Ecco il bunker di Putin sul Mar Nero
di Riccardo RicciMOSCA - Tunnel nascosti, pozzi di collegamento, muri di spesso cemento. Eccolo il bunker di Vladimir Putin nella tenuta di Gelendhzik, sul Mar Nero, che tutti ritengono sia di proprietà del presidente russo. A mostrarli al mondo sono stati i giornalisti di Business Insider, che hanno mostrato i locali fortificati sotto la residenza. Il paradosso è che, almeno in teoria, quelle mappe erano sotto gli occhi di tutti, inserite dal 2016 nel portfolio dei lavori svolti dalla società di design Metrostil, che li ha indicati come planimetrie e sezioni di una struttura alberghiera.
MOSCA - Tunnel nascosti, pozzi di collegamento, muri di spesso cemento. Eccolo il bunker di Vladimir Putin nella tenuta di Gelendhzik, sul Mar Nero, che tutti ritengono sia di proprietà del presidente russo. A mostrarli al mondo sono stati i giornalisti di Business Insider, che hanno mostrato i locali fortificati sotto la residenza. Il paradosso è che, almeno in teoria, quelle mappe erano sotto gli occhi di tutti, inserite dal 2016 nel portfolio dei lavori svolti dalla società di design Metrostil, che li ha indicati come planimetrie e sezioni di una struttura alberghiera.
A giudicare dai disegni, la struttura è rinforzata da uno spesso strato di cemento che la rende adatta a resistere ad attacchi missilistici o chimici. I tunnel sono suddivisi in spazi abitativi e sono dotati di corrente, acqua, fognature e sistemi di comunicazione: tutto il necessario per poter sopravvivere giorni o settimane e, perché no, magari ospitare un centro di comando.
“Tutto questo è destinato a far sopravvivere o a far fuggire qualcuno", ha dichiarato l'esperto di strutture difensive Thaddeus Gabryszewski. Le autorità ucraine non hanno tardato a fornire un commento alle nuove rivelazioni. Il rappresentante della direzione principale dell'intelligence della Difesa, Andrej Jusov, ha ridimensionato la portata delle nuove indagini, assicurando che Kiev è già al corrente “dell'intera rete” di bunker. Poi ha concluso sarcastico: “La realtà ti raggiunge anche lì".
L’esistenza della tenuta a Capo Idokopas è divenuta nota al grande pubblico nel gennaio 2021, quando la Fondazione per la Lotta alla Corruzione (Fbk) del politico Aleksej Navalny ha pubblicato un'indagine sul lussuoso palazzo. A poco sono serviti i tentativi del presidente e dell'entourage di negare il possesso del lussuosissimo immobile.
Nonostante l’imprenditore e amico del Cremlino Arkadij Rotemberg si sia fatto avanti per rivendicarne la proprietà, il palazzo di Ghelendzhik è ormai comunemente associato alla figura di Putin. A conforto delle proprie tesi, gli attivisti di Fbk hanno sottolineato che il fondo sul quale insiste la tenuta è di proprietà dei Servizio di sicurezza federale, l’Fsb, che ne ha concesso l’uso al proprietario delle tenuta fino al 2068. Sull’intera area vige il divieto di sorvolo.
Le restrizioni non hanno però tenuto il palazzo al riparo dall’umidità della costa e in anni recenti l’intero complesso di immobili è stato sottoposto ad una prematura e costosa restaurazione, che ha favorito fughe di informazioni e la cattura di immagini degli interni. Nel territorio della tenuta, il cui costo è stimato in oltre un miliardo di dollari, sono presenti una sala concerti, una chiesa, un palazzo del ghiaccio sotterraneo, una piscina con annessa discoteca e, all'esterno, un ponte sospeso di 80 metri che permette di raggiungere un padiglione del tè.
Gli attivisti di Fbk hanno per primi indicato l’architetto italiano Lanfranco Cirillo come progettista della tenuta sul Mar Nero. Il 64 enne, tanto gradito a Putin da aver ricevuto la cittadinanza russa dal presidente in persona nel 2014, è oggi alle prese con la giustizia italiana che lo accusa di aver simulato la residenza estera per sottrarsi al fisco.