Omicidi eccellenti in Russia, le ammissioni di Budanov, capo degli 007 di Kiev
dal nostro inviato Paolo BreraKIEV - Un'altra mezza ammissione: giorno dopo giorno i servizi ucraini fanno un passo avanti nell'assumersi la responsabilità degli attentati ai propagandisti russi. L'ultimo lo ha fatto ieri il maggiore generale Kyrylo Budanov - capo del Gur, l'intelligence militare - in una videointervista con il giornalista ucraino Valery Savchuk per il canale YouTube "Gente diversa". Alla domanda se "potremo raggiungere il disgustoso Solovyov, Dugin e Simonyan", cioè colpire altri odiati propagandisti russi, ancora una volta Budanov non nega, e anzi sembra quasi firmare la serie di attacchi a filosofi, scrittori e giornalisti nazionalisti russi: "Diciamo cosi, abbiamo già raggiunto molte persone... ci sono i casi dei media pubblici che sono diventati dominio pubblico, come si dice". Una frase sibillina, ma il giornalista insiste: lo scrittore Zachar Prilepin "rientra in questi casi?". "Se inizi a parlare di individui…
KIEV - Un'altra mezza ammissione: giorno dopo giorno i servizi ucraini fanno un passo avanti nell'assumersi la responsabilità degli attentati ai propagandisti russi. L'ultimo lo ha fatto ieri il maggiore generale Kyrylo Budanov - capo del Gur, l'intelligence militare - in una videointervista con il giornalista ucraino Valery Savchuk per il canale YouTube "Gente diversa". Alla domanda se "potremo raggiungere il disgustoso Solovyov, Dugin e Simonyan", cioè colpire altri odiati propagandisti russi, ancora una volta Budanov non nega, e anzi sembra quasi firmare la serie di attacchi a filosofi, scrittori e giornalisti nazionalisti russi: "Diciamo cosi, abbiamo già raggiunto molte persone... ci sono i casi dei media pubblici che sono diventati dominio pubblico, come si dice". Una frase sibillina, ma il giornalista insiste: lo scrittore Zachar Prilepin "rientra in questi casi?". "Se inizi a parlare di individui specifici, allora devo rispondere nello stesso modo in cui risponde classicamente qualsiasi Servizio segreto del mondo: non possiamo confermare né smentire".
La traduzione dall'ucraino sui canali Telegram e sui media russi traforma la risposta di Budanov in nitida, gelida, tagliente: "Ne abbiamo raggiunti già molti, comprese personalità pubbliche e dei media", avrebbe detto ammettendo esplicitamente gli attacchi ai giornalisti russi, cioè un crimine contro civili.
La portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zacharova, salta in carrozza: "Sono terroristi. E coloro che giustificano il regime di Kiev e lo sponsorizzano sono complici dei terroristi. L'Onu farà finta di niente anche stavolta?", scrive su Telegram.
Tra i media ucraini nessuno riprende quel passaggio. È simile alla mezza ammissione fatta da Budanov il 7 maggio: "Abbiamo ucciso russi e continueremo a ucciderli ovunque sulla faccia della terra fino alla completa vittoria dell'Ucraina", aveva detto sollevando il biasimo del Dipartimento di Stato Usa. Era morta Darya Dugina, figlia del filosofo nazionalista. Una civile.
Ieri Budanov ha detto in più che la sua Direzione "si è stancata" dei propagandisti russi. Che dietro gli attentati ci siano i suoi uomini è il segreto di Pulcinella. Riescono a colpire molto lontano da Kiev: il blogger giornalista Vladlen Tatarsky è stato ucciso il 2 aprile in un caffè di San Pietroburgo. Il 6 maggio è saltata in aria l'auto dello scrittore Zakhar Prilepin vicino a Nizhny Novgorod, a est d Mosca: uno dei due arrestati ha detto di agire su ordine dei servizi ucraini. Ufficialmente gli ucraini scaricano su presunti "partigiani russi", ma sono ben lieti che si pensi alla lunga mano di Kiev che non perdona chi incita l'invasione.
Dell'intervista a Budanov, invece, i giornali ucraini rilanciano il passaggio sul leader della Wagner, Prigozhin: "L'80% di ciò che dice è vero". O sul presidente bielorusso Lukashenko, che "non è un idiota". Sottolineano che per Budanov la Russia non è più "in grado di serie operazioni offensive" ma ha "una difesa corretta e potente. Dobbiamo fare di tutto per finire nel 2023".