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Il paradosso del Montana dove le armi sono legali e TikTok è vietato. Un gruppo di tiktoker fa causa allo Stato

Greg Gianforte firma la legge che vieta TikTok nel Montana 
Il governatore repubblicano Gianforte firma la legge che rende lo Stato il primo a bandire totalmente il social. Previste multe fino a 10 mila dollari al giorno per gli store che renderanno scaricabile la app. Entrerà in vigore da gennaio 2024
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NEW YORK - Nello Stato del Montana i social sono considerati più pericolosi delle armi: si può girare armati, ma presto non si potrà scaricare TikTok. Settant'anni dopo la caccia alle streghe dei comunisti sovietici, gli Stati Uniti rilanciano il "pericolo rosso".

Il Montana è diventato il primo Stato americano a proibire l'app cinese TikTok su larga scala. Il governatore repubblicano Greg Gianforte ha firmato la legge approvata dal Congresso statale il mese scorso, che mette al bando l'applicazione che fa capo alla cinese Bytedance. Gianforte ha evocato toni da maccartismo, dal nome del senatore repubblicano Joseph McCarthy che negli anni Cinquanta scatenò le fobie degli americani, che cominciarono a vedere spie sovietiche dietro ogni angolo. "Il Partito comunista cinese - ha dichiarato il governatore - spia gli americani e mette a rischio la loro sicurezza".

NEW YORK - Nello Stato del Montana i social sono considerati più pericolosi delle armi: si può girare armati, ma presto non si potrà scaricare TikTok. Settant'anni dopo la caccia alle streghe dei comunisti sovietici, gli Stati Uniti rilanciano il "pericolo rosso".

Il Montana è diventato il primo Stato americano a proibire l'app cinese TikTok su larga scala. Il governatore repubblicano Greg Gianforte ha firmato la legge approvata dal Congresso statale il mese scorso, che mette al bando l'applicazione che fa capo alla cinese Bytedance. Gianforte ha evocato toni da maccartismo, dal nome del senatore repubblicano Joseph McCarthy che negli anni Cinquanta scatenò le fobie degli americani, che cominciarono a vedere spie sovietiche dietro ogni angolo. "Il Partito comunista cinese - ha dichiarato il governatore - spia gli americani e mette a rischio la loro sicurezza".

La differenza rispetto ad altri Stati che hanno bloccato l'app sui dispositivi dell'amministrazione, è che nel Montana il divieto è più largo: sono previste multe fino a 10 mila dollari al giorno per gli Apple e Google store che renderanno scaricabile la app. La stessa TikTok potrà essere multata se la renderà accessibile nello Stato. Gli utenti, invece, non verranno sanzionati. Il divieto entrerà in vigore da gennaio 2024, ma prima di allora si potrebbe scatenare una delle battaglie legali più grandi d'America, su uno dei fondamenti degli Stati Uniti: la libertà d'espressione, stabilita dal Primo Emendamento della Costituzione.

"Il governatore Gianforte - ha dichiarato un portavoce di TikTok - ha approvato una legge che viola i diritti del Primo emendamento dei cittadini del Montana, vietando illegalmente TikTok, una piattaforma che offre vantaggi a centinaia di migliaia di persone in tutto lo Stato. Vogliamo rassicurare i cittadini del Montana che possono continuare a usare TikTok per esprimersi, guadagnarsi da vivere e entrare in contatto con la community, mentre continuiamo a lavorare per difendere i diritti dei nostri utenti all'interno e all'esterno del Montana".

La piattaforma non ha annunciato se farà ricorso, ma in un breve comunicato ha indicato una traccia: "La costituzionalità della legge verrà decisa dalle corti". Intanto un gruppo di tiktoker americani
ha fatto causa al Montana. Samantha Alario, Heather DiRocco, Alice Held, Carly Ann Goddard e Dale Scout hanno citato in giudizio il procuratore generale dello Stato, Austin Knudsen, sostenendo che il divieto è incostituzionale e viola il primo emendamento: quello che garantisce la libertà di pensiero, parole e stampa.

Google e Apple per il momento non hanno commentato. Non è chiaro cosa succederà a coloro che avranno scaricato la app prima di gennaio. La American Civil Liberties Union, l'organizzazione americana in difesa dei diritti civili che conta su quasi due milioni di iscritti, ha definito "incostituzionale" la legge.

"Con questo divieto - ha commentato il direttore locale di Aclu, Keegan Medrando - il governatore Gianforte e il Congresso hanno calpestato il diritto alla libertà d'espressione di centinaia di migliaia di cittadini del Montana che usano la piattaforma per esprimersi, raccogliere dati e portare avanti piccole attività, e tutto questo in nome di un sentimento anti-cinese".

Il governatore non sembra turbato dalle reazioni. Non solo ha definito la legge "l'azione più forte che sia mai stata fatta negli Stati Uniti per proteggere i dati privati dei cittadini", ma fosse per lui il divieto sarebbe stato allargato a tutti i social che forniscono dati a Stati stranieri. A rischio è anche la cinese WeChat, l'app di messaggistica usata da un miliardo di persone nel mondo. Secondo costituzionalisti intervistati dai media americani in queste ore, la fragilità del divieto sta nel fatto che si basa su "sospetti" e non prove certe sull'utilizzo di dati privati da parte di TikTok, anche se il governo di Pechino può avere accesso alle informazioni. Il presidente Joe Biden ha firmato a dicembre una legge che vieta l'uso di TikTok nei dispositivi federali.

Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito hanno fatto lo stesso, citando preoccupazioni sulla sicurezza interna. Ma non ci sono prove certe dello spionaggio. Le "sensazioni" che i cinesi usino i dati degli americani - TikTok è stato scaricata da 150 milioni di persone in Usa - non sembrano sufficienti per reggere una battaglia legale sul Primo Emendamento. Intanto il Paese ha trovato un altro motivo per dividersi: secondo un sondaggio del Wall Street Journal, molti elettori repubblicani sono a favore della messa al bando della app, quelli democratici no.