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Nube radioattiva, Mosca spaventa l'Europa ma Kiev smentisce. Ecco cosa sappiamo e cosa invece non è chiaro

Secondo i russi, sarebbe l'effetto del bombardamento del 13 maggio di un deposito ucraino di munizioni all'uranio impoverito donate dall'Occidente. Le mappe di monitoraggio di Kiev non mostrano però aumenti dei livelli di radioattività. Anche l'Aiea, a Repubblica, aveva fornito rassicurazioni
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KIEV - L'allarme nato dalle parole del capo del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, riportate da Ria Novosti e riguardanti una presunta "nube radioattiva" che volando dall'Ucraina avrebbe raggiunto la Polonia, si riferirebbe all'effetto del bombardamento del 13 maggio a Khmelnytskyi e Ternopil, nell'ovest ucraino. Ma è un allarme già ampiamente smentito in Ucraina, secondo cui non si sarebbe alzata nessuna nube radioattiva e sarebbe solo un tentativo della propaganda russa di biasimare la fornitura di armi occidentali paventandone i danni sulla salute dei civili.

I livelli di radiazione registrati

Tutte le mappe di monitoraggio della radioattività in Ucraina, in cui i livelli sono costantemente controllati per la presenza di diverse centrali nucleari, non mostrano aumenti dei livelli di radioattività. Lo stesso chatbot ecologico ucraino SaveEcoBot scrive che i valori di "fondo delle radiazioni ne…

KIEV - L'allarme nato dalle parole del capo del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, riportate da Ria Novosti e riguardanti una presunta "nube radioattiva" che volando dall'Ucraina avrebbe raggiunto la Polonia, si riferirebbe all'effetto del bombardamento del 13 maggio a Khmelnytskyi e Ternopil, nell'ovest ucraino. Ma è un allarme già ampiamente smentito in Ucraina, secondo cui non si sarebbe alzata nessuna nube radioattiva e sarebbe solo un tentativo della propaganda russa di biasimare la fornitura di armi occidentali paventandone i danni sulla salute dei civili.

I livelli di radiazione registrati

Tutte le mappe di monitoraggio della radioattività in Ucraina, in cui i livelli sono costantemente controllati per la presenza di diverse centrali nucleari, non mostrano aumenti dei livelli di radioattività. Lo stesso chatbot ecologico ucraino SaveEcoBot scrive che i valori di "fondo delle radiazioni nella regione di Khmelnytskyi - dove il 13 maggio sarebbe stato distrutto, secondo fonti filorusse e russe, un deposito di armi occidentali donate all'Ucraina e contenenti uranio impoverito e dove si è verificata una grande esplosione a fungo ripresa da video e fotografie - rientra nei suoi limiti abituali ed è 0,070-0,157 μSv/h. Gli indicatori sono misurati da vari dispositivi, stazioni di monitoraggio online e misurazioni manuali quotidiane da parte delle agenzie governative competenti presso i posti di osservazione fissi. Il valore più alto della potenza della dose di esposizione (fondo di radiazione) è stato registrato alle 9 presso il posto di osservazione a Khmelnytskyi ed è stato di 0,157 μSv/h, che è al di sotto del livello di controllo".

La diffusione dell'allarme su una nube radioattiva dovuta all'esplosione delle munizioni con uranio impoverito era stata lanciata esclusivamente dai canali filorussi su Telegram, provocando il panico nella zona di Khmelnytskyi. L'allarme avrebbe riguardato anche Ternopil, sempre nell'ovest ucraino in direzione di Leopoli, sia per le esplosioni avvenute anche in quella città che per la direzione del vento che spirava da Khmelnytskyi verso ovest, in direzione appunto di Ternopil. A riprova del presunto allarme i media filorussi mostravano gli operatori intervenuti per spegnere l'incendio dopo gli attacchi a Ternopil vestiti con tute di sicurezza e preceduti da robot. Secondo le autorità locali era una normale precauzione e peraltro in diverse immagini si vede la presenza contemporanea di operatori con tute di sicurezza accanto a vigili del fuoco con le normali divise.

Le rassicurazioni dell'Aiea

Il panico tra la popolazione locale si era presto spento anche perché il picco di radioattività che sarebbe stato registrato a Khmelnytskyi risultava comunque precedente all'esplosione, e i livelli erano rientrati nella normalità. Repubblica aveva contattato l'Aiea per avere informazioni sull'esistenza di un allarme e di loro verifiche indipendenti. La risposta era arrivata il giorno successivo ma era stata netta: "L'Ispettorato statale di regolamentazione nucleare dell'Ucraina ha informato oggi l'Agenzia internazionale per l'energia atomica che negli ultimi giorni non ci sono state misurazioni di livelli elevati di radiazioni gamma nelle regioni occidentali del Paese".

La questione delle polveri di uranio

Tutto questo vale per quanto riguarda la "nube radioattiva" di cui parla Patrushev. In realtà l'uranio impoverito usato negli armamenti ha livelli talmente bassi di radiazioni da far sì che le armi che lo contengono siano considerate convenzionali e non ne sia vietato l'uso: se anche fosse vero che i missili russi abbiano distrutto un deposito di armi all'uranio impoverito, l'effetto non sarebbe stato quello di una nube radioattiva significativa, ma questo non vuol dire che non ci sarebbero effetti gravi. Il danno consisterebbe nelle polveri di uranio, un metallo altamente dannoso per la salute se inalato o ingerito. Al momento non esistono notizie né smentite di una eventuale nube di micro polveri di uranio in volo verso ovest.

Cosa è stato colpito esattamente il 13 maggio?

L'altro problema è che non sappiamo esattamente cosa sia stato colpito davvero il 13 maggio a Khmelnytskyi. I russi dicono di avere centrato un deposito con le nuove armi e munizioni occidentali all'uranio impoverito; ma questo genere di notizia non viene mai confermato dall'Ucraina perché è un segreto militare, e anche in questa occasione gli ucraini non parlano della distruzione di armi o munizioni. Le fonti ufficiali occidentali non hanno commentato. Non sappiamo e dunque non possiamo escludere che abbiano ragione i russi sulla natura del bersaglio colpito, ma sappiamo che non hanno certamente monitorato un eventuale nube di nano polveri di uranio mentre parlano grossolanamente di una "nube atomica" che non c'è affatto.