scopo di cacciare i migranti più velocemente. "Non possiamo prevedere cosa accadrà nei prossimi giorni - continua Greer - ma c'è un motivo per la riduzione degli illegali". A spiegarlo ci pensa Josh Majkel, ventenne scappato dal regime di Maduro: "L'amministrazione Biden ha un programma che offre 30.000 permessi di immigrazione al mese per chi viene da quattro Paesi con regimi persecutori, Venezuela, Cuba, Nicaragua e Haiti. Quindi tutti scappano". A questo si è aggiunta la scadenza del Title 42, che ha creato un'altra urgenza: "Quella norma era dura, ma se ti beccavano e venivi espulso non c'erano conseguenze. Ora invece se ti prendono che entri illegalmente ti vietano di provare a rientrare per cinque anni. Allora c'è stata la corsa per attraversare il confine prima delle nuove regole".

Come confessa di aver fatto Carmen, venuta con la figlia Hortensia dall'Honduras: "Abbiamo viaggiato due mesi, scappando da casa perché il Paese è in mano alle gang criminali. L'obiettivo era entrare prima che cambiassero le norme, per non correre il rischio di essere bandite per cinque anni. Ora però ho fatto la domanda di asilo, e ho fede in Dio che verrà accettata". Altri, come Carolina Rodriguez, hanno scelto una strategia diversa: "Abbiamo sentito che le famiglie con bambini si consegnavano alla polizia, e abbiamo deciso di farlo anche noi". Ora sta con i cinque figli, dai 2 ai 15 anni, nel centro della Sacred Heart Church, aspettando l'appuntamento per chiedere asilo. La terza tipologia è Francis, che invece aveva presentato la domanda prima di arrivare e quindi riceverà i documenti per restare in America: "Sto qui perché non ho i soldi per muovermi, però ho parenti a Chicago e spero di raggiungerli appena potrò comprare il biglietto del bus". 

Sentire queste storie fa capire perché l'emergenza non finirà mai. Noi giornalisti ce ne accorgiamo solo quando scoppia qualche crisi, mentre i politici, davanti alla possibilità di risolvere i problemi o sfruttarli per fare facile propaganda, scelgono sempre la propaganda. Ma i migranti che scappano con queste motivazioni non si fermano per un muro più alto o regole più dure. Magari variano i flussi, però non smettono. Invece bisognerebbe lavorare sui paesi da dove fuggono, per renderli più vivibili, e sulla fame di lavoro a basso costo che li attira negli Usa. Ma richiederebbe un approccio onesto e molto lavoro difficile. Nell'attesa Ivana gioca felice, per fortuna ignara del mondo fuori da qui.