Elezioni in Turchia, l’opposizione per rimontare si affida a “quelli di Istanbul”
dalla nostra inviata Gabriella ColarussoANKARA - Chiuso con i suoi nel quartier generale del Chp ad Ankara, Kemal Kilicdaroglu prova a uscire dall'angolo. Dopo due giorni di silenzio, a metà mattina il leader dell'opposizione turca si rivolge ai giovani: "Cari, la verità è che dalle urne è emerso un messaggio di cambiamento. Quelli che vogliono il cambiamento in questo Paese ora sono più di quelli che non lo vogliono".
È il primo appello pubblico dopo il primo turno alle presidenziali che lo ha inchiodato a un frustrante paradosso: è il politico che ha ottenuto il risultato migliore contro Erdogan negli ultimi dieci anni, ma è anche l'uomo che rischia di consegnare l'opposizione a una storica sconfitta. Trovare una strategia capace di rimotivare i suoi elettori e convincerne di nuovi, tenendo insieme curdi e nazionalisti, laici e religiosi, è impresa improba. Il morale al Chp è basso, c'è aria di resa dei conti. Nel g…
ANKARA - Chiuso con i suoi nel quartier generale del Chp ad Ankara, Kemal Kilicdaroglu prova a uscire dall'angolo. Dopo due giorni di silenzio, a metà mattina il leader dell'opposizione turca si rivolge ai giovani: "Cari, la verità è che dalle urne è emerso un messaggio di cambiamento. Quelli che vogliono il cambiamento in questo Paese ora sono più di quelli che non lo vogliono".
È il primo appello pubblico dopo il primo turno alle presidenziali che lo ha inchiodato a un frustrante paradosso: è il politico che ha ottenuto il risultato migliore contro Erdogan negli ultimi dieci anni, ma è anche l'uomo che rischia di consegnare l'opposizione a una storica sconfitta. Trovare una strategia capace di rimotivare i suoi elettori e convincerne di nuovi, tenendo insieme curdi e nazionalisti, laici e religiosi, è impresa improba. Il morale al Chp è basso, c'è aria di resa dei conti. Nel giro di poche ore vengono licenziati il vicepresidente, Onursal Adigüzel, responsabile del sistema di raccolta e monitoraggio dei voti, e il capo della campagna, Erdogan Toprak. Salta anche l'agenzia di comunicazione che si è inventata il simbolo del cuore che Kilicdaroglu mima a ogni uscita pubblica. Adigüzel è accusato di non aver gestito bene il monitoraggio della raccolta dei voti. E su questo la tensione sta crescendo: la Sinistra e i curdi, che hanno sostenuto Kilicdaroglu, contestano i risultati in centinaia di seggi.
Resta al suo posto invece lo stratega Rasim Bolecek, l'uomo che ha usato il concetto di helallesme, inclusività, per parlare agli elettori dell'Akp delusi da Erdogan, ma anche alle diverse anime della Turchia che non si riconosce nel governo del presidente.
"Questa volta c'era la sensazione che davvero avrebbero potuto farcela, lo shock è stato enorme, e ora temono che il secondo turno possa trasformarsi in una debacle se i loro elettori disillusi non andranno a votare", dice Sertac Es seduto davanti a una foto enorme di Ataturk, il fondatore della Repubblica. Es è il capo del bureau di Ankara di Cumhuriyet, il più antico giornale turco, storica gazzetta kemalista vicino all'opposizione. "Qui non si dorme da tre notti", dice bevendo l'ennesimo bicchierino di té. Il giornale ha aperto la prima pagina oggi con un titolo ottimista: "Vinceremo", ma Es sembra dubbioso. "Dovranno andare a prendersi i voti nazionalisti senza perdere quelli dei curdi, ma non c'è ancora una strategia chiara". Mentre la macchina elettorale del presidente ha già accelerato. Lunedì, mentre l'opposizione si leccava ancora le ferite, le tv già mandavano in onda il nuovo spot elettorale dell'Akp, con le immagini di Erdogan alla guida di un jet da combattimento e all'inaugurazione di una autostrada. Per cercare di riparare i danni, sono scesi in campo "quelli di Istanbul", gli artefici della vittoria alle amministrative del 2019.
Al posto di Toprak, Kilicdaroglu ha nominato capo della campagna Mehmet Ali Yuksel, uno degli uomini del Chp di Istanbul che lavorano con Canan Kaftancioglu, la presidente provinciale del partito. Insieme al sindaco Ekrem Imamoglu, Kaftancioglu sarà un personaggio chiave nelle prossime due settimane. Nemica numero uno di Erdogan, come il sindaco è sotto processo per presunte offese al presidente, per via di tweet sui curdi scritti più di sei anni fa. È stata una delle artefici della vittoria dell'opposizione alle comunali di Istanbul nel 2019. Laica, amante delle motociclette, considerata una instancabile propagandista, è lei a sera a lanciare il primo messaggio di fiducia: "Cari fratelli e sorelle di lotta. Non siamo riusciti a fare il cambio al primo turno, ma il male al potere non ha vinto. E noi, soprattutto le donne, che vogliamo il cambiamento in questo Paese, ce la faremo insieme!". Mancano 11 giorni al secondo turno. I repubblicani guidati da "quelli di Istanbul" proveranno a battere le zone dell'Anatolia centralia dove pensano di poter conquistare almeno in parte il voto dei nazionalisti di Ogan. E torneranno in forze nelle zone terremotate dove Erdogan ha vinto. Provando a trasformare la disperazione in speranza.