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Dal G7 nuove armi a Kiev, ma si studia una via per la pace

(reuters)

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A Hiroshima i grandi del mondo pronti a varare nuove sanzioni: nel mirino i diamanti russi. L’Ue vuole dare gli F16 all'Ucraina per aiutare la controffensiva e spingere Putin a negoziare. Con la prospettiva di una conferenza da tenere in estate
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HIROSHIMA - Potenziare le sanzioni economiche contro la Russia, e magari anche l'assistenza militare a Kiev con i caccia F-16, per rafforzare la mano del presidente Zelensky in vista di un summit per la pace in Ucraina che potrebbe avvenire entro l'estate. È l'obiettivo ambizioso del G7 di Hiroshima, che comincia oggi con quattro temi centrali: contrastare l'invasione di Putin; rispondere all'espansionismo cinese, nel quadro della sfida geopolitica lanciata dalle autocrazie contro le democrazie; disinnescare la minaccia nucleare; fare i conti con l'intelligenza artificiale, affinché i suoi benefici prevalgano sui rischi.

Anticipando i temi dell'apertura, un'autorevole fonte della Casa Bianca ha spiegato che oggi sarà la giornata dell'Ucraina: "Dimostreremo la nostra unità e confermeremo la determinazione a sostenere Kiev fino in fondo". Zelensky parteciperà, in video o a sorpresa di persona, per ch…

HIROSHIMA - Potenziare le sanzioni economiche contro la Russia, e magari anche l'assistenza militare a Kiev con i caccia F-16, per rafforzare la mano del presidente Zelensky in vista di un summit per la pace in Ucraina che potrebbe avvenire entro l'estate. È l'obiettivo ambizioso del G7 di Hiroshima, che comincia oggi con quattro temi centrali: contrastare l'invasione di Putin; rispondere all'espansionismo cinese, nel quadro della sfida geopolitica lanciata dalle autocrazie contro le democrazie; disinnescare la minaccia nucleare; fare i conti con l'intelligenza artificiale, affinché i suoi benefici prevalgano sui rischi.

Anticipando i temi dell'apertura, un'autorevole fonte della Casa Bianca ha spiegato che oggi sarà la giornata dell'Ucraina: "Dimostreremo la nostra unità e confermeremo la determinazione a sostenere Kiev fino in fondo". Zelensky parteciperà, in video o a sorpresa di persona, per chiedere più aiuti. E il G7 risponderà, non solo con una forte dichiarazione di supporto, ma anche con l'inasprimento delle sanzioni in 5 direzioni: deragliare l'invasione; chiudere le scappatoie di Mosca per aggirare le misure economiche; compiere nuovi passi per ridurre la dipendenza dall'energia russa; spremere il sistema finanziario di Putin; potenziare la mobilitazione per privarlo di tutti gli asset di cui dispone e continuare gli aiuti militari fino alla fine della guerra.

Usa, Ue e Gran Bretagna preparano nuovi pacchetti di sanzioni, che includono la chiusura dei gasdotti russi verso l'Europa, perché ormai l'indipendenza dal gas del Cremlino è quasi raggiunta, mentre il tetto imposto al prezzo del suo petrolio ha tagliato in maniera significativa le entrate, senza sconvolgere il mercato globale con una riduzione dell'offerta e un balzo dei prezzi. Washington intende aggiungere circa 70 entità russe alla lista nera di quelle che non possono ricevere importazioni di alcun genere, e 300 sanzioni individuali, stringendo le viti per impedire che vengano aggirate. La Ue risponde aggredendo pure il settore dei diamanti, che fruttano un sacco di soldi a Mosca, ma vengono commerciati quasi esclusivamente sul mercato di Anversa, che sbarrerà le porte a Putin.

Aumenteranno le forniture militari, in sostegno della controffensiva, con un nodo da sciogliere sugli F-16. Secondo il New York Times Olanda, Belgio, Danimarca e Norvegia sono pronti a fornire a Kiev i loro caccia, più di 125, perché li stanno sostituendo con gli F-35, aiutati della Gran Bretagna già decisa ad addestrare i piloti ucraini. Gli Usa frenano perché temono che vengano usati per colpire il territorio russo, provocando un'escalation, ma come in altri casi simili del passato alla fine potrebbero dare il via libera.

I motivi dell'accelerazione sono due: sfruttare la debolezza di Putin, nella speranza che aumenti con la controffensiva; e prevenire il rallentamento degli aiuti, che potrebbe derivare dalla nuova maggioranza repubblicana alla Camera degli Stati Uniti e le elezioni presidenziali del 2024. Se funzionasse, il Financial Times rivela che questa strategia potrebbe portare ad un summit per la pace in Ucraina entro l'estate. Autorevoli fonti della Commissione europea avvertono che è presto per parlare di una conferenza, ma la discussione al G7 avverrà sulla base del piano in dieci punti di Zelensky, perché Kiev è stata aggredita e Kiev decide quale possa essere una pace accettabile.

Il capo di gabinetto del presidente ucraino, Andriy Yermak, ha detto che sarebbe favorevole ad un coinvolgimento della Cina, riportando al centro anche il tema che più occupa Giorgia Meloni. La vigilia della premier è assorbita dal bilaterale col collega Fumio Kishida, che serve soprattutto a mettere in chiaro la linea su Pechino: "Italia e Occidente - sostiene - devono riprendere il controllo delle industrie strategiche". Guarda al de-risking commerciale che progettano Usa e Ue per liberarsi dalla schiavitù imposta da Pechino su semiconduttori, terre rare, intelligenza artificiale e tecnologie verdi. L'obiettivo è "spezzare la nuova dipendenza digitale, più grave di quella del gas".

Il dossier cinese impone alla leader un equilibrismo complesso. L'impegno assunto con gli americani è uscire dalla Via della Seta, ma rimandando l'annuncio all'autunno. Difficile miscelare questo approccio prudente con la posizione dura del comunicato finale che emergerà dal summit. Un approccio rigido sposato da Meloni anche per cementare il rapporto con Biden, con cui spera di avere un bilaterale. Quello con Emmanuel Macron è invece già certo, assicura il presidente francese. L'Italia esclude per il momento nuove spedizioni a Kiev. Ma quando gli alleati europei inizieranno a fornire aerei militari, il governo finirà per allinearsi. Nel frattempo, Meloni si prepara a fissare per i prossimi mesi un vertice trilaterale con Giappone e Regno Unito per individuare la sede del consorzio che svilupperà il progetto Gcap/Tempest, i caccia di sesta generazione.

Oggi i Grandi si recheranno simbolicamente al memoriale della bomba atomica, proprio mentre Pechino accelera il rafforzamento del proprio arsenale. Un gesto per invocare il disarmo nucleare. Proprio qui, dove le lancette hanno sfiorato la fine della storia.