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Harry e Meghan, la tragedia schivata e il triste déjà vu di Lady D

Lady Diana e il principe Harry a Marivent Palace nel 1988
Foto Reuters /Hugh Peralta 
I duchi del Sussex inseguiti dai paparazzi vengono coinvolti a New York in uno scontro che poteva essere fatale. L'episodio fa tornare subito alla memoria la morte della madre del principe, avvenuta nel 1997 a Parigi in seguito a una corsa in auto per fuggire dai fotografi
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LONDRA - Lo spettro di Lady Diana continua a tormentare i Windsor. Stavolta è il fantasma del tragico incidente in cui perse la vita la principessa a fornire un déjà vu da brividi alla fuga di Harry e Meghan nelle strade di New York inseguiti dai paparazzi rischiando anche loro una sciagura.

Era la sera del 31 agosto 1997. Lady D aveva lasciato l'Hotel Ritz di Parigi in compagnia del fidanzato, Dodi al-Fayed, figlio del miliardario egiziano proprietario dei grandi magazzini Harrods di Londra. Con loro c'erano l'autista e una guardia del corpo. Ad attenderli all'uscita del più lussuoso albergo della capitale francese, dove la coppia era andata in vacanza, un nugolo …

LONDRA - Lo spettro di Lady Diana continua a tormentare i Windsor. Stavolta è il fantasma del tragico incidente in cui perse la vita la principessa a fornire un déjà vu da brividi alla fuga di Harry e Meghan nelle strade di New York inseguiti dai paparazzi rischiando anche loro una sciagura.

Era la sera del 31 agosto 1997. Lady D aveva lasciato l'Hotel Ritz di Parigi in compagnia del fidanzato, Dodi al-Fayed, figlio del miliardario egiziano proprietario dei grandi magazzini Harrods di Londra. Con loro c'erano l'autista e una guardia del corpo. Ad attenderli all'uscita del più lussuoso albergo della capitale francese, dove la coppia era andata in vacanza, un nugolo di paparazzi, che si mettono immediatamente all'inseguimento dell'auto, bersagliando i finestrini con i flash. Nel sottopassaggio sotto il Pont de l'Alma, la macchina sbanda e va a fracassarsi contro uno dei piloni di sostegno della struttura. Diana non muore subito, riesce perfino a bisbigliare qualche parola ai primi soccorritori: perderà la vita qualche ora più tardi in ospedale.

Uccisi quasi istantaneamente il suo boyfriend e l'uomo al volante, Henri Paul, che era un po' brillo, l'unico a sopravvivere è Trevor Rees-Jones, il bodyguard della principessa, che è anche l'unico ad avere la cintura di sicurezza e quindi a non subire fratture fatali all'impatto.

Basterebbe questo a smentire qualsiasi teoria della cospirazione, cioè l'idea di un complotto della casa reale per assassinare l'ex-moglie del principe Carlo, nel timore che possa avere un figlio da Dodi e dare un fratellastro musulmano al futuro re William: nessun complotto avrebbe potuto prevedere se quella sera lady D avrebbe allacciato o meno la cintura.

Se i complottisti a oltranza non cambieranno idea, rimane che la fine di Diana segna per sempre la royal family: causa la crisi peggiore per la monarchia, con la perdita di consensi per l'iniziale reazione troppo fredda della regina; ritarda probabilmente di anni le nozze di Carlo con Camilla; contribuisce alla rottura fra William e Harry, perché quest'ultimo se ne sente l'erede. Ieri il principe ribelle ha rischiato di morire come sua madre.