Francia, Sarkozy condannato a tre anni di carcere: uno sarà da scontare
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Nicolas Sarkozy perde il primo dei ricorsi in appello per uno dei due processi che ha in corso. Nel 2021 l'ex Presidente era stato condannato nel cosiddetto “Processo Bismuth”, nome di copertura con il quale Sarkozy aveva registrato un'utenza telefonica per comunicare con il suo avvocato. L’inchiesta era nata dalle intercettazioni ordinate da pm che si occupavano di un altro dossier in cui era coinvolto l'ex presidente, il presunto finanziamento ricevuto da regime di Gheddafi. Nelle conversazioni i pm avevano scoperto elementi che tendevano a dimostrare come Sarkozy avesse tentato di ottenere nel 2014 informazioni segrete da Gilbert Azibert, allora magistrato alla Corte di Cassazione, in un altro procedimento che lo riguardava, ovvero l’inchiesta, poi archiviata, su un presunto finanziamento ricevuto dalla miliardaria Liliane Bettencourt. Sarkozy avrebbe in particolare promesso al magistrato una promozione a Montecarlo, peraltro mai av…
PARIGI - Nicolas Sarkozy perde il primo dei ricorsi in appello per uno dei due processi che ha in corso. Nel 2021 l'ex Presidente era stato condannato nel cosiddetto “Processo Bismuth”, nome di copertura con il quale Sarkozy aveva registrato un'utenza telefonica per comunicare con il suo avvocato. L’inchiesta era nata dalle intercettazioni ordinate da pm che si occupavano di un altro dossier in cui era coinvolto l'ex presidente, il presunto finanziamento ricevuto da regime di Gheddafi. Nelle conversazioni i pm avevano scoperto elementi che tendevano a dimostrare come Sarkozy avesse tentato di ottenere nel 2014 informazioni segrete da Gilbert Azibert, allora magistrato alla Corte di Cassazione, in un altro procedimento che lo riguardava, ovvero l’inchiesta, poi archiviata, su un presunto finanziamento ricevuto dalla miliardaria Liliane Bettencourt. Sarkozy avrebbe in particolare promesso al magistrato una promozione a Montecarlo, peraltro mai avvenuta.
La condanna in appello
Ora l'ex presidente francese ha perso il ricorso nel secondo grado di giudizio. I magistrati hanno confermato la condanna a a tre anni di carcere, di cui uno da scontare con braccialetto elettronico, per corruzione e traffico di influenze. Anche il suo avvocato Thierry Herzog e l'ex magistrato Azibert sono stati riconosciuti colpevoli di aver stretto un "patto di corruzione" con Sarkozy nel 2014 e condannati alla stessa pena. La corte d'appello ha inoltre imposto un divieto di tre anni per i diritti civili di Sarkozy, rendendolo ineleggibile.
L'avvocata dell'ex Presidente, Jacqueline Laffont, ha già annunciato che presenterà un ricorso in Cassazione. Un ricorso che sospende tutti le misure previste dalla sentenza, compreso l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. In caso di convalida nell'ultimo grado di giudizio, Sarkozy, 68 anni, sarebbe il primo ex capo di Stato a dover scontare il carcere o, più precisamente, a portare un braccialetto elettronico. Nel 2011 Jacques Chirac aveva ricevuto una condanna a due anni di carcere con la condizionale per un caso di impieghi fittizi quando era sindaco di Parigi. Ma Chirac, ormai anziano, non aveva mai scontato la pena.
I rapporti con Macron e Darmanin
Avvocato di formazione, l’ex leader si è difeso con molta energia in tribunale. “Non ho mai commesso nessuna corruzione”, ha ripetuto più volte. Sarkozy ha abbandonato la politica da quando è stato sconfitto alle primarie del 2016 nel suo partito, Les Républicains. Ma resta molto amato tra gli elettori di destra ed è anche ascoltato da Emmanuel Macron. L’attuale ministro dell'Interno, Gérard Darmanin, già sarkozysta di ferro, ha più volte espresso pubblicamente la sua solidarietà con l'ex leader.
Gli altri processi
Sarkozy ha altri processi in vista. In autunno ci sarà l'appello della condanna in primo grado per finanziamento illegale della sua campagna presidenziale nel 2012. E la procura ha appena chiesto il rinvio a giudizio in un'altra inchiesta, forse quella più pesante sul piano simbolico perché riguarda i rapporti con la Libia e l'allora raìs Muammar Gheddafi. Dopo dieci anni di indagini sui sospetti di finanziamento libico della sua campagna presidenziale del 2007, la procura ha chiesto un processo per corruzione passiva, associazione a delinquere, finanziamento illecito di campagne elettorali e gestione di fondi pubblici libici. Il reato di associazione a delinquere ipotizza che Sarkozy abbia consapevolmente permesso ai suoi stretti collaboratori o intermediari di "agire per ottenere o tentare di ottenere" dal regime di Gheddafi diversi milioni di euro per finanziare la sua campagna verso l'Eliseo. Nel 2011 Sarkozy all’Eliseo aveva poi scatenato la guerra in Libia che aveva portato all’uccisione del raìs.