✕

Svezia, la ministra per l'Europa Roswall: "Nato aspettaci, con noi sarai più al sicuro"

Jessika Roswall, ministra svedese per gli Affari europei (foto di Daniele Castellani Perelli) 
In visita a Roma, l'esponente del governo di centrodestra si augura che il suo Paese entri nell'Alleanza a luglio, spiega che non ha nessun senso uscire dall'Ue (come sognano i suoi alleati di estrema destra) e spinge per più competitività: "No a una gara di sussidi statali con gli Usa e tra Paesi dell'Unione"
3 minuti di lettura

ROMA – Ucraina, migranti, competitività. Tra un mese e mezzo si conclude la presidenza svedese del semestre europeo e abbiamo chiesto di tirare un bilancio a Jessika Roswall, ministra svedese per gli Affari europei, a Roma per degli incontri con l’omologo italiano Raffaele Fitto e il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso. Europeista convinta, esponente dei Moderati (Ppe), affronta senza imbarazzi le domande sull’estrema destra dei Democratici di Jimmie Akesson, che con il loro appoggio esterno sono decisivi nel sostegno al governo di minoranza di centrodestra e che sono tornati pochi giorni fa ad attaccare la “camicia di forza” dell’Ue.


Ministra Roswall, facciamo un bilancio …

ROMA – Ucraina, migranti, competitività. Tra un mese e mezzo si conclude la presidenza svedese del semestre europeo e abbiamo chiesto di tirare un bilancio a Jessika Roswall, ministra svedese per gli Affari europei, a Roma per degli incontri con l’omologo italiano Raffaele Fitto e il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso. Europeista convinta, esponente dei Moderati (Ppe), affronta senza imbarazzi le domande sull’estrema destra dei Democratici di Jimmie Akesson, che con il loro appoggio esterno sono decisivi nel sostegno al governo di minoranza di centrodestra e che sono tornati pochi giorni fa ad attaccare la “camicia di forza” dell’Ue.


Ministra Roswall, facciamo un bilancio di questo semestre di presidenza svedese dell’Ue, che il prossimo mese giunge al termine.
“Le nostre priorità sono state la sicurezza e l’unità europea negli aiuti economici, umanitari e militari all’Ucraina, e su questi punti pensiamo di avere avuto successo, come dimostrano anche i dieci pacchetti di sanzioni alla Russia già approvati. Poi c’è un altro tema che ci sta a cuore, ed è la competitività”.


È stato tra gli argomenti di cui ha parlato qui a Roma con i ministri italiani Fitto e Urso.
“Sì. L’Ue è stata indietro per decenni, è sempre stata più reattiva che proattiva rispetto a Usa e Cina, e noi spingiamo per una strategia di lungo termine, per aiutare la produttività. Con i colleghi italiani ci siamo trovati d’accordo: la competitività deve rimanere alta nell’agenda di questo semestre, come è successo a marzo nell’incontro dei leader, e anche del prossimo semestre, quello spagnolo”.


Qual è la ricetta svedese?
“Quest’anno il mercato unico compie 30 anni. Noi siamo un piccolo Paese che dipende dall’import e dall’export e per aiutare le aziende vogliamo approfondire il mercato unico, sviluppare la digitalizzazione, investire in ricerca e sviluppo e sulle competenze, anzitutto per favorire la transizione verde. E poi meno regolamentazioni, perché il peso sulle aziende è troppo elevato”.

Con l’Italia non siete forse dalla stessa parte quando si parla di aiuti di Stato.
“È un argomento di cui si è discusso molto dopo l’Inflation Reduction Act americano. Noi siamo contenti che gli Usa siano della partita nella transizione verde, ma pensiamo che non sia utile entrare in una gara di sussidi con gli Stati Uniti o all’interno dell’Unione stessa”.

Quando pensa che la Svezia entrerà nella Nato?
“Il prima possibile, spero proprio al vertice di Vilnius dell’11-12 luglio. Io sono sempre stata a favore, e il mio Paese si è convinto molto rapidamente. L’adesione svedese alla Nato è importante per la sicurezza della Svezia ma anche per quella della Nato stessa”.

In Ucraina pensa si avvicini il tempo dei negoziati per la pace?
“L’obiettivo principale oggi è ancora il sostegno alla sovranità ucraina. Kiev sta combattendo per tutti noi”.

L’Italia è rimasta delusa quando a inizio gennaio Lars Danielsson, ambasciatore svedese presso l’Ue, ha detto al Financial Times che durante il semestre non si sarebbe arrivati a un accordo sui migranti. Lei è d’accordo che l’Italia è danneggiata dalle regole di Dublino e che è stata lasciata sola nel ricollocamento dei migranti provenienti dal Mediterraneo?
“Le posso dire che tutti i Paesi sono d’accordo sull’importanza di affrontare la questione dei migranti e che tutti vediamo le tragedie che avvengono nel Mediterraneo. Aggiungo che l’intenzione della presidenza svedese è di impostare un accordo, un lavoro che poi possa essere gestito da chi verrà dopo di noi. Qualcosa si sta muovendo, mi dice anche il nostro ministro per l’Immigrazione”.

Jimmie Akesson, leader dell’estrema destra dei Democratici svedesi, il cui appoggio esterno è decisivo per la tenuta del vostro governo di minoranza, ha scritto su Aftonbladet, il principale giornale del Paese, che l’Ue “è sempre più una camicia di forza”. Che cosa ne pensa?
“La Svezia è assolutamente impegnata nell’Ue in un progetto a lungo termine. Bisogna saper trovare sempre compromessi. Siamo un Paese piccolo e possiamo contare nel mondo solo nell’Ue. Insieme siamo più forti nell’affrontare le grandi sfide del clima, della competitività, della guerra all’Ucraina. Anche allargandoci a Kiev e nei Balcani la nostra popolazione sarebbe solo il 5% di quella mondiale, un dato che dovrebbe farci riflettere”.

C’è un gran parlare di una possibile alleanza tra Ppe e il gruppo dei Conservatori dopo le prossime elezioni europee, un po’ come è successo in Svezia. Sarebbe la fine della coalizione tra popolari e socialisti. La vede possibile?
“È davvero troppo presto per parlarne. Bisognerà vedere i risultati. Tutto può succedere, come si è visto anche in Svezia… Ma la mia esperienza del Parlamento europeo è che la cosa più importante è saper negoziare e saper trovare compromessi”.

Qual è la sfida più importante per il futuro dell’Ue?
“La sicurezza. Rimanere uniti nella guerra in Ucraina. Un tema su cui siamo in perfetta sintonia con il governo italiano”.