I russi ancora all'attacco su Kiev e Odessa: nel mirino le armi fornite dai paesi Nato. Gli ucraini: distrutti 28 missili su 29
dal nostro inviato Paolo BreraKIEV - Cercare di distruggere l'arsenale moderno consegnato dai partner della Nato a Kiev è diventato un obiettivo così urgente per Mosca da scaricare ormai ogni notte una quantità di missili sulle città ucraine. L'obiettivo è evidente: distruggere sul nascere, o quantomeno depotenziare e ritardare, una controffensiva degli invasi contro gli invasori. Se stiano ottenendo qualche successo è incerto, quello che invece è evidente è l'eccessivo ottimismo delle previsioni secondo cui Mosca avrebbe già dovuto finire da un pezzo le scorte.
Ieri è stata l'ennesima notte successiva di attacchi diffusi, ormai è un appuntamento quotidiano che toglie il sonno: in una fase così delicata del conflitto è difficile tirare dritto e confidare nelle difese aeree ucraine, immensamente migliorate rispetto all'inizio dell'invasione. Così ci si ritrova nel cuore della notte co…
KIEV - Cercare di distruggere l'arsenale moderno consegnato dai partner della Nato a Kiev è diventato un obiettivo così urgente per Mosca da scaricare ormai ogni notte una quantità di missili sulle città ucraine. L'obiettivo è evidente: distruggere sul nascere, o quantomeno depotenziare e ritardare, una controffensiva degli invasi contro gli invasori. Se stiano ottenendo qualche successo è incerto, quello che invece è evidente è l'eccessivo ottimismo delle previsioni secondo cui Mosca avrebbe già dovuto finire da un pezzo le scorte.
Ieri è stata l'ennesima notte successiva di attacchi diffusi, ormai è un appuntamento quotidiano che toglie il sonno: in una fase così delicata del conflitto è difficile tirare dritto e confidare nelle difese aeree ucraine, immensamente migliorate rispetto all'inizio dell'invasione. Così ci si ritrova nel cuore della notte con un cuscino sottobraccio e gli occhi gonfi in un garage, in un seminterrato, in qualsiasi luogo appaia più sicuro della propria camera da letto.
Gli attacchi di ieri hanno colpito duro nelle regioni di Odessa e Poltava, di Vinnytsia e nuovamente Kiev. Gli obiettivi concreti dell'attacco, la sua efficacia reale è come sempre un assoluto segreto militare. Giocare alla battaglia navale senza sapere se il tuo colpo abbia avuto successo o meno ti lascia il dubbio se colpire altrove o concentrarti lì per fare danni maggiori. Proprio ieri i servizi segreti ucraini hanno arrestato sei persone per avere pubblicato sui social le immagini, girate la notte precedente a Kiev, di una batteria di missili della contraerea Patriot mentre cercava di intercettare gli arrivi e veniva poi a sua volta colpita, costringendo le forze armate ucraine ad ammettere per la prima volta di aver subito costoso un danno militare a uno dei gioielli ricevuti in questo caso dagli Usa.
Si sa però che nei dintorni immediati di Odessa c'è stata una vittima. “Un civile”, sostiene Kiev, cioè il guardiano di un apparato industriale che secondo i media filorussi sarebbe invece un centro di stoccaggio delle armi Nato. Ovviamente è impossibile tentare di avere conferme ufficiali: la regola ferrea per chi aggredisce è aumentare la portata del risultato ottenuto, l'opposto per chi la subisce. Stando ai primi, gli attacchi di questi 15 mesi di guerra avrebbero sempre distrutto importanti obiettivi militari, per i secondi sono sempre vittime civili e infrastrutture civili. La propaganda in guerra è un'arma, ed è logico che la usino entrambi.
Ufficialmente gli ucraini sostengono di avere abbattuto 28 dei 29 missili da crociera lanciati nella notte dai russi. In più avrebbero abbattuto e distrutto due droni d'attacco iraniani e due droni spia. I missili balistici sono partiti da diverse direzioni e in momenti successivi a partire dalle 9 di sera e fino alle 5.30 del mattino. E gli attacchi sono arrivati da missili diversi partiti da tutti i possibili sistemi di lancio: dalle navi, dagli aerei bombardieri e dalle rampe di terra. Per gli appassionati dei dettagli militari sarebbero 22 missili da crociera kh-101 e kh-555 lanciati da due aerei bombardieri TU-160 e otto Tu-95. Le navi dal Mar Nero avrebbero invece lanciato sei Kalibr. Altri due missili da crociera Iskander-K sarebbero invece partiti da sistemi tattici di terra.
L’effetto sul terreno sono improvvisi bagliori e boati che squarciano il cielo, esplosioni registrate e in qualche caso documentate dai social (anche se è assolutamente proibito nelle prime ore dopo gli attacchi). Nelle strade, sui tetti, piovono detriti della battaglia nei cieli. Fuori dalle città, nella campagna di Kiev e degli altri obiettivi dell’attacco, la polizia locale identifica brandelli di quei giganteschi missili intercettati e fatti esplodere.