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Cosa intendono Zelensky e Sunak quando parlano di “una coalizione internazionale per fornire jet” a Kiev

I due leader oggi si sono incontrati a Chequers e hanno rilanciato l’idea di caccia F16 agli ucraini. Ci sono incognite e resistenze in Occidente, anche a Londra. Ma una base di negoziati c’è: ecco quale
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LONDRA - Che cosa intendono Rishi Sunak e Volodymyr Zelensky quando parlano di “coalizione internazionale per fornire jet all’Ucraina”? I due hanno reiterato questo auspicio a Chequers, la residenza di campagna del primo ministro britannico, che oggi ha accolto il presidente ucraino in visita nel Regno Unito dopo il suo recente tour in Europa, Italia inclusa. 

È dunque imminente una fornitura di caccia a Kiev? Secondo Volodymyr Zelensky, sì: “Siamo ancora lavorando sui jet, ma siamo vicini all’obiettivo, presto avrete novità”, ha detto il presidente ucraino prima di lasciare l’Inghilterra su un elicottero Chinook della Raf. 

In realtà le cose sono più complesse. Il presidente ucraino sta da tempo spingendo per i caccia, oltre ad essersi assicurato droni a lungo raggio da Londra dopo i missili a lunga gittata Storm Shadow. Oggi Sunak ha confermato i negoziati anche sui caccia olt…

LONDRA - Che cosa intendono Rishi Sunak e Volodymyr Zelensky quando parlano di “coalizione internazionale per fornire jet all’Ucraina”? I due hanno reiterato questo auspicio a Chequers, la residenza di campagna del primo ministro britannico, che oggi ha accolto il presidente ucraino in visita nel Regno Unito dopo il suo recente tour in Europa, Italia inclusa. 

È dunque imminente una fornitura di caccia a Kiev? Secondo Volodymyr Zelensky, sì: “Siamo ancora lavorando sui jet, ma siamo vicini all’obiettivo, presto avrete novità”, ha detto il presidente ucraino prima di lasciare l’Inghilterra su un elicottero Chinook della Raf. 

In realtà le cose sono più complesse. Il presidente ucraino sta da tempo spingendo per i caccia, oltre ad essersi assicurato droni a lungo raggio da Londra dopo i missili a lunga gittata Storm Shadow. Oggi Sunak ha confermato i negoziati anche sui caccia oltre al fatto che l’addestramento dei piloti ucraini per i jet F12 partirà questa estate, in teoria per avere l’Aeronautica formata per quando la guerra sarà finita, in pratica per ogni evenienza nel futuro più immediato. Tuttavia, il leader britannico ha poi sottolineato: “La fornitura di caccia non è però automatica”.

Anzi. Il portavoce di Downing Street oggi ha confermato che, almeno al momento, “Londra non fornirà aerei”, anche se addestrerà gli ucraini a guidarli. Sul tema, negli ultimi tempi, ci sono state divergenze nel governo britannico: per esempio, durante la visita precedente di Zelensky a Londra lo scorso febbraio, Sunak annunciò pubblicamente la volontà di fornire jet a Kiev per poi essere smentito lo stesso giorno dal suo ministro della Difesa, Ben Wallace, che in un’intervista a Repubblica cassò un simile impegno britannico, anzi sottolineando come la fornitura di jet non fosse una priorità militare per Kiev, soprattutto in ottica “controffensiva di primavera”, anche perché si tratta di processi lunghi e complessi.

Downing Street smentisce crepe nel governo, ma un’ulteriore discrepanza tra annunci e fatti concreti sta nel fatto che la britannica Raf “non possiede F16” continua Downing Street, “mentre gli ucraini hanno scelto invece di voler essere addestrati su questo tipo di aerei”. La ragione è semplice: seppur non all’avanguardia, gli F16 sono gli aerei più versatili e realisticamente di più facile ottenimento e utilizzo, nel contesto attuale. 

Gli americani, tramite la Lockheed Martin che li produce, sono stati sempre piuttosto restii a fornire jet a Kiev per timori di possibili escalation. Tuttavia, altri Paesi europei possiedono F16 nel loro arsenale di Difesa, come la Danimarca, l’Olanda, la Norvegia e il Belgio. Non l’Italia che li ha sostituiti qualche anno fa.

Proprio Danimarca, Norvegia e Olanda potrebbero essere la base dei negoziati per la fornitura internazionale di F16 di cui parlano Sunak e Zelensky. Perché i tre Paesi fanno parte della Joint Expeditionary Force, una alleanza difensiva parallela alla Nato e lanciata proprio dal Regno Unito nel 2014, i cui summit negli ultimi tempi sono stati sempre più frequenti. 

Se mai dovessero essere consegnati caccia da combattimento F16 a Kiev, i primi Paesi a farlo potrebbero essere proprio loro. Ma certo dovrà esserci un’approvazione più ampia, in primis dagli Stati Uniti, affinché non ci siano crepe e divergenze in seno al blocco occidentale. Da qui deriva la posizione interlocutoria del Regno Unito, il massimo alleato di Kiev in Europa, ma che allo stesso tempo non vuole forzare la mano con Washington e nemmeno con altri alleati occidentali, nonostante il pressing di Zelensky.