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Poliziotti Star Wars, maiale all'idrogeno e l'eleganza della signora Sunak: una breve guida al G7 pop

Un'azione di Green Peace durante il summit a Hiroshima (reuters)
L'organizzazione maniacale, i look, il cibo e le delegazioni.Tutti gli elementi di leggerezza del summit
2 minuti di lettura

Hiroshima - Un G7 maniacale nel controllo. Attento a sorvegliare ogni centimetro di spazio, a scandire ogni attimo di tempo. Perfezionismo giapponese spinto, efficienza e un vago retrogusto ansiogeno. E quindi: guida alla leggerezza del summit.

La più elegante è la signora Sunak

Alleggerire, dunque. Con l’eleganza della first lady britannica Akshara, la signora Sunak: elegantissima nel suo abito, la più chic del gruppo. Non a caso vanta un passato da stilista, oltre all’Mba a Stanford. Arriva e conquista tutti.

(reuters)

Jill Biden e il torcicollo della moglie di Kishida

In scuro Jill Biden, si presenta mano nella mano con Joe. Flotus azzarda un abbraccio alla first lady giapponese, di bianco vestita: qui non si usa proprio, per non parlare del bacio. E infatti quando la signora Jill porge la guancia, la moglie di Kishida tentenna, quasi si scansa. Per un attimo t…

Hiroshima - Un G7 maniacale nel controllo. Attento a sorvegliare ogni centimetro di spazio, a scandire ogni attimo di tempo. Perfezionismo giapponese spinto, efficienza e un vago retrogusto ansiogeno. E quindi: guida alla leggerezza del summit.

La più elegante è la signora Sunak

Alleggerire, dunque. Con l’eleganza della first lady britannica Akshara, la signora Sunak: elegantissima nel suo abito, la più chic del gruppo. Non a caso vanta un passato da stilista, oltre all’Mba a Stanford. Arriva e conquista tutti.

(reuters)

Jill Biden e il torcicollo della moglie di Kishida

In scuro Jill Biden, si presenta mano nella mano con Joe. Flotus azzarda un abbraccio alla first lady giapponese, di bianco vestita: qui non si usa proprio, per non parlare del bacio. E infatti quando la signora Jill porge la guancia, la moglie di Kishida tentenna, quasi si scansa. Per un attimo tenta una manovra da torcicollo che la liberi dal problema. Ma ci sono le telecamere e alla fine, inesorabilmente, viola la tradizione ed esce sconfitta.

(afp)

 Meloni con la figlia, ma senza compagno

In celeste Giorgia Meloni. Stavolta senza il compagno Andrea Giambruno. Come al G20 di Bali c’è però la figlia Ginevra. A cui, tra l’altro, ha potuto mostrare anche i ghiacci dell’Alaska durante il breve scalo tecnico ad Anchorage, necessario per raggiungere Hiroshima.

(ansa)

Il maiale all’idrogeno

I giornalisti sono presi per la gola. Coccolati con un garbo che solo a queste latitudini. Il media center è sfoggio di cucina giapponese. Spicca il maiale cotto con la griglia alimentata ad idrogeno, tecnologia verde (anche se il fumo del grasso, inutile girarci attorno, è lo stesso del barbecue). E poi ci sono le ostriche cotte e due tipi di polpette di riso: carne o pesce. Bisogna decidere quale consumare e prestarsi a una foto o a un’intervista di un network locale. Maluccio, va detto, il ramen solubile.

Lo sherpa stressato

È una storia che si rincorre tra le diplomazie di mezzo mondo. Racconta del capo sherpa giapponese che per il troppo stress da lavoro si è sentito male alla vigilia del summit ed è stato costretto al ricovero. Un altro segno di quanto questo G7 abbia bruciato ogni grammo di energia nipponica.

Zelensky ovunque, ma non si vede

Volodymyr Zelensky è presenza incombente, eppure invisibile: arriva, ma nessuno sa quando, come, dove. La città è blindata in modo ossessivo anche e soprattutto per lui. Il suo volto è pure in copertina nell’opuscolo distribuito in ogni angolo del summit, sorridente vicino a Kishida. Per lui, il Giappone ha vinto l’antica ritrosia a inviare armi in un conflitto, violando la regola sul disarmo.

 Gli agenti di Star wars e l’anti-americano solitario.

Gli agenti sono ovunque, convocati da ogni angolo del Giappone. Bloccano la via principale per ore. Vestiti di bianco, brandiscono una specie di spada di plastica. Tutti attendono la sera perché l’oggetto si illumina di rosso e l’effetto è scenografico, come in Guerre stellari. Nel frattempo, un manifestante solitario presidia il percorso delle delegazioni, circondato dalla Digos locale. Urla a un microfono frasi anti-americane. Si sgola quando passa la delegazione, convinto ci sia dentro Biden: la bandiera sul cruscotto è francese.

(reuters)

I turisti disperati e l’Atomic Dome Bomb (per finta)

Tutte le strade sono bloccate. Centinaia di turisti, ignari di aver comprato il pacchetto volo+hotel sbagliato, girano come mosche in un bicchiere: sbarrato il Parco del memoriale, chiuso il museo, il giardino giapponese e pure il celebre Atomic Dome Bomb, l’unica struttura rimasta in piedi vicino all’epicentro dell’ordigno del 1945. Cattiveria nella cattiveria, hanno pure piazzato pannelli che ostruiscono la vista dai cancelli. L’unico modo è entrare nel media center, indossare occhiali della realtà virtuale e viaggiare tra le rovine del Dome.

Quaranta hostess vietnamite con la bandiera rossa

La delegazione vietnamita alloggia in un hotel centrale e gigantesco. Ad accogliere il leader del Paese, che è ospite del summit, c’è una delegazione di quaranta hostess vietnamite. Formano due file, occupano il piano terra dell’albergo: vestite di rosso da capo a piedi, sventolano una bandierina del Vietnam con la stella gialla sempre su sfondo rosso. Una cerimonia che suscita la curiosità delle altre delegazioni.